Diritto e Fisco | Editoriale

Problemi di salute: come avere invalidità

3 maggio 2018 | Autore:


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Cos’è l’invalidità civile? Quali sono le malattie che danno diritto all’invalidità? Come si fa ad ottenerla? Quali sono le agevolazioni? Cosa sono le tabelle di invalidità? Guida completa all’invalidità civile.

Lo Stato italiano garantisce sostegno a quelle persone che, a causa della loro condizione di salute, non possono svolgere le funzioni tipiche della vita quotidiana. Per questi soggetti, l’ordinamento prevede delle agevolazioni che possano fungere da contrappeso allo stato invalidante cui sono costretti.

È la stessa Costituzione, allorquando parla di diritto di uguaglianza e di tutela dei più deboli, ad imporre al legislatore italiano un apparato normativo che possa fornire un aiuto a quanti hanno difficoltà ad inserirsi nella vita sociale e lavorativa.

Con questo articolo daremo una mano a quanti si stanno chiedendo quali problemi di salute permettono di avere l’invalidità.

Invalidità civile: cos’è?

Prima di affrontare direttamente il tema dell’articolo («Problemi di salute: come avere invalidità»), spendiamo qualche parola a proposito dell’invalidità civile. Di cosa si tratta?

L’invalidità è la difficoltà a svolgere alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell’udito. L’invalidità viene definita civile quando non deriva da cause di servizio, di guerra, di lavoro.

Nello specifico, la legge [1] dice che «si considerano mutilati e invalidi civili i cittadini affetti da minorazione congenita e/o acquisita (comprendenti) gli esiti permanenti delle infermità fisiche e/o psichiche e sensoriali che comportano un danno funzionale permanente, anche a carattere progressivo, compresi […] insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo, o se minori di anni 18, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età».

Invalidità civile: a chi spetta?

Secondo la legge italiana, è invalido civile chiunque sia affetto da patologie tali da:

  • compromettergli la normale capacità lavorativa, se la persona sia in età da lavoro, cioè tra i diciotto e i sessantacinque anni e sette mesi;
  • renderlo incapace di svolgere le attività tipiche della sua età, qualora non rientrasse nella fascia di cui sopra (quindi se minore di diciotto o maggiore di sessantacinque anni).

I cittadini con età superiore ai sessantacinque anni e sette mesi, quindi, possono chiedere il riconoscimento dello stato invalidante quando abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età. Allo stesso modo, il minore di diciotto anni dovrà dimostrare di versare  in condizioni di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età, allo scopo di avere diritto all’indennità di frequenza.

Invalidità civile: percentuali e agevolazioni

Prima di passare a vedere come avere l’invalidità e per quali problemi di salute, spieghiamo perché è così importante essere riconosciuti invalidi civili. Vediamo perciò quali agevolazioni sono riconosciute all’invalido civile.

I benefici che la legge prevede a favore di chi è dichiarato invalido civile variano a seconda del grado di invalidità riconosciuto: ad esempio, un’invalidità del 100% dà diritto a ricevere una pensione di inabilità. I vantaggi diversi da quelli economici non sono meno importanti: anche senza aver ottenuto un’invalidità totale, il malato ha diritto alla fornitura gratuita di protesi, presidi ed ausili; all’esenzione (parziale o totale, a seconda del grado di invalidità) dal pagamento del ticket sanitario per tutte le prestazioni mediche riguardanti la patologia invalidante; ad agevolazioni per le graduatorie delle case popolari e per il canone telefonico (in base ai redditi dichiarati).

L’assegno di invalidità spetta solo a chi sia dichiarato invalido con una percentuale compresa tra il 74 e il 99%; inoltre, a differenza dell’indennità di accompagnamento, è necessario anche che il soggetto versi in uno stato di bisogno economico. La pensione di inabilità, invece, spetta solamente a chi viene riconosciuta un’invalidità pari al 100%.

