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Lo sai che? Cos’è un consorzio?

Lo sai che? Pubblicato il 4 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 maggio 2018

I consorzi sono unioni di  imprenditori per esercizio di attività in comune.

Il famoso detto ««l’unione fa la forza» vale non soltanto nella quotidianità e nel linguaggio comune, ma di sicuro anche dal punto di vista imprenditoriale e lavorativo. Mettere a disposizione di una finalità condivisa le proprie risorse e unire idee, manodopera e strumentazione ha l’indiscusso vantaggio, se si procede con strategie comuni, di ottenere obiettivi che magari erano più difficoltosi da raggiungere da soli, o magari di ottenerli prima rispetto a quanto previsto, o ancora a condizioni migliori. Nel settore legale, una delle modalità con le quali più imprese possono associarsi è quella della creazione di un consorzio, che comporta una serie di adempimenti burocratici e che può avere differenti forme e tipologie. Cos’è un consorzio, e quali tipi di consorzio esistono?

Consorzi: cosa significa il termine

Con il termine consorzio si identifica un’associazione fra imprese, di natura economica, che ha la specifica finalità di realizzare gli interessi finanziari dei partecipanti, attraverso la collaborazione fra le imprese consorziate, volta alla massimizzazione dei risultati che intendono raggiungere. Questa collaborazione fra imprese può comportare una regolamentazione delle rispettive attività dei consorziati, oppure lo svolgimento di particolari fasi delle rispettive imprese consorziate. Si tratta quindi in sostanza di una collaborazione interaziendale, regolata e decisa in comune. Vediamo cosa prevede la disciplina di legge per i consorzi.

Consorzi: disciplina di legge

Quando si parla di un consorzio, bisogna tenere conto che esiste una specifica disciplina di legge, prevista dal nostro codice civile [1], che ne regolamenta organizzazione e forma. Anzitutto, i consorzi rientrano, da punto di vista contrattuale, nella categoria codicistica dei contratti plurilaterali con comunione di scopo, quindi contratti con più parti che, assieme, perseguono un obiettivo comune e condiviso. Il codice civile stabilisce che attraverso il contratto di consorzio più imprenditori creano un’organizzazione comune, per disciplinare o svolgere determinate fasi delle rispettive imprese. Si tratta quindi di una scelta collettiva, che ha l’obiettvo di creare guadagni per i singoli imprenditori coinvolti, derivanti da un incremento di utili o dalla garanzia di mantenere una determinata posizione sul mercato, più facilmente conservabile grazie alla forza del consorzio. Il contratto di consorzio, da stipularsi per iscritto, deve indicare fra l’altro l’oggetto e la durata del consorzio, gli obblighi e i contributi dei consorziati, i casi di recesso ed esclusione.

Consorzi: chi può partecipare

I partecipanti al consorzio sono, come abbiamo visto, gli imprednitori che esercitano una medesima attività economica, o attività economiche connesse (si pensi, ad esempio, agli imprenditori agricoli e alle cooperative agricole): non è prevista l’esistenza di un rapporto concorrenziale fra imprenditori coinvolti, tenendo conto che un consorzio, in definitiva, viene realizzato con lo scopo di collaborare fra aziende, e quindi la concorrenza è di conseguenza non utile fra le imprese partecipanti, dato l’obiettivo comune.

Quanto detto finora sul ruolo imprenditoriale dei partecipanti all’impresa non deve essere inteso in senso restrittivo. Non soltanto infatti sia in ambito dottrinale che in giurisprudenza ci sono aperture per quanto riguarda la partecipazione al consorzio di soggetti non imprenditori, ma esistono peraltro ipotesi nelle quali è possibile che al consorzio partecipino soggetti che non hanno natura imprenditoriale. Si tratta in questo caso di quelli che sono chiamati consorzi misti, cioè quegli organismi consortili che coinvolgono non solo imprese ma anche enti pubblici o privati, e che sono in genere regolati da leggi speciali di agevolazione. Gli enti pubblici e privati che aderiscono al consorzio (si pensi alle camere di commercio, o alle associazioni di categoria) non partecipano in questo caso alla specifica funzione consortile, ma svolgono prettamente un ruolo di sostegno economico – finanziario.

Consorzi: tipologie

Esistono diverse tipologie di consorzi che possono essere realizzati dagli imprenditori, oltre a quelle già viste, e delle quali possiamo fare qualche ulteriore esempio.

Consorzi interni

I consorzi interni sono quei consorzi nel quali i partecipanti regolamentano le proprie attività e le fasi delle imprese consorziate: non hanno soggettività giuridica, né autonomia patrimoniale.

Consorzi con attività esterna

I consorzi con attività esterna sono quelli nei quali l’organizzazione dei consorziati è destinata ad attività rivolte verso l’esterno del consorzio stesso: in quanto destinato a svolegere attività che lo mettono in relazione con soggetti terzi, il consorzio con attività esterna ha una propria soggettività, e autonomia patrimoniale.

Consorzi in materia di appalti

Attraverso la realizzazione di un consorzio in materia di appalti, le imprese si uniscono per organizzare e coordinare la partecipazione ad una procedura di appalto. Questi consorzi sono quindi legittimati a presentare offerte a gare e a trattative private, alle stesse condizioni però che sono previste per la partecipazione delle riunioni di imprese, dovendo infatti i consorzi rispondere ai medesimi requisiti dettati per i raggruppamenti temporanei di imprese.

note

[1] Art. 2602 e seguenti cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.


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