Diritto e Fisco | Editoriale

Chi non paga le tasse

2 maggio 2018


Chi non paga le tasse

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 maggio 2018



Tutti i redditi esenti da tassazione: quali sono i “poveri” che non pagano le tasse e non presentano la dichiarazione dei redditi?

Chi è che non paga le tasse in Italia? Fin troppo scontato rispondere “gli evasori”; un luogo comune dire “i ricchi”. In verità non è corretto neanche pensare che chi non paga le tasse sono “i poveri”. Piuttosto la legge individua i casi di esenzione in base alla natura dei redditi percepiti e non dei soggetti. Quindi è più corretto chiedersi: su quali guadagni non si pagano le tasse? La differenza è sostanziale perché, ricco o povero, chi percepisce ad esempio un compenso per l’attività prestata in un seggio elettorale o a titolo di una borsa di studio non paga le tasse.

In ultimo non è esatto neanche dire che chi non paga le tasse è chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi. Le due ipotesi non coincidono: difatti anche chi non deve fare la denuncia dei redditi paga le imposte. L’Irpef si versa sempre, anche su redditi molto bassi (ad esempio pari a poche migliaia di euro). Facciamo un esempio per comprendere meglio come stanno le cose: se un dipendente percepisce meno di 8mila euro in un anno non deve presentare la dichiarazione dei redditi, ma le tasse su tali importi le paga ugualmente tramite delle trattenute alla fonte fatte dal datore di lavoro (che, in questo caso, svolge il ruolo di sostituto di imposta).  In sostanza, l’esonero dall’obbligo di presentazione dei redditi non significa esenzione dalle tasse.

Redditi non soggetti a tassazione

Detto ciò vediamo, più nel dettaglio, quali sono i redditi esclusi da tassazione il che equivale a rispondere alla domanda di partenza: chi non paga le tasse?

Si tratta di un elenco molto lungo. In questa sede ci occuperemo dei redditi delle persone fisiche non imprenditori, residenti in Italia, che non sono soggetti alla tassazione Irpef. Questi sono:

  • gli assegni periodici destinati al mantenimento dei figli spettanti al coniuge in conseguenza di separazione, divorzio o di annullamento del matrimonio, per come liquidati dal tribunale;
  • l’assegno al coniuge separato o divorziato in un’unica soluzione (anche detto «assegno una tantum»), mentre invece sono soggetti a tassazione quelli versati mensilmente;
  • gli assegni familiari e l’assegno per il nucleo familiare, nonché, con gli stessi limiti e alle medesime condizioni, gli emolumenti per carichi di famiglia comunque denominati, erogati nei casi consentiti dalla legge;
  • la maggiorazione sociale dei trattamenti pensionistici;
  • le somme corrisposte, a titolo di borsa di studio, dal Governo italiano a cittadini stranieri, in forza di accordi e intese internazionali;
  • gli onorari corrisposti ai componenti dei seggi elettorali per consultazioni politiche, amministrative, europee, e per i referendum, in Italia e all’estero, ad esclusione di quelli percepiti dai componenti degli uffici elettorali centrali;
  • le borse di studio corrisposte dal Governo (devono essere finanziate, direttamente o indirettamente, dai Ministeri o altri organi del Governo italiano, utilizzando le risorse economiche dallo stesso Governo identificate; ai fini del beneficio fiscale, non rileva, quindi, il fatto che le borse di studio siano materialmente corrisposte da altri soggetti, nel caso in cui agiscano su disposizione e per conto di un organo del Governo italiano);
  • il reddito dominicale dei terreni non affittati (sostituito dall’Imu);
  • il reddito dei fabbricati non locati (sostituito dall’Imu). Concorre tuttavia alla formazione della base imponibile dell’IRPEF e relative addizionali, nella misura del 50%, il reddito degli immobili ad uso abitativo, assoggettati ad IMU: a) non locati; b) situati nello stesso Comune nel quale si trova l’immobile adibito ad abitazione principale;
  • i fringe benefit se complessivamente di importo non superiore a 258,23 euro nel periodo d’imposta;
  • i risarcimenti esclusi quelli liquidati per la perdita di reddito (cosiddetto «lucro cessante»): ad esempio il risarcimento del danno biologico, morale e in generale ogni risarcimento del danno non patrimoniale;
  • redditi percepiti da sportivi dilettanti e da cori e bande musicali dilettantistiche;
  • indennità e rimborsi forfettari ai membri di cori e bande musicali dilettantistiche;
  • i trattamenti pensionistici spettanti alle vittime del dovere e ai loro familiari superstiti;
  • le pensioni percepite dagli orfani superstiti di soggetti assicurati o pensionati nell’ambito dell’assicurazione generale obbligatoria (AGO) o delle forme esclusive o sostitutive della stessa, nonché della Gestione separata;
  • il cosiddetto premio alla nascita di importo pari a 800 euro, introdotto a decorrere dall’1.1.2017;
  • altre borse di studio e assegni di ricerca;
  • l’assegno di maternità per la donna non lavoratrice;
  • le pensioni tabellari corrisposte ai carabinieri ausiliari e a coloro che hanno assolto il servizio di leva nella Polizia di Stato, nel corpo della Guardia di Finanza, nel corpo dei Vigili del Fuoco ed a militari volontari, a condizione che la menomazione che ha dato luogo alla pensione sia stata contratta durante e in dipendenza del servizio di leva o del periodo corrispondente al servizio di leva obbligatorio;
  • le pensioni corrisposte ai cittadini italiani, agli stranieri e agli apolidi divenuti invalidi nell’adempimento del loro dovere o a seguito di atti terroristici o di criminalità organizzata ed il trattamento speciale di reversibilità corrisposto ai superstiti delle vittime del dovere, del terrorismo o della criminalità organizzata;
  • le rendite Inail, esclusa l’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta, nonché le rendite aventi analoga natura corrisposte da organismi non residenti;
  • le pensioni sociali;
  • l’assegno sociale;
  • la carta acquisti anche detta «social card»;
  • la somma una tantum corrisposta ai familiari superstiti del lavoratore deceduto a causa di infortunio sul lavoro;
  • le pensioni, le indennità (comprese quelle di accompagnamento) e gli assegni erogati dal Ministero dell’Interno: a) ai sordi; b) ai ciechi civili; c) agli invalidi civili;
  • le pensioni di guerra;
  • il bonus di 80 euro al mese;
  • il cosiddetto bonus cultura.

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