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Cane sul balcone: è maltrattamento?

3 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 maggio 2018



Molti appassionati di animali, non avendo spazio sufficiente in casa, decidono di lasciarli all’esterno ma questo comportamento costituisce un reato?

Il cane è l’animale domestico più amato, riconosciuto, sin dall’antichità, come il migliore amico dell’uomo, angelo custode per le persone sole e con difficoltà motorie, compagno di gioco per i più piccoli, insostituibile aiuto nella pet therapy. Nell’immaginario collettivo, la famiglia perfetta vede tra i suoi componenti anche il cane che rappresenta una sorta di completamento per l’armonia domestica.

Come per ogni animale, il cane ha bisogno di uno spazio vitale in cui dormire, mangiare e correre, deve fare almeno una passeggiata giornaliera, in particolare se di stazza grande, avere una cuccia riparata, una ciotola per il cibo e un’altra per l’acqua. Non tutti hanno lo spazio sufficiente per garantire al cane queste cose, le case spesso sono troppo piccole, soprattutto quelle in città, e in monolocali e bilocali è difficile trovare una degna collocazione per gli amici a quattro zampe. Per ovviare a questa problematica sono molti coloro che scelgono di mettere i cani all’esterno, sul balcone, predisponendo un angolo totalmente dedicato a loro. Viene dunque automatico chiedersi, cane sul balcone: è maltrattamento?

La sistemazione ideale per i cani

I veterinari, gli addestratori e gli esperti in materia evidenziano come non vi sia, in generale, una sistemazione ideale per i cani in quanto, avendo un ruolo in natura subalterno rispetto al loro padrone, riescono ad adattarsi perfettamente ad ogni ambiente, purchè ci sia il loro umano di riferimento. Il cane è sostanzialmente un animale di compagnia che ama stare vicino alle persone e condividere spazi ed attività. Non è infrequente vedere un alano o un molossoide in un appartamento dalle dimensioni ridotte proprio perché questi cani, pur di rimanere al fianco dei propri padroni si accontentano anche degli spazi più angusti, in questi casi deve essere un’accortezza dei padroni farli uscire spesso. E’ altrettanto frequente vedere cani di ogni razza che abbaiano e scodinzolano in balcone. Ma se si mette il cane sul balcone è maltrattamento?

Sistemazione adeguata

L’unico modo per capire se un cane sul balcone sta subendo da parte dei suoi padroni un maltrattamento è quello di osservare e verificare se si tratti di una sistemazione adeguata. In altri termini, è importante vedere se il balcone nel quale è collocato è abbastanza spazioso, non è molto esposto alla calura estiva o alle intemperie invernali, è provvisto di una cuccia adibita al riposo e alle ciotole per cibo e acqua. Deve trattarsi inoltre di un’area che non deve essere vissuta dal cane 24 ore su 24, in quanto deve avere la possibilità di entrare in casa e di fare delle passeggiate all’aperto con i suoi padroni. Un cane felice e in salute salta, corre e scodinzola quindi si vede immediatamente quando la sistemazione in balcone è adeguata e attenta alle sue esigenze.

Sistemazione non adeguata

Al contrario, quando un cane viene lasciato sul balcone di casa per molte ore o giorni interi, non ha accesso all’interno, è sottoposto al freddo o al caldo, non viene dotato di una cuccia in cui ripararsi e non ha a disposizione acqua e cibo, subisce certamente un maltrattamento. Ciò è visibile perché il cane abbaia per attirare l’attenzione, guaisce e, nei casi più gravi, cerca di scappare scavalcando l’inferriata. In queste circostanze viene posto in essere un vero e proprio maltrattamento in quanto il cane viene praticamente lasciato al suo destino sul balcone senza alcuna cura.

Cosa fare se si capisce che un cane è stato abbandonato in balcone?

Se ci si accorge che un cane viene maltrattato perché lasciato in balcone senza attenzioni, è consigliabile agire in modo rapido. Se si conoscono i padroni del cane, perchè ad esempio sono vicini di casa, è utile evidenziare lo stato di sofferenza del cane che si trova bloccato in un’area piccola e disagevole, privo di ogni tipo di cura. Se i padroni fanno finta di niente o non sono conosciuti, bisogna avvertire immediatamente le autorità perché chi si macchia di queste azioni commette un reato. Occorre dunque avvisare i Vigili Urbani, Polizia o Carabinieri affinchè possano intervenire prontamente, mettere al sicuro il malcapitato e provvedere contro i responsabili.

Cosa fare se si adotta un cane e poi non si ha lo spazio necessario per tenerlo?

Adottare un cane non è solo un gesto d’amore ma rappresenta anche un impegno in quanto, essendo un essere vivente, merita di essere accudito con tutto il rispetto possibile. Quando si porta un cane in casa e ci si accorge immediatamente che non ha lo spazio necessario per vivere serenamente, la collocazione in balcone può essere una valida soluzione esclusivamente con una sistemazione adeguata. In mancanza è preferibile orientarsi verso soluzioni alternative, come ad esempio affidare il cane a una persona di fiducia che abbia lo spazio necessario per gestirlo al meglio.


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2 Commenti

  1. La condizione più diffusa tra i proprietari di cani, è quella della SEGREGAZIONE dell’animale negli appartamenti, nei cortili di villette e sui balconi; molti di loro escono la mattina e rientrano la sera per lavoro oppure sono anziani che non escono quasi mai di casa. Il risultato di tale situazione è un diffusissimo DISTURBO DELLA QUIETE PUBBLICA, diurno e notturno, dovuto all’abbaio isterico, problema che è ormai un’emergenza sociale. Le forze dell’ordine non intervengono quasi mai soprattutto nel secondo caso e nel caso di maltrattamento le associazioni animaliste si preoccupano solo se il cane ha la ciotola dell’acqua e delle crocchette… Bisogna sottolineare che vengono inapplicati e/o ignorati l’art.659 c.p. (disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone) e l’art.544 c.p. (maltrattamento di animali) e a tal proposito si assiste ad una continua mala informazione volutamente costruita dai media a favore della lobby del cane, la quale ha un giro d’affari di 4 miliardi di € l’anno…

    1. Sacrosanto. Situazione ormai diventata una piaga sociale: estate o inverno, notte e giorno con il continuo sottofondo – più o meno vicino o lontano ma fastidioso in ogni caso – di queste inutili bestie isteriche, vittime di proprietari ignoranti e menefreghisti, le quali impediscono in casa propria riposo relax e qualunque attività intellettuale. Il senso civico è morto.

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