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Editoriali Benigni, la Costituzione e Berlusconi

Editoriali Pubblicato il 18 dicembre 2012

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> Editoriali Pubblicato il 18 dicembre 2012

Davanti a milioni di telespettatori, ieri, in prima serata, Benigni ha spiegato la Costituzione: ma prima di tutto, l’immancabile riferimento al suo personaggio politico “preferito”.

Berlusconi ha diviso l’Italia in due: quelli che lo fischiano e quelli che applaudono quelli che lo fischiano”.

S’è ripresentato; Signore pietà”.

Volevo parlare di cose belle, ma questo dicembre ci sono state due notizie, bruttissime, catastrofiche. Una la sapete tutti, il 21 dicembre c’é la fine del mondo, ma non è la più brutta. Un’altra, terrificante, ci ha veramente spappolati tutti: con questa crisi, con tanti italiani che desiderano andare in pensione e non ci possono andare, c’é uno che ci potrebbe andare quando vuole e non c’é verso di mandarcelo. E s’é ripresentato“.

Bersani ha detto: quando Silvio si presenta rende il mio lavoro più facile… Sapesse il mio!“.

E così è: l’irraggiungibile e pungente ironia di Benigni trova, nella politica, i suoi migliori appigli. Del resto “la satira viene facile quando c’è un intero governo che lavora per noi” diceva Paolo Poli.

Una stonatura, che forse non ci si aspettava da una serata che voleva essere un inno all’unità e all’identità nazionale: l’essersi buttato in una satira che, di fatto, era rivolta unicamente ad un soggetto ha probabilmente macchiato di eccessiva faziosità un discorso che invece nasceva come commemorativo, tra il pedagogico e il patriottico, collocato in una posizione oltre il tempo e gli schieramenti; un discorso che, in definitiva, era super partes per come è – e deve essere – la nostra costituzione.

E questo, al di là delle proprie idee politiche e del fatto che si condividano o meno le simpatie (o antipatie) di Benigni.

Ma tant’è. All’arte si permette tutto.


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2 Commenti

  1. Eheh, dal punto di vista formale, cioè relativo all’estetica dell’evento, vi do ragione. Leggendo tra le righe, però, forse un collegamento tra la bella spiegazione dei principi fondamentali e la satira sul personaggio che, da solo o come capo di un partito, ha atterrato negli anni tali principi, ce lo vedo eccome… Cordiali saluti alla Redazione, Filippo.

  2. Ma come si fa a commentare la Costituzione in quella maniera!? Siamo davvero conciati male. Al peggio non c’e’ davvero fine. Ma la cosa più assurda, sta nel fatto che nessuno ha avuto il coraggio di commentare la cialtroneria oratoria unita alla più profonda ignoranza del diritto Costituzionale!

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