Diritto e Fisco | Articoli

Parcheggiare in una strada condominiale privata: ci sono multe?

4 maggio 2018


Parcheggiare in una strada condominiale privata: ci sono multe?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 maggio 2018



Cosa rischia chi lascia l’auto in un parcheggio condominiale? Come può difendersi il condomino a cui è stato assegnato il posto auto quando vi trova la macchina di un estraneo?

Hai parcheggiato l’auto in uno spazio condominiale: si tratta di una piccola strada privata, capeggiata da un cartello in grossa evidenza con su scritto «Sosta riservata ai condomini e ai clienti dei negozi». Ora ti chiedi se, andando via per un paio di ore, ti possa arrivare una multa o se i condomini possano chiamare il carro attrezzi. Un vigile è legittimato a elevare contravvenzioni per violazioni del codice stradale? Quando parliamo di «strada» non dobbiamo pensare solo a quelle pubbliche, ma anche alle aree private purché – sottolinea la giurisprudenza –  ad uso pubblico (si pensi al parcheggio di un supermercato). Non è il caso invece degli spazi transennati, quelli chiusi da cancelli e ai piccoli slarghi o cortiletti che si aprono ai bordi della via, potenzialmente recintabili e appena sufficienti a ospitare i condomini. L’estensione in commento porta con sé l’applicabilità anche alle stradine private delle norme del codice della strada e, di conseguenza, anche quelle relative al divieto di sosta. Non esiste quindi una risposta secca per chi si chiede se ci sono multe nel parcheggiare in una strada condominiale privata: tutto dipende dallo stato dei luoghi. 

Un cortile condominiale non è una strada pubblica, a meno che qualsiasi automobilista vi possa transitare, come nel caso di uno slargo adibito a ospitare le auto di quanti vogliono recarsi in un supermercato o in un centro commerciale [1]. Se un estraneo, pertanto, lascia la propria auto nel posto riservato a uno dei condomini quest’ultimo, pur defraudato di un proprio diritto, non può chiamare la polizia o i vigili urbani affinché elevino una multa. Né, allo stesso modo, può richiedere l’arrivo del carro attrezzi, abilitato per legge a intervenire solo sulle strade pubbliche e su quelle ad esse equiparate.

Gli strumenti nelle mani dei condomini sono davvero minimi ed ecco perché qualcuno tenta di farsi giustizia da sé con atti di vandalismo ai danni di chi occupa il parcheggio altrui (cosa che ovviamente costituirebbe in sé un illecito, nonostante l’intento di difendere la propria proprietà). 

Non vale neanche invocare il regolamento di condominio che vieta la sosta agli estranei, trattandosi di un atto a natura contrattuale e che, come tale non ha valore nei confronti della collettività. Stesso discorso per il cartello posto in bella mostra in cui si fa divieto ai non autorizzati di accedere all’area. Solo la presenza di una segnaletica stradale con il classico simbolo del divieto di parcheggio lascia inequivocabilmente ritenere che, in quel posto, si può subire una multa.

Che può fare chi trova il proprio parcheggio condominiale occupato? Potrebbe ricorrere alle tutele del codice penale e querelare il responsabile. Un’ipotesi è quella del reato di violenza privata per chi, con la propria macchina, non consente il transito al proprietario di un garage; si pensi a chi lascia il veicolo in modo tale da impedire il passaggio in entrata o uscita dal proprio box auto. Un’altra soluzione offerta dal codice penale è quella del reato di invasione di terreni altrui.

Il più delle volte chi lascia la propria auto all’interno di una strada condominiale privata lo fa occasionalmente e, di solito, non ritorna più nello stesso posto o, se lo fa, ciò succede saltuariamente. Ma quando il comportamento è sistematico (si pensi al dipendente di un’azienda che, non trovando parcheggi in strada, sfrutta ogni giorno un cortile privato posto nelle adiacenze), se con un avvertimento scritto (il classico foglietto sul parabrezza) l’automobilista non dovesse adeguarsi alle richieste del condominio allora si potrebbe pensare alla querela.

Un’ultima questione riguarda invece l’uso scorretto del parcheggio condominiale da parte degli stessi condomini (e non di estranei) dell’edificio. In tal caso è potere dell’amministratore di condominio comminare multe fino a 200 euro (800 in caso di recidiva) solo se il regolamento condominiale lo prevede e l’assemblea lo autorizza a ciò. Il mancato pagamento però non comporta l’arrivo delle cartelle esattoriali come per le normali multe amministrative ma solo un inadempimento civilistico da far valere con l’esecuzione forzata al pari dei casi di morosità condominiale.

note

[1] Cfr. Ministero trasporti parere 2507/2016 del 29 aprile 2016.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

3 Commenti

  1. Questo induce a essere violenti, far valere il proprio diritto con la forza, beh, bella legge, così allora si può danneggiare il veicolo incriminato per fargli capire che è in uno stallo di proprietà.
    La legge me lo permette, alla faccia del diritto.

    1. Condivido pienamente……e questo sarebbe il diritto? Noi facciamo studiare della gente per avere queste leggi? Vai, vai, che la gente è molto più avanti di quei parrucconi….

  2. Insomma la legge “agevola” gli atti vandalici verso chi ha occupato un posto riservato…
    Che tristezza questa Italia…

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI