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Vendita della prima casa: quali tasse?

5 maggio 2018


Vendita della prima casa: quali tasse?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 maggio 2018



Quali costi o imposte dovrò sostenere se dovessi vendere una prima casa con più di 5 anni di proprietà senza però acquistarne un’altra?

Occorre dire innanzitutto che la cessione a titolo oneroso (cioè la vendita) da parte di una persona fisica di un immobile acquistato da più di 5 anni non prevede alcuna tassazione.

In dettaglio:

– le agevolazioni per l’acquisto della cosiddetta “prima casa” non si perdono se si vende o si dona l’abitazione dopo il decorso di 5 anni dalla data di acquisto (in sostanza la decadenza dalla agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa si verifica solo se l’abitazione viene rivenduta entro i 5 anni dall’acquisto e se non si proceda entro un anno al riacquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale; ma se dall’acquisto della “prima casa”sono già passati oltre cinque anni, le agevolazioni non si perdono comunque anche se non si riacquista nessuna nuova “prima casa”);

– il venditore di un immobile acquistato da più di 5 anni non è soggetto nemmeno al pagamento dell’Irpef sulla plusvalenza (articoli 67 e 68 del testo unico sulle imposte sui redditi) generata dalla differenza tra il corrispettivo complessivo ottenuto dalla vendita dell’immobile ed il valore di acquisto dello stesso;

– in ogni caso, poi, sono escluse dalla tassazione Irpef sulla plusvalenza le vendite di immobili anche se avvenute prima dei 5 anni dalla data del loro acquisto a condizione che per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto e la vendita sono stati adibiti ad abitazione principale del venditore oppure dei suoi familiari (cioè il venditore o i suoi familiari vi abbiano avuto la loro residenza).

Perciò il lettore, in base agli elementi forniti nel suo quesito:

– non perderà le agevolazioni sulla “prima casa”;

– non è soggetto nemmeno al pagamento dell’Irpef sulla plusvalenza da rivendita.

Si noti, infine, che le spese per l’onorario dovuto al notaio per il rogito e le attività connesse sono a carico dell’acquirente, a meno che l’acquirente ed il venditore non si accordino diversamente (così stabilisce l’articolo 1475 del codice civile).

A carico del venditore sono invece le spese che fossero necessarie per presentare eventuali richiestedi sanatorie edilizie o di correzione di mappe catastali errate o per presentare volture catastalimancanti.

Restano, infine, a carico di chi le avesse già sostenute le spese erogate a favore di professionisti per leconsulenze nella fase precedente alla stipula del rogito e l’eventuale provvigione corrisposta almediatore.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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