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Lo sai che? Pensione anticipata dopo la disoccupazione

Lo sai che? Pubblicato il 2 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 maggio 2018

Anticipo pensionistico a 63 anni e pensione anticipata precoci per i lavoratori disoccupati: chi ne ha diritto.

Sei disoccupato e hai terminato la Naspi da più di 3 mesi? Forse non sai che, se hai almeno 63 anni e 30 anni di contributi (se sei una lavoratrice con almeno 2 figli ne bastano 28), oppure 41 anni di contributi a prescindere dall’età (se hai iniziato a lavorare prima dei 19 anni), puoi anticipare la pensione. Nel primo caso, difatti, puoi beneficiare dell’Ape sociale, ossia l’anticipo pensionistico a carico dello Stato, che consiste in un assegno, pari alla futura pensione, liquidato se non mancano più di 3 anni e 7 mesi all’età pensionabile, nel secondo caso della pensione anticipata precoci.

Quest’ultima misura, dedicata ai lavoratori precoci con almeno 41 anni di contributi, non ha una scadenza, ma il requisito contributivo aumenta nel tempo: dal 2019 saranno infatti necessari 41 anni e 5 mesi per ottenere la pensione. Le domande di pensione anticipata, però, devono essere inviate entro il 1° marzo di ogni anno. La domanda di Ape social può essere inviata all’Inps tardivamente, entro il 15 luglio 2018, ma l’anticipo pensionistico può essere richiesto solo da chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2018: ad oggi non sono previste proroghe dell’Ape sociale al 2019. È in ogni caso possibile, per entrambe le agevolazioni, presentare le domande sino al 30 novembre 2018, ma in questo caso i benefici pensionistici saranno riconosciuti solo se vi saranno risorse residue.

Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, come funziona la pensione anticipata dopo la disoccupazione, sia nel caso in cui il lavoratore disoccupato possa beneficiare dell’Ape sociale, sia nel caso in cui possa ottenere la pensione anticipata precoci con 41 anni di contributi.

Pensione anticipata precoci per disoccupati

Ricordiamo che la pensione anticipata per i lavoratori precoci, con soli 41 anni di contributi (anziché 42 anni e 10 mesi, requisito richiesto attualmente per la pensione anticipata ordinaria per i lavoratori, o 41 anni e 10 mesi di contributi per le lavoratrici), può essere ottenuta, innanzitutto, soltanto da coloro che:

  • possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19º anno di età;
  • risultano iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 1996;
  • appartengono a particolari categorie tutelate: disoccupati di lungo corso che hanno terminato di percepire la Naspi, caregiver che assistono un familiare sino al 2° grado disabile convivente, invalidi dal 74% in su e addetti ai lavori gravosi e usuranti.

Per quanto riguarda i disoccupati, in particolare, possono accedere al beneficio coloro che:

  • hanno perso involontariamente l’impiego a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria;
  • abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione, cioè la Naspi.

Si può ottenere la pensione anticipata dopo la Dis Coll?

Non è possibile accedere alla pensione anticipata precoci per i disoccupati a seguito della cessazione del rapporto parasubordinato, in quanto le causali che prevedono il diritto alla pensione anticipata precoci per disoccupati presuppongono un rapporto di lavoro subordinato, cioè dipendente: purtroppo, dunque, i collaboratori che hanno terminato di percepire la Dis-coll da oltre 3 mesi non possono anticipare la pensione.

Questi lavoratori possono comunque accedere alla pensione anticipata se hanno un’invalidità riconosciuta almeno pari al 74% o se assistono un familiare disabile convivente sino al 2° grado. Per approfondire: Ape sociale e pensione anticipata Legge 104.

I lavoratori autonomi disoccupati possono ottenere la pensione anticipata?

Niente pensione anticipata precoci nemmeno per i lavoratori autonomi disoccupati che hanno cessato l’attività. Anche questi lavoratori, in ogni caso, possono accedere alla pensione anticipata se hanno un’invalidità riconosciuta almeno pari al 74% o se assistono un familiare disabile convivente sino al 2° grado.

Chi trova un nuovo lavoro può accedere alla pensione anticipata precoci?

Sino allo scorso anno, la pensione anticipata precoci era negata a chi si fosse rioccupato: ora, a seguito di un’interpretazione più elastica della normativa da parte del ministero del Lavoro, come confermato dall’Inps [1] il beneficio è accessibile anche da chi, una volta terminato di percepire l’indennità di disoccupazione, si è rioccupato con rapporti di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi.

