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Srl, aumento del capitale sociale e diritto di recesso

4 maggio 2018


Srl, aumento del capitale sociale e diritto di recesso

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 maggio 2018



Sono amministratore unico di una srl che deteneva una quota del 19,6% di altra società srl. Quest’ultima società nel luglio 2015 ha effettuato un aumento di capitale e la mia società ha utilizzato il diritto di recesso, regolarmente registrato dalla camera di commercio in data 14/8/15. L’attivo risultava di circa 600.000 euro pari ad una liquidazione di circa 80.000 euro. La mia società ha effettuato regolare domanda di liquidazione ascrivendo il credito nel bilancio e azzerando il valore della partecipazione. Da allora si sono interrotte le comunicazioni. Non rispondono più. Qual è la via più sicura e veloce per ottenere la liquidazione? Posso chiedere un decreto ingiuntivo? 

Preliminarmente è opportuno precisare che il maturarsi del diritto di recesso da una srl non costituisce una conseguenza automatica dell’aumento di capitale.

In particolare, l’art. 2473 cod. civ., pur non elencando espressamente l’aumento di capitale tra le possibili cause di recesso, precisa al primo comma che <<L’atto costitutivo determina quando il socio può recedere dalla società e le relative modalità>>.

Dal canto proprio, l’art. 2481 bis cod. civ., che disciplina proprio l’ipotesi di aumento del capitale sociale, stabilisce che quando l’atto costitutivo prevede che esso venga attuato mediante offerta di quote di nuova emissione a terzi <<spetta ai soci che non hanno consentito alla decisione il diritto di recesso a norma dell’articolo 2473 (ossia, il diritto di ottenere il rimborso della propria partecipazione in proporzione del patrimonio sociale, n.d.r.)>>.

Ipotizzato, dunque, che nel caso oggetto del quesito il diritto di recesso sia stato correttamente esercitato, va detto che il conseguente credito presenta i caratteri della certezza (in quanto esistente), della liquidità (in quanto determinato nel suo ammontare o comunque facilmente determinabile) e della esigibilità (poiché può esserne chiesta soddisfazione senza attendere il verificarsi di un termine o l’avverarsi di una condizione), requisiti indispensabili per la concessione del decreto ingiuntivo.

In particolare, posto che la non esigibilità dovrebbe essere dimostrata dalla controparte, la sussistenza dei requisiti della certezza e della liquidità risulta dalla documentazione attestante a) la qualità di socio della società che ha effettuato l’aumento di capitale in capo alla società del lettore; b) la quota di partecipazione di quest’ultima al capitale sociale dell’altra srl; c) la deliberazione di aumento del capitale sociale di quest’ultima srl sulla quale è fondata la domanda di recesso da parte della società del lettore; d) la registrazione del recesso presso il registro delle imprese; e) l’ammontare dell’attivo della società che ha effettuato l’aumento del capitale sociale al momento del recesso.

L’anzidetta documentazione – oltre a dimostrare, come detto, la certezza e la liquidità del credito vantato dalla società del lettore– rileverebbe anche come prova scritta della sussistenza del medesimo credito, in quanto prevista dall’art. 633 c.p.c. quale condizione per la pronuncia del decreto ingiuntivo.

Si ritiene pertanto che nel caso di specie vi siano le condizioni per presentare ricorso per ingiunzione di pagamento.

Naturalmente è ben possibile, in alternativa, ricorrere a un giudizio ordinario, il quale però si caratterizza solitamente per una durata maggiore rispetto al procedimento di ingiunzione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Massimo Coppin


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