Bandi-Concorsi Concorso Inps 2018, cosa studiare

Bandi-Concorsi Pubblicato il 30 aprile 2018

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Concorsone Inps 967 posti di consulente protezione sociale area C, posizione economica C1: come prepararsi al meglio.

Appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’annuncio di un nuovo bando di concorso Inps 2018 [1], per il reclutamento di 967 consulenti di protezione sociale, è già corsa alla preparazione: nonostante ancora non si conoscano le date delle prove scritte, si sa difatti per certo che le tempistiche saranno piuttosto celeri. Il precedente concorso Inps, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 novembre 2017, è quasi arrivato alla conclusione: le prove orali inizieranno il 14 maggio 2018.

Non è mai troppo presto, dunque, per iniziare a prepararsi: tanto più che in questo nuovo concorsone da 967 posti ci sarà anche una prova preselettiva, nel caso in cui i candidati superino le 10 mila unità (fatto tutt’altro che improbabile).

Ma che cosa si deve studiare per il concorso Inps 2018? Quali materie conviene studiare prima? A quali argomenti bisogna dare la priorità?

Bisogna darsi parecchio da fare, perché il premio in palio è tutt’altro che irrilevante: i vincitori del concorso saranno inquadrati nell’area C, posizione economica C1, e saranno assunti su tutto il territorio nazionale.

Requisiti per partecipare al concorso Inps da 967 posti

Per capire quali sono le materie da approfondire, bisogna innanzitutto valutare qual è la base di partenza, dunque quali sono gli argomenti che si conoscono meglio in base agli studi universitari, e quelli di cui si è a digiuno. Secondo quanto disposto nel bando di concorso, possono in effetti iscriversi i laureati in ambiti numerosi e molto diversi tra loro. Nel dettaglio, gli aspiranti funzionari devono possedere una laurea magistrale/specialistica (LM/LS) in una delle seguenti discipline:

  • finanza (LM-16 o 19/S),
  • ingegneria gestionale (LM-31 o 34/S)
  • relazioni internazionali (LM-52 o 60/S)
  • scienze dell’economia (LM-56 o 64/S)
  • scienze della politica (LM-62 o 70/S)
  • scienze delle pubbliche amministrazioni (LM-63 o 71/S)
  • scienze economiche per l’ambiente e la cultura (LM-76 o 83/S)
  • scienze economico-aziendali (LM-77 o 84/S)
  • scienze per la cooperazione allo sviluppo (LM-81 o88/S)
  • scienze statistiche (LM-82)
  • metodi per l’analisi valutativa dei sistemi complessi (48/S)
  • statistica demografica e sociale (90/S)
  • statistica economica finanziaria ed attuariale (91/S)
  • statistica per la ricerca sperimentale (92/S)
  • scienze statistiche attuariali e finanziarie (LM-83)
  • servizio sociale e politiche sociali (LM-87)
  • programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali(57/S)
  • sociologia e ricerca sociale (LM-88)
  • sociologia (89/S)
  • metodi per la ricerca empirica nelle scienze sociali (49/S)
  • studi europei (LM-90 o 99/S)
  • giurisprudenza (LMG-01 o 22/S)
  • teoria e tecniche della normazione e dell’informazione giuridica (102/S)

Gli interessati possono possedere anche il diploma di laurea (DL) secondo il “vecchio ordinamento” corrispondente ad una delle lauree magistrali elencate.

Ricordiamo che i candidati devono anche possedere:

  • la cittadinanza italiana o europea;
  • l’idoneità fisica all’impiego;
  • il godimento dei diritti civili e politici;
  • la posizione regolare nei confronti degli obblighi di leva;
  • l’assenza di destituzione, licenziamento, interdizione, dispensa o di decadenza dall’impiego presso una pubblica amministrazione.

Titoli che danno diritto a punteggio aggiuntivo nel concorso Inps: quando vanno conseguiti?

Il bando dispone anche che chi ha conseguito master di secondo livello, ulteriori lauree specialistiche e dottorati di ricerca inerenti alle materie del bando di concorso, assieme a chi è in possesso di Ecdl o di una certificazione della conoscenza della lingua inglese di livello B2 o superiore ha diritto al riconoscimento di punteggio aggiuntivo.

In particolare, saranno attribuiti i seguenti punteggi in relazione ai titoli posseduti, dichiarati nella domanda:

  • 3 punti per laurea magistrale/specialistica/vecchio ordinamento con votazione finale da 101 a 105;
  • 6 punti per laurea magistrale/specialistica/vecchio ordinamento con votazione finale da 106 a 110;
  • 9 punti per laurea magistrale/specialistica/vecchio ordinamento con votazione finale pari a 110 e lode;
  • 4 punti per uno o più master di II livello inerenti alle materie del presente bando di concorso;
  • 8 punti per uno o più dottorati di ricerca (DR) inerenti alle materie del presente bando di concorso.
  • 4 punti per ulteriore/i laurea/e magistrale/specialistica/vecchio ordinamento (o ulteriori lauree magistrali/specialistiche/vecchio ordinamento), a prescindere dal punteggio riportato;
  • 1 punto per ECDL, ossia per la certificazione di conoscenze informatiche almeno a livello base;
  • 5 punti per la conoscenza dell’inglese certificata almeno al livello B2;
  • 8 punti per la conoscenza della lingua inglese certificata almeno al livello C1 o ad un livello superiore.

Il punteggio massimo attribuibile per la valutazione dei titoli è pari a 30 punti.

Una certificazione di livello C1, ma anche il solo livello B2 d’inglese fa dunque molta “gola”, perché fa guadagnare, in un solo colpo, dai 5 agli 8 punti.

