Diritto e Fisco | Editoriale

Gli onorari avvocato liquidati dal giudice

18 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 maggio 2018



Il compenso del legale va pattuito per evitare sorprese. Il professionista va pagato secondo il valore dell’incarico eseguito ed indipendentemente da quanto sentenziato dal magistrato.

Avete dato incarico ad un legale per una questione molto delicata. La causa è terminata con un esito positivo, ma le spese liquidate dal giudice sono state parzialmente compensate. In altri termini, il magistrato ha notevolmente ridotto l’ammontare degli onorari e delle spese dovute al vostro avvocato per l’azione legale appena conclusasi. Ebbene, in un caso come quello descritto, il vostro legale può chiedervi l’onorario in misura maggiore rispetto a quanto stabilito in sentenza? Gli onorari avvocato liquidati dal giudice sono sacrosanti e definitivi oppure il legale può chiedervi la differenza a suo favore? L’argomento in esame in questo articolo è importante perché, non di rado, è motivo di discussione tra le parti o semplice perplessità per il cliente e nei riguardi del professionista incaricato. Pertanto vediamo insieme come si risolve questo dubbio.

L’avvocato e il preventivo

Quando andiamo al bar, sono esposti i prezzi dei prodotti, sappiamo quindi quanto costa un succo di frutta, lo ordiniamo, lo consumiamo e lo paghiamo senza possibilità di alcuna contestazione. Quando ci rechiamo dall’avvocato, invece, le cose stanno in modo decisamente diverso. Non c’è alcuna tabella esposta sui prezzi dei servizi offerti, anche perché sarebbe impossibile prevederla. Un incarico legale, infatti, è composto da varie prestazioni di carattere complesso o meno, di durata variabile e di un numero non sempre prevedibile a priori. Pertanto, l’avvocato deve valutare questi aspetti e può farlo soltanto dopo aver ascoltato il cliente (consulto che va pagato) e dopo aver studiato la controversia che si accinge ad avviare (anche questa prestazione andrebbe pagata a prescindere dal successivo incarico). Ebbene, in una situazione come quella descritta diventa fondamentale ricevere dal professionista un preventivo.

L’avvocato e il preventivo: perché?

Incominciamo col dire che ricevere dall’avvocato il preventivo scritto per l’incarico che dovrebbe eseguire è fondamentale, a prescindere dalla sua obbligatorietà o meno. Ne abbiamo parlato più diffusamente nella pubblicazione il preventivo dell’avvocato è obbligatorio, dove abbiamo visto che, in altri casi, raccogliamo opportunamente il preventivo prima di agire (ad esempio dall’impresa edile, prima di procedere alla ristrutturazione del nostro appartamento oppure dal meccanico prima di far riparare la nostra auto). Ebbene, la ragione di questa opportuna scelta sta nel fatto di non voler ricevere alcuna sorpresa:

  • conosciamo in anticipo la natura e le caratteristiche della prestazione che sarà eseguita;
  • sappiamo prima quanto andremo a spendere;
  • abbiamo la possibilità di confrontare il preventivo con altri raccolti, eventualmente scegliendo quello più conveniente o convincente.

In conclusione, è decisamente importante farsi fare il preventivo dall’avvocato prima di conferirgli un incarico.

L’avvocato e il preventivo: è obbligatorio?

La risposta a questa domanda arriva dalla legge [1], la quale afferma chiaramente che l’avvocato deve obbligatoriamente informare per iscritto il cliente sulla difficoltà dell’incarico e sulle spese dovute a qualsiasi titolo (onorari, spese non imponibili come il contributo unificato e il bollo, contributi, ecc), sottoponendogli un preventivo scritto e pattuendo col cliente medesimo le varie prestazioni che saranno oggetto dell’incarico. Si tratta di un obbligo di legge che non prevede, però, alcuna sanzione se violato. Per questa ragione, se l’avvocato non è opportunamente trasparente con voi, affidatevi altrove e pretendete un preventivo, per non aver alcuna sorpresa finale.

Gli onorari liquidati dal giudice: il valore

Se sorgono contestazioni tra il cliente e l’avvocato sull’onorario dovuto (magari, proprio perché non sono stati preventivamente comunicati e pattuiti i costi dell’incarico), gli onorari liquidati dal giudice non hanno alcun valore decisivo. Lo stabilisce la Suprema Corte di Cassazione [2], affermando che gli onorari dovuti all’avvocato sono svincolati dalle decisioni prese dal magistrato in tal senso. Se ad esempio, quindi, a seguito della sentenza vittoriosa, il giudice ha parzialmente compensato le spese, il cliente non può pretendere di non pagare tutto quanto era dovuto al legale incaricato. Quindi, se il vostro avvocato ha vinto la causa, dovete pagargli il dovuto secondo quanto già pattuito o secondo il valore della prestazione eseguita, senza tenere conto degli onorari liquidati dal giudice.

note

[1] Art 9, co. 4 Dl 1/2012.

[2] Cass. civ. ord. n. 5224/2018.

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