Schematicamente, quindi, possiamo così sintetizzare:

  1. invalidità pari o superiore al 34% (soglia minima): prestazioni di carattere socio-assistenziale quali, ad esempio, prestazioni protesiche e ortopediche;
  2. invalidità pari o superiore al 46%: iscrizione al collocamento mirato;
  3. invalidità pari o superiore al 50%: congedo straordinario per cure (se previsto dal Ccnl);
  4. invalidità pari o superiore al 67%: esenzione parziale pagamento ticket per visite specialistiche, esami e diagnostica strumentale.
  5. invalidità pari o superiore al  74%: assegno mensile di assistenza;
  6. invalidità pari al 100%: pensione d’inabilità.

Inoltre, la persona invalida al 100% che sia anche incapace di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o con necessità di assistenza continua o che non sia in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita, ha diritto anche all’indennità di accompagnamento [2] a prescindere dai requisiti economici (cioè dal reddito).

Vediamo ora più nel dettaglio quali agevolazioni spettano a chi sia dichiarato invalido civile.

Invalidità: quali agevolazioni sull’auto?

Le agevolazioni fiscali previste dalla legge nel settore auto sono le seguenti:

  • Detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per l’acquisto in sede di denuncia annuale dei redditi;
  • Iva agevolata al 4% sull’acquisto;
  • Esenzione dal pagamento del bollo auto;
  • Esenzione dal pagamento dell’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.

Da precisare che questo tipo di agevolazione è prevista solo se il soggetto è riconosciuto invalido con totale e permanente inabilità lavorativa 100% e impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore.

Invalidità: detrazioni figli portatori di handicap

Ancora, per ogni figlio portatore di handicap fiscalmente a carico di un invalido spettano le seguenti detrazioni Irpef:

  • 1.620 euro, se il figlio ha un’età inferiore a tre anni;
  • 1.350 euro, per il figlio di età pari o superiore a tre anni.

Con più di tre figli a carico la detrazione aumenta di duecento euro per ciascun figlio a partire dal primo. Le detrazioni sono concesse in funzione del reddito complessivo posseduto nel periodo d’imposta e il loro importo diminuisce con l’aumentare del reddito, fino ad annullarsi quando il reddito complessivo arriva a 95mila euro.

Invalidità: agevolazioni per assistenza e medicinali

La legge italiana prevede agevolazioni per invalidi riguardanti l’acquisto di farmaci o, comunque, le prestazioni assistenziali. In particolare, è prevista:

  • la deduzione dal reddito complessivo dell’intero importo delle spese mediche generiche e di assistenza specifica;
  • la deduzione dal reddito complessivo degli oneri contributivi (fino all’importo massimo di 1.549,37 euro) versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare;
  • la detrazione Irpef del 19% delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale, da calcolare su un importo massimo di 2.100 euro, a condizione che il reddito del contribuente non sia superiore a 40mila euro.

Invalidità: altre agevolazioni

La legge prevede agevolazioni per invalidi anche sul fronte degli ausili e dei sussidi tecnici, nonché dei lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche. Per quanto riguarda la prima categoria, si tratta di prodotti di comune reperibilità (es. computer, fax) che possono favorire l’autonomia delle persone con disabilità. La normativa vigente prevede che questi prodotti godano dell’applicazione dell’Iva agevolata al momento dell’acquisto e che la spesa sostenuta può essere detratta in sede annuale di dichiarazione dei redditi. È tuttavia necessario disporre di una specifica prescrizione autorizzativa, oltre che del certificato di handicap o invalidità.

Nel dettaglio, la legge prevede:

  • detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per i sussidi tecnici e informatici;
  • Iva agevolata al 4% per l’acquisto dei sussidi tecnici e informatici;
  • detrazioni delle spese di acquisto e di mantenimento del cane guida per i non vedenti;
  • detrazione Irpef del 19% delle spese sostenute per i servizi di interpretariato dei sordi;

La detrazione Irpef è prevista anche per le spese sostenute per la realizzazione degli interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Invalidità civile: come chiederla?

Giungiamo finalmente all’argomento più interessante per i lettori: come si chiede l’invalidità civile?

Il grado di invalidità di una persona viene valutato ed, eventualmente, riconosciuto da un’apposita commissione medica la quale, sulla scorta delle tabelle ministeriali [3], stabilisce il grado di invalidità relativamente alla patologia della persona.

Nello specifico, colui che intende chiedere l’invalidità civile deve innanzitutto recarsi dal proprio medico di famiglia per la compilazione online del certificato medico introduttivo, perché sia attestata la patologia invalidante.

