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Lo sai che? Locale chiuso per ristrutturazione: si paga la tassa sui rifiuti?

Lo sai che? Pubblicato il 3 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 maggio 2018

Immobile inutilizzabile per ristrutturazione: come fare per evitare il pagamento della tassa sui rifiuti.

Se l’albergo o il ristorante sono inagibili per ristrutturazione, il Comune può comunque pretendere il pagamento della tassa rifiuti durante il periodo di chiusura, a meno che il possessore non provi le condizioni di inutilizzabilità dell’immobile nel corso dell’anno.

Vediamo allora se per il locale chiuso per ristrutturazione si deve pagare la tassa sui rifiuti e come ottenere l’esenzione della Tari.

Quando non si paga la tassa sui rifiuti

La tassa sui rifiuti è dovuta per l’occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti, ad esclusione delle aree scoperte pertinenziali o accessorie di civili abitazioni diverse dalle aree a verde, esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio è istituito ed attivato o comunque reso in maniera continuativa [1].

Non sono però soggetti a tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti per:

  • la loro natura;
  • il particolare uso cui sono stabilmente destinati;
  • perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell’anno.

Se si verifica una delle ipotesi sopra indicate, l’esenzione non opera in modo automatico. Deve essere il contribuente ad indicare i motivi di esenzione della tassa rifiuti nella denuncia originaria o di variazione, offrendo la prova di elementi obiettivi direttamente rilevabili o comunque allegando idonea documentazione.

L’esenzione, anche parziale, della tassa rifiuti costituisce un’eccezione alla regola generale del pagamento del tributo da parte di tutti coloro che occupano o detengono immobili nelle zone del territorio comunale. Per tale motivo il Comune può presumere la produzione di rifiuti e il contribuente ha l’onere di provare la sussistenza delle condizioni per beneficiare dell’esenzione.

Tecnicamente, la legge pone a carico dei possessori di immobili una presunzione legale relativa di produzione di rifiuti, per cui l’impossibilità dei locali o delle aree a produrre rifiuti, per loro natura o per il particolare uso, deve essere dimostrata dal contribuente.

Tassa rifiuti se l’immobile è inutilizzabile

Se i locali non possono essere usati nel corso dell’anno (per esempio per lavori di ristrutturazione), il contribuente può beneficiare dell’esenzione della tassa rifiuti, ma deve dare concreta dimostrazione dell’inutilizzabilità.

Come affermato più volte dalla Cassazione [2], anche con una recente sentenza [3], la condizione di inutilizzabilità non può essere ritenuta in modo presunto dal giudice tributario, essendo onere del contribuente indicare nella denuncia originaria o di variazione le obiettive condizioni di inutilizzabilità. Queste ultime devono essere debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili (per esempio in ipotesi di calamità naturali) o ad idonea documentazione.

Tassa rifiuti locale chiuso per ristrutturazione

Chi possiede un locale e non può utilizzarlo per ristrutturazione, per beneficiare dell’esenzione della tassa rifiuti, non deve limitarsi ad affermare la chiusura dell’attività per il periodo corrispondente alla durata dei lavori di ristrutturazione dell’unità immobiliare.

La ristrutturazione può certamente essere incompatibile con l’apertura al pubblico, essendo la struttura temporaneamente inagibile.

Il contribuente deve però specificare se la ristrutturazione interessa l’intera unità immobiliare, impedendone quindi l’utilizzazione, o solo una parte, caso nel quale la tassa sarebbe comunque dovuta per intero, in quanto l’obiettiva inutilizzabilità ricorre quando i locali sono in condizioni che ne impediscono l’utilizzabilità.

L’obiettiva inutilizzabilità dell’immobile, inoltre, deve essere accertabile univocamente e il contribuente che contesti l’avviso di pagamento della tassa rifiuti deve produrre la documentazione comprovante l’avvenuta ristrutturazione ed attestante durata e modalità di esecuzione dei lavori in questione.

note

[1] Art. 62 D.Lgs. n. 507/1993.

[2] Cass. sent. n. 8910/2018.

[3] Cass. sent. n. 19469/2014.


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1 Commento

  1. DITELO VOI A QUELLA BANDA D’IDIOTI DEL COMUNE E DELLA CTP DI MILANO CHE, MALGRADO LA DOCUMENTAZIONE PRESENTATA, INSISTONO NELLA PRETESA DELLA TARSU 2004/2005 e 2007 per un box PER IL QUALE DOVIZIOSA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA è STATA PRESENTATA A DIMOSTRAZIONE DELLA CONTESTUALE, CONTEMPORANEA DEMOLIZIONE DELLO STABILE CHE LO OSPITAVA!!! Estemporaneamente sgravato il 2006!!! BUFFONIIIIIIIIII… INGRATA PATRIA, NON AVRAI LE MIE OSSA!!!

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