Diritto e Fisco | Editoriale

Srl: è obbligatoria l’iscrizione all’Inps?

30 Aprile 2018 | Autore:
Srl: è obbligatoria l’iscrizione all’Inps?

È possibile che né i soci né l’amministratore di Srl siano obbligati ad iscriversi all’Inps?

Tassazione agevolata, rischio d’impresa ridotto rispetto alla ditta individuale ed alla società di persone: avviare un’attività imprenditoriale in forma di società di capitali, come Srl (società a responsabilità limitata) o Srls (società a responsabilità limitata semplificata), può rappresentare una buona soluzione, soprattutto per chi vuole separare nettamente redditi e patrimonio derivante dall’attività dal reddito e dal patrimonio personale.

La nota dolente, però, è rappresentata non solo dai numerosi adempimenti che la gestione di una Srl comporta, ma soprattutto dall’obbligo di iscrizione all’Inps, per soci ed amministratore.

L’iscrizione alla gestione commercianti dell’Inps, difatti, comporta un esborso minimo pari a quasi 3.800 euro annui (3.784,54, per il 2018), a prescindere dal reddito percepito, in quanto i contributi, pari al 24,09% del reddito imponibile, sono calcolati sulla base di un reddito minimale pari a 15.710 euro. In parole semplici, in un anno si devono sborsare 3.800 euro anche se non si è percepito nulla.

Per quanto riguarda l’amministratore, poi, oltre all’obbligatorietà dell’iscrizione all’Inps commercianti, se si lavora nell’impresa, sussiste anche l’obbligo di versare i contributi alla Gestione Separata  Inps sui compensi percepiti in qualità di amministratore.

Ci si chiede, allora, se è possibile che in una Srl siano tutti esonerati dall’iscrizione all’Inps: si può costituire una Srl in cui nessuno è iscritto all’Inps?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo innanzitutto capire quali sono i presupposti per l’iscrizione alla gestione Inps commercianti ed alla gestione separata, dopo aver osservato quali sono i costi che le due gestioni comportano, o meglio l’ammontare dei contributi da versare.

Iscrizione Srl Inps commercianti, quanto si paga?

Le aliquote contributive, per gli appartenenti alla gestione artigiani e commercianti, da applicarsi sul reddito per il 2018 sono pari al:

  • 24% per gli artigiani;
  • 24,09% per i commercianti;
  • 21% per i coadiutori artigiani di età inferiore a 21 anni;
  • 21,09% per i coadiutori commercianti di età inferiore a 21 anni.

Il reddito minimale sul quale la contribuzione deve essere versata è pari a 15.710 euro; di conseguenza il contributo minimale obbligatorio da liquidare ammonta a:

  • 777,84 euro (3.770,40 contributo IVS più 7,44 contributo maternità) per gli artigiani;
  • 791,98 euro (3.784,54 contributo IVS più 7,44 contributo maternità) per i commercianti;
  • 306,54 euro (3.299,10 contributo IVS più 7,44 contributo maternità) per i coadiutori artigiani di età inferiore a 21 anni;
  • 320,68 euro (3.313,24 contributo IVS più 7,44 contributo maternità) per i coadiutori commercianti di età inferiore a 21 anni.

Se il reddito eccede il minimale di 15.710 euro annui, si applicano le aliquote contributive esposte nel paragrafo precedente, sino al limite della prima fascia di retribuzione annua pensionabile pari, per il 2018, all’importo di 46.630 euro.

Per i redditi superiori a 46.630 euro annui, l’aliquota aumenta di un punto percentuale; le aliquote contributive sul reddito oltre il minimale, pertanto, risultano determinate come segue:

  • 25% per gli artigiani;
  • 25,09% per i commercianti;
  • 22% per i coadiutori artigiani di età inferiore a 21 anni;
  • 22,09% per i coadiutori commercianti di età inferiore a 21 anni.

Per approfondire e conoscere le scadenze dei pagamenti: Contributi Inps 2018 artigiani e commercianti.

Chi deve iscriversi all’Inps commercianti?

Nella generalità dei casi, devono iscriversi alla gestione Inps commercianti:

  • i titolari e i gestori in proprio di imprese che risultano organizzate o dirette prevalentemente con il lavoro proprio e dei familiari (parenti e affini entro il 3° grado), a prescindere dal numero dei dipendenti, se:
    • hanno la piena responsabilità dell’impresa e assumono tutti gli oneri e i rischi relativi alla sua gestione;
    • partecipano personalmente al lavoro nell’azienda con carattere di abitualità e prevalenza;
    • sono in possesso delle licenze o delle autorizzazioni eventualmente prescritte, o sono iscritti in albi, registri o ruoli;
  • i familiari coadiutori preposti al punto di vendita che partecipano al lavoro aziendale nell’impresa commerciale con carattere di abitualità e prevalenza (possono essere familiari coadiutori: il coniuge, i figli, i minori in affido, i nipoti, i fratelli e le sorelle, i genitori, i nonni, i bisnonni e gli equiparati ai genitori, gli affini entro il 3° grado); questi lavoratori devono essere iscritti alla gestione commercianti, a meno che non siano assicurati come lavoratori dipendenti.