Fatto ciò, occorre trasmettere telematicamente il certificato medico all’Inps, accedendo direttamente alla propria area personale mediante codice pin oppure tramite patronato o associazioni di categoria. L’inps provvederà a fissare la visita medica di accertamento presso la Commissione Asl integrata da un medico Inps.

Quindi, colui che ritiene di essere affetto da una patologia invalidante, cioè da una malattia che comporti una riduzione di almeno un terzo della propria capacità lavorativa o l’impossibilità di svolgere alcuni atti della vita quotidiana, deve seguire questi semplici passaggi:

  1. recarsi dal proprio medico di famiglia e farsi rilasciare apposito certificato medico che attesti la presenza di una o più patologie presumibilmente invalidanti. Il certificato ha un costo che si aggira mediamente intorno ai cinquanta euro;
  2. inoltrare il certificato medico, insieme alla domanda con la quale si chiede l’invalidità civile, all’Inps territorialmente competente. La domanda deve essere inviata telematicamente, accedendo alla propria area personale tramite codice pin, oppure affidandosi ad un patronato, il quale provvederà gratuitamente.

Invalidità civile: qual è la procedura?

Inviata la domanda, l’Inps fissa la data della visita che il richiedente dovrà sostenere presso la propria sede. Normalmente, a meno che non si tratti di patologie gravissime, la convocazione a visita non giungerà prima di sei – sette mesi. Si tratta di una stima approssimativa, variabile a seconda del carico di lavoro che grava sull’Inps territorialmente competente.

La commissione medica che esaminerà il richiedente dovrà valutare la gravità della patologia e la capacità di quest’ultima di ridurre la capacità lavorativa dell’invalido oppure di impedirgli gli atti della vita quotidiana.

Invalidità civile: quali sono le malattie tabellari?

Ed eccoci al punto cruciale: per quali problemi di salute viene riconosciuta, in genere, l’invalidità? La commissione medica che visita colui che richiede l’invalidità deve fare riferimento ad una tabella, stabilita dal governo, che contiene le patologie che danno diritto all’invalidità o almeno ad una certa percentuale di essa.

Si tratta di una serie di patologie molto vasta, suddivisa per apparato o sistema del corpo umano coinvolto, tipo di patologia e grado di incidenza. Qui di seguito vedremo elencheremo solamente le più rilevanti, cioè quelle che comportano un grado di invalidità importante.

Patologie dell’apparato cardiocircolatorio

  • aritmie gravi: invalidità dal 71 all’80%;
  • aritmie gravissime: invalidità dall’81 al 100%;
  • coronaropatia grave: invalidità dal 71 all’80%;
  • coronaropatia gravissima sino a allettamento o s. ipocinetica da scompenso cardiaco cronico terminale: invalidità dall’81 al 100%;
  • miocardiopatie con insufficienza cardiaca gravissima sino a allettamento o s. ipocinetica da scompenso cardiaco cronico terminale: invalidità dall’81 al 100%;
  • valvulopatie di grado severo: invalidità dal 71 all’80%;
  • valvulopatie di grado severo scompensate: invalidità dall’81 al 100%;
  • difetto interatriale (dia) – stadio IV- dia di grado severo. Gravi esiti di chiusura di dia. Inoperabile: invalidità dal 71 al 100%;
  • difetto interventricolare (div) stadio IV: invalidità dal 71 all’80%;
  • difetto interventricolare (div) stadio V: invalidità dall’81 al 100%;
  • pervietà del dotto arterioso stadio IV: invalidità dal 71 all’80%;
  • pervietà del dotto arterioso stadio V: invalidità dall’81 al 100%;
  • pericardite cronica o esiti di pericardite cronica – stadio IV: invalidità dal 71 all’80%;
  • pericardite cronica o esiti di pericardite cronica – stadio V: invalidità dall’81 al 100%;
  • cardiopatia ipertensiva con impegno cardiaco di grado severo: invalidità dal 71 all’80%;
  • cardiopatia ipertensiva scompensata: invalidità dall’81 al 100%;
  • trapianto di cuore e polmoni complicato: le complicanze vanno valutate come descritto nei relativi capitoli. La percentuale ottenuta va considerata in concorrenza con la valutazione di base del trapianto cuore –polmoni: invalidità dal 71 al 100%;
  • aneurisma dell’aorta toracica o addominale – stadio V: invalidità dal 71 all’80%;
  • arteriopatia ostruttiva cronica periferica con ischemia cronica e dolore a riposo con lesioni trofiche: invalidità dal 71 all’80%;
  • arteriopatia ostruttiva cronica periferica con ischemia cronica e dolore a riposo con lesioni trofiche estese o gangrena: invalidità dall’81 al 100%.