I titoli aggiuntivi devono essere già stati conseguiti al momento della domanda: considerando che le domande possono essere inviate sino al 28 maggio 2018, è chiaramente impossibile conseguire nel giro di un mese, per chi non si è ancora iscritto, una laurea, un master o un dottorato. Ma risulta quasi impossibile anche conseguire la certificazione della conoscenza dell’inglese, non soltanto per chi è “a digiuno”, ma anche perché le tempistiche per sostenere gli esami sarebbero strettissime. Lo stesso vale per la certificazione delle conoscenze informatiche.

Questo non vuol dire, però, che iscriversi a un corso d’inglese o d’informatica sia inutile: sia la conoscenza della lingua inglese che le competenze informatiche, difatti, saranno oggetto dei quesiti a risposta multipla della prova preselettiva: una solida preparazione è dunque indispensabile per poter superare almeno la “scrematura” iniziale.

Che cosa studiare per la prova preselettiva Inps

La prima prova di selezione del concorso Inps è la prova preselettiva: questa prova, che sarà indetta solo se i candidati supereranno le 10mila unità, consisterà in una serie di quesiti a risposta multipla sui seguenti ambiti:

  • quiz di carattere attitudinale;
  • logica;
  • competenze linguistiche (lingua inglese);
  • competenze informatiche;
  • cultura generale.

È indispensabile, dunque, rinfrescare e approfondire le proprie competenze informatiche e linguistiche, ed esercitarsi nei quiz, anche attingendo, in attesa dell’eventuale pubblicazione della banca dati ufficiale dei test, alle banche dati relative ai precedenti concorsi.

Non è possibile conoscere, a priori, gli argomenti specifici su cui verteranno i quiz, data la grande imprevedibilità dell’Inps che, nei concorsi passati, ha proposto domande logiche appartenenti a settori molto differenti tra loro.

Possiamo comunque presumere che, tra i vari generi possibili, la maggioranza verterà nel ragionamento numerico e verbale, ambiti che comprendono, al loro interno, parecchi modelli di quesiti.

Analizzate con calma, durante il tempo libero, buona parte di queste domande non causa particolari problemi nella risoluzione; tuttavia, dobbiamo considerare, durante il concorso, sia il fattore emotivo che il fattore tempo: è probabile, difatti, che il tempo a disposizione per ogni singolo quiz sia esiguo, al fine di ridurre al minimo il numero dei partecipanti.

Per riuscire a risolvere i test velocemente, l’unica soluzione è esercitarsi quotidianamente, fino a far diventare familiari le logiche che costituiscono la chiave di lettura della maggior parte dei quesiti.

Che cosa studiare per la prima prova Inps

La prima prova scritta consisterà in una serie di quesiti a risposta multipla sulle seguenti materie:

  • bilancio e contabilità pubblica;
  • pianificazione, programmazione e controllo e organizzazione e gestione aziendale;
  • diritto amministrativo e costituzionale;
  • diritto del lavoro e legislazione sociale.

Indispensabile, dunque, procurare dei pratici manuali sulle materie elencate, assieme ai relativi test. Le principali case editrici hanno già ideato degli appositi testi, accompagnati dai quiz. Per chi ha pochissimo tempo, o per ripassare, possono essere utili anche i bignami, mentre per chi è a digiuno di vari argomenti è invece consigliabile un manuale completo vertente sulle materie sulle quali si hanno più carenze.

Per chi ha tempo di approfondire, sarebbe utile la fruizione di un corso di specializzazione per consulenti del lavoro o commercialisti, dato che le materie su cui vertono gli esami di Stato sono all’incirca le stesse.

Capire su quali materie focalizzarsi, naturalmente, dipende dalle proprie competenze di base e dal titolo di studio conseguito: un laureato in giurisprudenza, ad esempio, avrà bisogno di approfondire bilancio e contabilità pubblica, pianificazione, programmazione e controllo e organizzazione e gestione aziendale.

Che cosa studiare per la seconda prova Inps

La seconda prova scritta consisterà in una serie di quesiti a risposta multipla sulle seguenti materie:

  • scienza delle finanze;
  • economia del lavoro;
  • principi di economia;
  • diritto civile;
  • elementi di diritto penale.

Anche in questo caso valgono i suggerimenti forniti nel precedente paragrafo: servirsi di appositi manuali e quiz, tanto più approfonditi quante più sono le carenze riscontrate.

Che cosa studiare per la prova orale Inps

La prova orale verte sulle stesse materie dalle prove scritte, nonché inglese e informatica. Considerando che chi affronta la prova orale deve aver giocoforza superato le prove scritte, perché per superare ciascuna prova è necessario riportare il punteggio minimo di 21/30, sarà dunque sufficiente un buon ripasso.

Domande di partecipazione

Le domande di partecipazione al concorso possono essere inoltrate attraverso il sito dell’Inps, utilizzando le proprie credenziali (Pin, Spid o Cns) entro il termine perentorio delle 16.00 del 28 maggio 2018.

Per effettuare eventuali variazioni (ad esempio se dopo la presentazione della domanda è stato conseguito un titolo che dà diritto a punteggio aggiuntivo) è possibile inviare una nuova domanda, che annulla e sostituisce la precedente.

La domanda protocollata deve essere stampata, firmata e consegnata dal candidato nel luogo e nel giorno stabilito per lo svolgimento della prima prova.

note

[1] Gazzetta Ufficiale 4^ Serie Speciale – Concorsi ed Esami n. 34 del 27 aprile 2018,


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