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Lo sai che? Mostrare le parti intime in un luogo pubblico o aperto al pubblico è reato

Lo sai che? Pubblicato il 20 dicembre 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 dicembre 2012

Vietati mini shorts e scollature: per la Cassazione è “contrario alla pubblica decenza”.

Rischia una condanna penale per atti contrari alla pubblica decenza [1] chi, in luogo aperto al pubblico, indossa vestiti succinti al fine di mostrare le proprie parti intime.

Così ha stabilito in una recente sentenza la Cassazione [2], che ha condannato una giovane donna al pagamento di un’ammenda di 600 euro, in quanto “abbigliata in modo da far vedere le parti intime del corpo, in particolare il seno e il fondo schiena, lasciando scoperti i glutei”.

 

L’importanza del luogo

Nelle motivazioni della sentenza, i giudici hanno sottolineato come la condotta della donna fosse contraria alla pubblica decenza: ciò in quanto posta in essere in una strada pubblica, dunque in un luogo accessibile a tutti, e senza tenere per nulla conto delle interferenze negative che avrebbe potuto determinare nel vivere civile.

In particolare, la Cassazione ha precisato che, ai fini della configurabilità del reato, non è rilevante che tali atti siano percepiti da terzi, ma è sufficiente la semplice “possibilità della percezione di essi“.

 

Decoro e pudore

Al contrario degli atti osceni [3], sempre caratterizzati da un contenuto sessuale, gli atti contrari alla pubblica decenza risultano lesivi del decoro, del pudore e delle normali regole della convivenza civile. Nel caso di specie, il comportamento tenuto dalla donna risultava idoneo a provocare disgusto e disapprovazione, nonostante quest’ultima, al momento dell’intervento della polizia, non fosse in compagnia di alcun individuo.

note

[1] Art. 726 c.p.: “Chiunque, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da € 10 a € 206”.

[2] Cass. n. 47868 del 10.12.2012.

[3] Gli atti osceni sono sempre connotati da un contenuto di tipo sessuale, diversamente dagli atti contrari alla pubblica decenza che comprendono, più genericamente, le offese al pudore quali conseguenze della violazione di norme etico – sociali che impongono decoro, riserbo e compostezza.

A riguardo, la Cassazione (sent. n. 30242 del 29.7.2011) ha avuto modo di precisare testuali parole: “Gli atti osceni insomma ledono il sentimento della moralità sessuale in maniera talmente elevata da suscitare disprezzo e repulsione in chi vi assista, mentre l’ipotesi contravvenzionale degli atti contrari alla pubblica decenza si concreta con il venir meno del doveroso riserbo attinente alla sfera sessuale che genera disagio, fastidio o riprovazione (il mostrarsi completamente nudi all’interno di un’autovettura durante il compimento di un atto sessuale, è comportamento sicuramente offensivo del pudore e certamente avvertito come tale, indipendentemente dalle condizioni attuali di sviluppo sociale e culturale)”.

Art. 527 c.p.: “Chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni. La pena è aumentata da un terzo alla metà se il fatto è commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano. Se il fatto avviene per colpa, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309”.


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2 Commenti

  1. VIETATO VIETARE. I reati che prevedono atti osceni e atti contrari alla pubblica decenza sono decisamente da depenalizzare. Intanto andrebbero attaccati perché contrari alla costituzione che garantisc e la libertà di espressione del cittadino. Chi non apprezza non guardi. Chi ne vuole fare una crociata antimutande visibili lo faccia pure purché operi solo a livello culturale e pedagogico senza scomodare sceriffi che hanno cause molto più importanti da trattare. In caso contrario dovremmo innescare una deportazione di massa di tante donnine discinte nelle tv nazionali ,locali, sui giornali, in internet etc. etc. etc. .

  2. RINGRAZIATO SIA IL BUON DIO CHE SI STANNO PRENDENDO SERI PROVVEDIMENTI PER IL “NORMALE” ABBIGLIAMENTO DI NOI DONNE,POICHE’ FINO ADESSO,SONO ACCADUTE SVARIATE ILLEGALITA’ PER I SVARITI ABBIGLIAMENTI NON CONSONI ALL’UMANA CIVILTA’;E’ NON DA ULTIMO,SVARIATI AMMETTO CHE TRATTASI DI MODA;MENTRE E’ IL COMPLETO CONTRARIO, POICHE’,SVARIATE DONNE VISTITE SUCCINTE,GLI UOMINI SI VEDONO PROVOCATI. PER CUI,NOI DONNE SIAMO MOLTO PIU’ INTELLIGENTI SE SIAMO VESTITE IN MODI “DECENTI”.
    IN FEDE PRESIDENTE ASSOCIAZIONE A.N.I.O.P.A.

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