Diritto e Fisco | Editoriale

Disoccupazione, quando si può rifiutare un’offerta di lavoro?

2 maggio 2018 | Autore:


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In quali casi un’offerta di lavoro non è considerata congrua e si può rifiutare, senza perdere la disoccupazione?

Rifiutare un’offerta di lavoro congrua fa perdere al lavoratore sia lo stato di disoccupazione, sia l’indennità di disoccupazione a cui ha diritto, cioè la Naspi o la Dis- Coll, l’assegno che spetta ai collaboratori. Ma quando un’offerta di lavoro è considerata congrua? I requisiti che fanno sì che un’offerta di lavoro sia considerata congrua sono cambiati, nel corso degli ultimi anni, diverse volte: inizialmente erano basati solo sulla distanza della sede aziendale dalla residenza del lavoratore e sull’ammontare dello stipendio. Successivamente, il decreto attuativo sulla riforma delle politiche attive del lavoro [1] ha cambiato le carte in tavola: pur lasciando in piedi i riferimenti alla distanza dal luogo di lavoro ed all’ammontare della retribuzione, il decreto ha infatti introdotto delle nuove condizioni di congruità dell’offerta di lavoro.

L’Anpal, l’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, con una recente delibera [2] ha confermato i nuovi requisiti che definiscono un’offerta di lavoro congrua per i disoccupati: in particolare, la congruità dell’offerta è graduata:

  • sulla base della durata della disoccupazione (da meno di 6 mesi a più di 12 mesi);
  • sulla base della coerenza con le esperienze e le competenze maturate dal lavoratore;
  • sulla base della distanza del luogo di lavoro dal domicilio del lavoratore e dei tempi di trasferimento con mezzi pubblici.

Nella stessa delibera sono state indicate le «misure di condizionalità» per i disoccupati, ossia le attività di politica attiva del lavoro (formazione, riqualificazione, incontri di orientamento…) a cui il disoccupato deve partecipare per non perdere la Naspi.

Ma procediamo per ordine e vediamo, innanzitutto, come si acquista lo stato di disoccupazione, per poi capire quando si può rifiutare un’offerta di lavoro senza perdere la disoccupazione.

Come si acquista lo stato di disoccupazione

Perché un lavoratore sia in possesso dello stato di disoccupazione, in base alle leggi in materia [1], occorre che:

  • abbia perso l’impiego involontariamente (ad esempio, per licenziamento o dimissioni per giusta causa, o ancora per cessazione del contratto a termine);
  • dichiari, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa (Did) e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego; la dichiarazione d’immediata disponibilità Did, in particolare, può essere resa all’Inps, in sede di presentazione della domanda Naspi, presso il centro per l’impiego o il portale Anpal.

Il lavoratore deve poi sottoscrivere, presso il centro per l’impiego, un patto di servizio, ossia una sorta di progetto personalizzato finalizzato a riqualificarlo e a ricollocarlo nel mondo dell’impiego.

Come si perde lo stato di disoccupazione

Lo stato di disoccupazione si perde per i seguenti motivi:

  • il disoccupato non si presenta reiteratamente alle convocazioni presso il centro per l’impiego;
  • il disoccupato non partecipa reiteratamente alle iniziative di politica attiva del lavoro (attività di formazione, riqualificazione, svolgimento di attività ai fini di pubblica utilità a beneficio della comunità territoriale di appartenenza…);
  • il disoccupato trova un nuovo lavoro dal quale ricava un reddito superiore a determinati limiti; per approfondire: Perdita della disoccupazione per nuovo lavoro;
  • il disoccupato rifiuta un’offerta di lavoro congrua.

Quando l’offerta di lavoro è congrua?

Vediamo ora, nel dettaglio, quali sono le condizioni che fanno sì che un’offerta di lavoro sia considerata congrua, quindi che non possa essere rifiutata dal lavoratore, pena la perdita dello stato e dell’indennità di disoccupazione.

I requisiti dell’offerta di lavoro congrua cambiano a seconda della durata della disoccupazione dell’interessato.

In particolare:

  • se il lavoratore è disoccupato da non più di 6 mesi, l’offerta di lavoro:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, deve riguardare uno dei settori individuati nel patto di servizio sottoscritto dal lavoratore;
    • la retribuzione offerta deve essere maggiore di 1,2 volte l’indennità di disoccupazione percepita, se il disoccupato percepisce un trattamento di sostegno al reddito;
    • la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 50 km (35 km in mancanza di mezzi pubblici) o sia raggiungibile in media in 80 minuti con mezzi pubblici;
  • se il lavoratore è disoccupato da 6 a 12 mesi, l’offerta di lavoro:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, deve riguardare uno dei settori individuati nel patto di servizio sottoscritto dal lavoratore, o contigui ai settori individuati;
    • la retribuzione offerta deve essere maggiore di 1,2 volte l’indennità di disoccupazione percepita, se il disoccupato percepisce un trattamento di sostegno al reddito;
    • la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 50 km (35 km in mancanza di mezzi pubblici) o sia raggiungibile in media in 80 minuti con mezzi pubblici;
  • se il lavoratore è disoccupato da oltre 12 mesi, l’offerta di lavoro:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, può riguardare qualsiasi settore lavorativo;
    • la retribuzione offerta deve essere maggiore di 1,2 volte l’indennità di disoccupazione percepita, se il disoccupato percepisce un trattamento di sostegno al reddito;
    • la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 80 km (56 km in mancanza di mezzi pubblici) o sia raggiungibile in media in 100 minuti con mezzi pubblici.

Il rapporto di lavoro, per quanto riguarda la durata, deve essere:

  • a tempo indeterminato;
  • a termine o con contratto di somministrazione, con una durata di almeno tre mesi.

Per quanto riguarda l’orario di lavoro, il rapporto deve essere a tempo pieno, o a tempo parziale, con un orario non inferiore all’80% rispetto all’orario dell’ultimo contratto di lavoro.

Lo stipendio previsto, poi, non deve essere inferiore ai minimi della contrattazione collettiva.

Che cosa succede se si rifiuta un’offerta di lavoro congrua?

Come anticipato, la mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua comporta la perdita della Naspi, o di altre indennità di disoccupazione eventualmente percepite, e la decadenza dallo stato di disoccupazione, salvo giustificato motivo.

Quando si può rifiutare un’offerta di lavoro?

Un’offerta di lavoro congrua si può rifiutare, se esiste una valida giustificazione alla base del rifiuto. Ad esempio, è possibile rifiutare l’offerta di lavoro se il lavoratore è in stato di malattia o d’infortunio: in questi casi, il giustificato motivo di rifiuto va comunicato e documentato entro due giorni dalla proposta dell’offerta di lavoro congrua.

note

[1] D.lgs. 150/2015.

[2] Anpal, Delibera 20/02/2018.

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1 Commento

  1. Il fatto di essere impegnato con un’attività occasionale come badante (libretto famiglia) può essere un giustificato motivo per rifiutare un’offerta di lavoro congrua? Grazie mille.

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