In particolare, l’Inps [2] ha precisato che, una volta esaurita integralmente la prestazione contro la disoccupazione (cioè la Naspi o la mobilità), eventuali rapporti di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi non determinano il venir meno dello stato di disoccupazione e dunque non precludono la possibilità di conseguire il beneficio dell’Ape sociale o della pensione anticipata con 41 anni di contributi.

È possibile, inoltre, rioccuparsi, sino a un massimo di 6 mesi con i nuovi voucher, ossia i contratti di prestazione occasionale.

Come funziona l’Ape sociale?

Prima di capire quali categorie di disoccupati possono accedere all’anticipo pensionistico, ricordiamo che cos’è l’Ape sociale: si tratta di un assegno mensile, a carico dello Stato, che accompagna l’interessato dall’uscita dal lavoro fino al perfezionamento dell’età pensionabile, cioè del requisito d’età per la pensione di vecchiaia (dal 2018 pari a 66 anni e 7 mesi per tutti, dal 2019 pari a 67 anni). La prestazione può avere una durata massima di 3 anni e 7 mesi (in pratica, per chi matura la pensione di vecchiaia dal 2019 il requisito di accesso si sposta a 63 anni e 5 mesi, anche se sul punto si attendono chiarimenti dall’Inps). L’assegno è uguale alla futura pensione, ma non può superare 1.500 euro mensili.

Possono accedere all’Ape sociale, nello specifico, i lavoratori che, al momento della domanda:

  • abbiano già compiuto 63 anni di età;
  • che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle sue forme sostitutive ed esclusive, o alla gestione Separata Inps;
  • purché cessino l’attività lavorativa e non siano già titolari di pensione diretta.

I lavoratori, come abbiamo visto in relazione alla pensione anticipata precoci, devono appartenere a particolari categorie tutelate: disoccupati di lungo corso, caregiver che si prendono cura di familiari disabili sino al 2° grado, invalidi dal 74% in su e addetti ai lavori gravosi.

Per le prime 3 categorie sono sufficienti 30 anni di contributi, per il diritto all’Ape sociale, mentre per gli addetti ai lavori gravosi sono necessari almeno 36 anni di contribuzione.

In ogni caso, le lavoratrici con figli hanno diritto uno sconto sul requisito contributivo pari ad un anno per ogni figlio, sino a un massimo di 2 anni.

Quali disoccupati possono accedere all’Ape sociale?

Per quanto riguarda l’Ape sociale, le categorie dei disoccupati beneficiarie sono le stesse della pensione anticipata precoci, con l’aggiunta dei lavoratori a tempo determinato il cui ultimo contrato è cessato per scadenza del termine.

Nel dettaglio, sono ammessi a decorrere, dal 1° gennaio 2018, anche coloro che si trovano in stato di disoccupazione a seguito di scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato, a condizione che:

  • abbiano avuto, nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto (da ultimo svolto al momento della domanda di certificazione dei requisiti per l’Ape), periodi di lavoro dipendente subordinato (di qualsiasi tipo) per almeno 18 mesi, anche non continuativi.
  • abbiano concluso, da almeno 3 mesi, di godere dell’indennità di disoccupazione loro spettante

Quali disoccupati non hanno diritto alla pensione anticipata precoci e all’Ape sociale?

Per fare il punto della situazione, restano esclusi dall’Ape sociale e dalla pensione anticipata precoci:

  • coloro che, pur essendo stati licenziati, non hanno usufruito di una prestazione contro la disoccupazione;
  • i lavoratori autonomi e parasubordinati in stato di disoccupazione;
  • coloro la cui disoccupazione non sia involontaria, ad esempio chi ha rassegnato le dimissioni non per giusta causa;
  • i lavoratori a termine a termine disoccupati, in ipotesi diverse da quelle già descritte (tutti i lavoratori a termine, nel caso della pensione anticipata precoci).

Quando e come si presenta la domanda pensione anticipata precoci e Ape social dopo la disoccupazione?

Come esposto inizialmente, le domande di pensione anticipata precoci devono essere presentate entro il 1° Marzo di ogni anno, mentre le domande di Ape sociale possono essere presentate, tardivamente, entro il 15 luglio 2018. In ogni caso, entrambe le domande possono essere presentate entro il 30 novembre 2018, ma saranno accolte soltanto se vi saranno delle risorse residue. Per approfondire:

note

[1] Inps Mess. 4195/2017.

[2] Inps Circ. 33/34/2018.


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