Patologie dell’apparato respiratorio

  • broncopneumopatie (bpc) cronicaasmatiche severe: invalidità dall’81 al 90%;
  • broncopneumopatie (bpc) cronicaasmatiche severe: invalidità al 100%;
  • bpc ostruttive gravi: invalidità dal 71 all’80%;
  • bpc ostruttive severe :invalidità dall’81 al 90%;
  • bpc ostruttive severe: invalidità al 100%;
  • bpc restrittive gravi: invalidità dal 71 all’80%;
  • bpc restrittive severe: invalidità dall’81 al 90%;
  • bpc restrittive severe: invalidità al 100%;
  • interstiziopatie gravi: invalidità dal 71 all’80%;
  • interstiziopatie severe: invalidità dall’81 al 90%;
  • interstiziopatie severe: invalidità al 100%;
  • trapianto di polmone complicato: invalidità dal 71 al 100%.

Patologie dell’apparato digerente

  • stenosi esofagea con ostruzione serrata che richiede una gastro/entero-stomia: invalidità al 100%;
  • cirrosi epatica classe B di childpugh: invalidità dal 61 all’80%;
  • cirrosi epatica classe C di childpugh: invalidità dall’81 al 100%;
  • trapianto di fegato complicato: invalidità dal 61 al 100%;
  • trapianto di intestino complicato: invalidità dal 61 al 100%;
  • sindrome da malassorbimento enterogeno da patologia pancreatica o intestinale stenotica e/o infiammatoria e/o da resezione: invalidità dal 61 all’80%;
  • malattie infiammatorie croniche intestinali: invalidità dal 61 al 100%.

Patologie dell’apparato urinario

  • insufficienza renale cronica con clearance della creatinina/vfg < 15 ml/min o insufficienza renale terminale in dialisi peritoneale (stadio V): invalidità dal 71 all’80%;
  • insufficienza renale terminale in emodialisi trisettimanale ovvero in dialisi peritoneale con scarsa tolleranza terapeutica: invalidità dall’81 al 90%;
  • r. terminale in emodialisi trisettimanale complicata da cardiopatia ischemico ipertensiva e/o cardiomiopatia e/o ipotensione grave e/o neuropatia e/o osteodistrofia e/o anemia grave e/o sindrome emorragica: invalidità al 100%;
  • trapianto renale con complicanze: invalidità dal 51 al 100%.

Patologie dell’apparato endocrino

  • diabete mellito con complicanze moderate: invalidità dal 61 al 90%;
  • diabete mellito con complicanze moderate: invalidità dal 91 al 100%;
  • sindrome di cushing con complicanze: invalidità dal 21 al 100%;
  • insufficienza corticosurrenale con plurimi ricoveri per crisi surrenaliche recidivanti: invalidità al 100%.

Patologie dell’apparato osteoarticolare e locomotore

  • agenesia completa bilaterale degli arti superiori: invalidità al 100%;
  • amputazione o perdita delle due mani non protesizzabile (tutte le perdite o amputazioni superiori bilaterali vengono assimilate): invalidità al 100%;
  • amputazione o perdita delle due mani con protesi funzionale: invalidità al 90%;
  • amputazione bilaterale di coscia, a prescindere dal livello, protesizzabile: invalidità all’80%;
  • amputazione bilaterale di coscia o gamba non protesizzabile: 100%.