I soci di Srl devono iscriversi all’Inps commercianti?

Se l’attività commerciale è svolta in forma di società, l’iscrizione all’Inps commercianti è obbligatoria per i soci che partecipino al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza; la società deve essere inoltre organizzata o diretta prevalentemente con il lavoro dei soci e dei loro familiari.

Nello specifico, possono essere iscritti i soci:

  • di società in nome collettivo (Snc) ed i loro familiari coadiutori;
  • di società di fatto;
  • accomandatari di società in accomandita semplice (Sas);
  • accomandanti delle società in accomandita semplice che siano familiari coadiutori degli accomandatari;
  • di Srl; per questi ultimi non è richiesto il requisito del possesso della piena responsabilità dell’impresa, né dell’assunzione di tutti gli oneri e rischi relativi alla sua gestione.

L’obbligo di assicurarsi è esteso ai familiari coadiutori del socio.

L’amministratore non socio Srl deve iscriversi all’Inps commercianti?

L’amministratore non socio è obbligato ad iscriversi alla sola gestione separata, e non alla gestione Inps commercianti: sul punto, difatti, si è pronunciata la Corte di Cassazione, con una nota sentenza [1].

La sentenza chiarisce che, se l’interessato esercita la propria attività unicamente in qualità di amministratore, non ha obbligo di doppia contribuzione, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti…) e alla gestione separata, ma è sufficiente la sola iscrizione alla gestione separata.

L’attività propria dell’amministratore, infatti, è un’attività puramente professionale e consiste nel porre in essere le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale: è dunque distinta dall’attività di lavoro all’interno del ciclo produttivo dell’impresa.

L’amministratore socio Srl deve iscriversi all’Inps commercianti?

L’obbligo di versare la doppia contribuzione sussiste, invece, per l’amministratore che sia, contemporaneamente, socio lavoratore dell’impresa: in questo caso, difatti, vi è una coesistenza di attività riconducibili, rispettivamente, all’amministrazione societaria e al commercio (o alla diversa attività imprenditoriale espletata).

Quanto paga l’amministratore Srl per l’iscrizione alla Gestione Separata?

Amministratori, sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, versano alla gestione separata Inps il 34,23% dei compensi percepiti; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll.

I componenti di collegi e commissioni versano invece il 33,72%; nemmeno queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll.

Nel caso in cui l’amministratore sia iscritto a una diversa gestione Inps, l’aliquota dovuta alla gestione separata è pari al 24%.

Il socio non lavoratore deve iscriversi all’Inps commercianti?

Veniamo ora alla situazione del socio di una Srl che non è socio lavoratore.

In questo caso, non esiste l’obbligo d’iscrizione alla gestione Inps dei commercianti, in quanto si tratta di un socio non lavoratore, anche se possiede il 100% delle quote.

Sul punto, peraltro, si è pronunciato il ministero del Lavoro, con la risposta ad un interpello [2]: il ministero ha chiarito, relativamente ai soci di Snc, quindi di società di persone, che l’iscrizione alle gestioni speciali Inps dei lavoratori autonomi è dovuta se gli stessi prestano la propria attività nell’impresa con carattere di abitualità e prevalenza. Questo principio vale, ovviamente, anche per i soci di società di capitali: sono quindi esclusi dall’obbligo di iscrizione Inps i soci di Srl che conferiscono solo capitali ed i soci non partecipanti all’attività con i caratteri dell’abitualità e della prevalenza.

Srl in cui nessuno è iscritto all’Inps, possibile?

Ad ogni modo, l’Inps può valutare, caso per caso, la sussistenza o meno della partecipazione all’attività con carattere di abitualità e prevalenza per valutare l’obbligo di iscrizione nella Srl: spesso capita, ad esempio, che nella Srl sia presente l’amministratore non socio, che svolge un’attività amministrativa, puramente professionale, e un solo socio, non amministratore e non lavoratore, che non partecipa all’attività imprenditoriale.

Per provare la non obbligatorietà dell’iscrizione all’Inps bisognerà allora, logicamente, dimostrare all’istituto che altri soggetti prestano la propria attività all’interno del ciclo produttivo dell’impresa, ad esempio dipendenti o collaboratori. In pratica, prese autonomamente le due posizioni, cioè quella del socio che detiene il 100% delle quote ma non è socio lavoratore, da una parte, e quella dell’amministratore non socio, dall’altra, nessuna comporta, di per sé, l’obbligo d’iscrizione alla gestione Inps commercianti. Analizzando l’attività nel suo complesso, però, è logico che debba esserci qualcuno, a prescindere dalla qualifica di socio, che esercita l’attività tipica dell’impresa: in assenza di terzi, è molto probabile che l’Inps imputi a uno dei due soggetti esistenti lo svolgimento dell’attività all’interno del ciclo produttivo dell’impresa, iscrivendolo d’ufficio alla gestione commercianti.


note

[1] C. Cass, sent n.23600/2009.

[2] Min. Lavoro, Risp. Int n. 78/2009.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. Dottoressa Noemi, complimenti ho trovato l’articolo ben fatto per la sintesi e la chiarezza; veramente molto utile, grazie.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube