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Sindacati: no a aumento Iva, riforma catasto, split payment

7 Maggio 2017


Sindacati: no a aumento Iva, riforma catasto, split payment

> Business Pubblicato il 7 Maggio 2017



Manovra correttiva: tante le questioni aperte. Dall’aumento dell’Iva alla riforma dell’Irpef: le audizioni alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Una serie di «no» ha caratterizzato le audizioni alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato da parte dei Sindacati. Le questioni trattate sono state molte, dall’Iva, all’Irpef, allo Split Payment, alla riforma del catasto. Vediamo di cosa si è discusso.

Primo passo: no all’aumento Iva

Il primo obiettivo, a quanto sembra, è quello di non arrivare a un aumento dell’aliquota Iva, una manovra che impensierisce, in primis, l’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili.

Un eventuale aumento delle aliquote potrebbe essere molto pericoloso in particolare per questo settore e di conseguenza per l’intero Paese, stante l’importanza chiave che per la nostra economia ha il mercato immobiliare. 

Accolta con favore, al contrario, la probabile marcia indietro sulla riforma riforma del Catasto.

Riforma del catasto: forse un passo indietro

Qualche tempo fa, in un nostro approfondimento, abbiamo avuto modo di darvi evidenza del processo di riforma che starebbe per vivere il settore immobiliare: in Riforma del catasto: come pagare meno tasse, vi abbiamo raccontato di come la manovra mirava mirasse all’aggiornamento dei valori catastali, fermi a circa quarant’anni fa e di come sicuramente questa riforma avrebbe scontentato i proprietari delle case di lusso, costretti a pagare di più per via della rivalutazione della rendita che doveva essere basata sui metri quadrati e le altre caratteristiche dell’immobile (come il piano, la presenza di uno o più balconi e dell’ascensore), e non più dei vani. 

Oggi sul tema della riforma sembra registrarsi se non un passo indietro quanto meno un passo «di lato»: i tempi insomma non sembrano ancora maturi per questa piccola «rivoluzione» della rendita edilizia.

Aumento Iva: cosa dicono i sindacati?

All’Ance, che ha manifestato come abbiamo avuto modo di accennare, la propria assoluta contrarietà e la «pericolosità»  dell’eventuale aumento Iva per il settore, si sono accompagnati anche la Cisl, che ha chiesto di cancellare interamente gli aumenti dell’Iva e di rivedere, invece, l’Irpef, così come la Uil che ha definito«tragico» un eventuale aumento dell’imposta. La Cgil infine ha puntato il dito contro l’assenza dalla «manovrina»  del Def,  di misure per l’occupazione: «Il grande assente è il lavoro».

Neanche lo split payment piace

Confapi e Rete Imprese Italia, infine, hanno manifestato preoccupazione anche per lo split payment (per saperne di più consulta il nostro approfondimento Split payment fino al 2020 per tutti: cos’è e come funziona). Ben accolto da gran parte della classe politica, oltre che dalla stessa Orlandi, Direttrice dell’Agenzia delle Entrate, l’applicazione della norma anche a professionisti e privati permetterebbe un’entrata strutturale per lo stato pari all’iperbolica somma di 3 miliardi di euro annui. Confapi e Rete imprese tuttavia difendono la posizione dei piccoli imprenditori che a loro avviso sarebbero particolarmente impattati dalla riduzione di liquidità disponibile che questa norma comporterebbe.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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