Patologie dell’apparato neurologico

  • sclerosi multipla EDSS 5,5: invalidità dall’81 al 90%;
  • sclerosi multipla EDSS pari o superiore a 6: invalidità del 100%;
  • demenza vascolare con cdr 1: invalidità dall’81 al 90%;
  • demenza vascolare con cdr 2-5: invalidità del 100%;
  • morbo di Alzheimer con cdr 1: invalidità dall’81 al 90%;
  • morbo di Alzheimer con cdr 2-5: invalidità del 100%;
  • morbo di parkinson – stadio 3 di hy (malattia bilaterale da lieve a moderata; instabilità posturale; fisicamente autonomo): invalidità dal 71 al 90%;
  • morbo di parkinson –stadio 4 – 5 di hy (severa disabilità; ancora in grado di camminare o stare in piedi senza assistenza – obbligato alla sedia a rotelle o costretto a letto, a meno che aiutato) o stadio 3 con gravi effetti collaterali da farmaci antiparkinsoniani: invalidità dal 91% al 100%;
  • epilessia con crisi settimanali generalizzate o parziali complesse oppure parziali a frequenza plurisettimanale: invalidità dal 71 al 90%;
  • epilessia con crisi plurisettimanali generalizzate o parziali complesse: invalidità dal 91% al 100%;
  • emiparesi grave: invalidità dal 71 all’80%;
  • emiplegia: invalidità dall’81 al 100%;
  • paraparesi con deficit di forza grave: invalidità dall’81 al 100%;
  • paraplegia: invalidità del 100%;
  • tetraparesi con deficit di forza medio: invalidità dal 91 al 100%;
  • tetraparesi con deficit di forza grave: invalidità del 100%;
  • atassia cerebellare con disabilità moderata: invalidità dall’81 al 90%;
  • atassia cerebellare con disabilità grave o totale: invalidità del 100%;
  • afasia di livello 1 o 0 alla asrs: invalidità dall’81 al 100%;
  • mielomeningocele in associazione con deficit radicolari lombosacrali e sfinteriali: invalidità dall’81 al 100%;
  • mielomeningocele associato a arnold-chiari di tipo ii e/o idrocefalo: invalidità del 100%;
  • miopatie con grave astenia prossimale grado 5 mdrs: invalidità dal 91 al 100%;
  • distrofia di duchenne: invalidità del 100%.

Patologie dell’apparato psichico

  • disturbo amnesico persistente indotto da sostanze (tipo korsakoff): invalidità del 100%;
  • schizofrenia di tipo disorganizzato, catatonico, paranoide, non specificata (tab. b1- b2-b3, deficit moderato): invalidità del 75%;
  • schizofrenia di tipo disorganizzato, catatonico, paranoide, non specificata (tab. b1- b2-b3, deficit grave): invalidità del 100%;
  • schizofrenia residuale (tab. b1- b2-b3, deficit moderato): invalidità del 75%;
  • schizofrenia residuale (tab. b1- b2-b3, deficit grave): invalidità del 100%;
  • disturbo schizoaffettivo (tab. b1- b2-b3, deficit grave): invalidità del 100%;
  • depressione maggiore, episodio ricorrente (tab. c1-c2, deficit moderato): invalidità dal 61 all’80%;
  • depressione maggiore, episodio ricorrente (tab. c1-c2, deficit grave): invalidità del 100%;
  • disturbo bipolare I (tab. c1-c2, deficit moderato): invalidità dal 61 all’80%;
  • disturbo bipolare I (tab. c1-c2, deficit grave): invalidità del 100%;
  • disturbo bipolare II e disturbo bipolare sai (tab. c1-c2, deficit grave): invalidità del 75%;
  • disturbi deliranti (paranoia, parafrenia, delirio condiviso, altri): invalidità del 75%;
  • anoressia nervosa (tab. d, deficit grave): invalidità dal 75 al 100%;
  • ritardo mentale grave e profondo (q.i.: < 35-40): invalidità del 100%.

Patologie dell’apparato uditivo

  • sordità da perdita uditiva grave bilaterale, con evidenti fonologopatie audiogene, che causa un’invalidità in percentuale fissa dell’80%;
  • perdita uditiva bilaterale superiore a 275 db sull’orecchio migliore: invalidità fissa del 60%.

Patologie dell’apparato visivo

  • cecità parziale (campo visivo residuo tra 9 e 3%): 80% d’invalidità;
  • cecità assoluta (campo visivo residuo minore del 3%): 100% d’invalidità.

Patologie dell’apparato fonatorio

  • laringectomia totale: 70% d’invalidità;
  • laringectomia totale con tracheostomia: 80% d’invalidità.

Altre patologie

  • fibrosi cistica con manifestazioni conclamate di malattia: invalidità dal 51 al 100%;
  • osteogenesi imperfetta forme gravi con fratture frequenti e deformità plurisegmentarie: invalidità dal 51 al 100%;
  • sindrome di down, di patau, di edward, trisomia 9, monosomia 5p o sindrome del “cri du chat” (grido di gatto), oloprosencefalia alobare o semilobare: 100% d’invalidità;

Invalidità: quali sono i problemi di salute più comuni?

Abbiamo appena illustrato alcune delle patologie che, secondo le tabelle ministeriali, conferiscono un grado di invalidità a seconda della gravità. Va detto che la valutazione medica ha sempre un margine di discrezionalità: pertanto, non sarà facile fare una previsione circa il grado di invalidità che potrà essere riconosciuto in presenza di una patologia. Questo perché ogni malattia incide sulla vita di una persona in maniera profondamente diversa da un caso all’altro, e la commissione medica non può non tenerne conto.

Al di là di queste valutazioni generali, cerchiamo di vedere sinteticamente quali sono i problemi di salute che più frequentemente portano al riconoscimento dell’invalidità civile.

Le malattie che consentono un riconoscimento di un elevato grado di invalidità (parliamo di almeno il 74%) sono:

  • malattie mentali, quali schizofrenia e disturbo bipolare;
  • disturbi del neurosviluppo, come l’autismo;
  • malattie congenite come la sindrome di down;
  • parkinson e alzheimer;
  • sclerosi multipla in stadio avanzato;
  • diabete;
  • cancro e malati chemioterapici;
  • problemi cardiovascolari gravi, come aritmie e cardiopatie;
  • interventi chirurgici che hanno comportato menomazioni permanenti (amputazioni, asportazione di organi fondamentali);
  • problemi nefrologici (reni), persone soggette ad emodialisi;
  • persone affette da malattie croniche che necessitano di cure continue;
  • postumi di episodi ischemici, come le paresi;
  • persone affette da Hiv, se la patologia è in grado di incidere sugli atti quotidiani;
  • artrosi e artrite reumatoide, in base all’incidenza e alla gravità (spondiloartrosi, artrosi polidistrettuale, coxo-artrosi, spondilite anchilosante);
  • paraplegia o tetraplegia;
  • distrofia muscolare.

Invalidità: cosa fare se non viene concessa?

Abbiamo detto che per essere dichiarati invalidi occorre inoltrare telematicamente apposita domanda all’Inps; l’ente provvederà a convocare il richiedente presso la propria sede per effettuare la visita medica. Cosa accade se, a seguito di questa, l’invalidità non viene riconosciuta, oppure viene riconosciuta in un grado minore a quello che si ritiene debba spettare?

La persona alla quale è stata negata l’invalidità oppure a cui è stata concessa in misura non soddisfacente può fare ricorso in tribunale entro il termine di sei mesi dalla notifica dell’esito delle visita. Il termine è indicato nella lettera che l’Inps invia direttamente al domicilio di colui che ha richiesto l’invalidità: la comunicazione contiene il verbale della visita sostenuta con il relativo esito.

Il ricorso va presentato al tribunale territorialmente competente e consiste nella richiesta della nomina di un consulente tecnico d’ufficio (un medico legale) che rivaluti le condizioni di salute del ricorrente [4]. È necessaria l’assistenza di un avvocato.

Nel caso di ulteriore esito negativo, è ancora possibile impugnare la perizia sfavorevole e procedere con un ricorso di merito [5] nel quale bisogna contestare specificamente le risultanze della visita ed, eventualmente, chiedere al giudice la nomina di nuovo consulente tecnico.

note

[1] Legge n. 118/1971 del 30.03.1971.

[2] Legge n. 18/1980.

[3] Decreto Ministeriale del 05.02.1992.

[4] Art. 445-bis cod. proc. civ.

[5] Art. 445-bis, sesto comma, cod. proc. civ.

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