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Ferie 2018: come si presenta il differimento contributivo?

18 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 maggio 2018



Le aziende che sospendono totalmente o temporaneamente l’attività lavorativa durante il periodo di ferie collettive, possono chiedere il differimento dei versamenti contributivi. Vediamo come

Si sta avvicinando il periodo estivo e le aziende si stanno organizzando per far fruire ai propri dipendenti il tanto atteso e agognato periodo delle ferie. Si tratta senz’altro di un momento che per la maggior parte delle aziende corrisponde con un periodo di fermo totale o parziale, che spesso può comportare difficoltà organizzative interne temporanee. Soprattutto per quel che concerne il pagamento dei contributi alle casse dell’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale), che comunque sono dovuti mensilmente anche a luglio, così come ad agosto o luglio. Ci si trova quindi nel dover affrontare un’importante costo nonostante l’azienda non abbia ottenuto adeguati ricavi. Cosa bisogna fare quindi? Si paga nonostante l’azienda guadagni poco o nulla nel periodo estivo? Niente affatto. Esiste una soluzione. E te la spieghiamo dettagliatamente leggendo le righe che seguono.

L’Inps, in questi casi, permette alle aziende di poter chiedere, in via del tutto eccezionale, il differimento dei contributi da versare entro un termine più ampio e comunque non superiore a tre mesi a quello della normale scadenza. Ma come si presenta il differimento contributivo per le ferie dell’anno 2018? Esiste un termine da rispettare per l’invio della domanda? Facciamo un passo indietro e vediamo nello specifico cosa c’è da sapere sul differimento contributivo.

Che cos’è il differimento contributivo?

Il differimento contributivo è un’opportunità offerta alle aziende che fermano totalmente o parzialmente la loro attività nel periodo estivo, al fine di poter rinviare il pagamento dei contributi obbligatori dei dipendenti da versare all’Inps. Tale opportunità può essere manifestata dall’azienda una sola volta nell’arco dell’anno e relativamente agli adempimenti di un solo mese, anche se il periodo di ferie è a cavallo tra due mesi. Ne consegue che qualora l’azienda chiuda per ferie collettive in due o più periodi dell’anno, dovrà scegliere per quale periodo chiedere la posticipazione. In quest’ultimo caso, dovrà essere applicato il criterio secondo il quale il differimento riguarderà gli adempimenti che avrebbero dovuto essere effettuati nel mese in cui cade la maggior parte del periodo feriale.

La possibilità di prorogare i versamenti contributivi viene data per sopperire alla particolarità della situazione che si determina in occasione delle chiusura delle aziende per ferie collettive, caratterizzata dalla contingenza e dalla temporaneità delle difficoltà organizzative da essa derivanti. Dunque, se ad esempio le ferie concesse dall’azienda sono in agosto e non vi è la possibilità di effettuare il pagamento (contributi relativi al mese di luglio), lo stesso può essere effettuato a settembre. L’importo dei contributi differito dovrà essere maggiorato degli interessi di dilazione.

Quando può essere richiesto il differimento contributivo?

La richiesta di differimento contributivo deve essere presentata durante il periodo di ferie collettive, che rappresenta quel periodo di riposo che l’azienda è tenuta, per legge o per contratto, a concedere ai propri dipendenti mediante chiusura dell’esercizio, dello stabilimento, della fabbrica, dell’ufficio, in tutte le sue articolazioni.

In via generale, tale problema sorge durante la stagione estiva, ma il datore di lavoro può richiedere il differimento del versamento dei contributi anche per periodi diversi dai tradizionali mesi estivi, rispettando sempre però il termine di presentazione della domanda, di cui diremo in seguito.

Quali sono i termini per la presentazione della domanda?

Le aziende che – in previsione dei periodi di chiusura per ferie collettive nell’anno in corso, motivate da comprovate esigenze – intendono avvalersi del differimento degli adempimenti contributivi, perché non possono provvedere materialmente entro i termini di legge (entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è scaduto l’ultimo periodo di paga cui la denuncia si riferisce) al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali, devono presentare apposita domanda, al fine di essere autorizzati, entro il 31 maggio di ogni anno [1].

Ricordiamo che si tratta di un termine di presentazione ordinatorio. L’Inps ha infatti facoltà di esaminare anche le domande pervenute in ritardo in presenza di situazioni particolari.

Cosa prevede il differimento contributivo?

Due sono le conseguenze che comporta il differimento contributivo per ferie collettive:

  1. la possibilità di prorogare al mese successivo il versamento dei contributi che l’azienda avrebbe dovuto versare nel mese di chiusura.
  2. il conseguente spostamento del termine ultimo di invio del flusso UniEmens correlato contributi differiti.

Quindi, il differimento non riguarda solo il termine di versamento dei contributi da effettuare con il mod. F24 (la cui scadenza è fissata il 16 del mese successivo), ma anche la presentazione dell’Uniemens.

Prendiamo il caso per esempio di un’azienda che fa fruire le ferie collettive ai suoi dipendente nel periodo “01.08.2018 – 31.08.2018”. La richiesta di differimento contributivo riguardo il mese di luglio 2018, che normalmente sarebbe dovuto avvenire entro il 22.08.2018. Se l’azienda richiede l’autorizzazione al differimento contributivo entro il 31.05.2018, si ha:

  • il versamento dei contributi di luglio 2018 entro il 16.09.2018
  • e la trasmissione della denuncia Uniemens entro il 30.09.2018

La richiesta di differimento contributivo è vincolante?

Ma se richiedo entro il 31 maggio il differimento contributivo, e successivamente mi rendo conto di non voler usufruire della proroga posso comunque versare i contributi alla normale scadenza o devo obbligatoriamente pagarli i mesi successivi?

L’Inps afferma che l’autorizzazione al differimento non è vincolante, la richiesta può essere presentata a scopo cautelativo e il datore di lavoro successivamente, pur in presenza di accoglimento dell’istanza, può provvedere al versamento dei contributi entro la normale scadenza.

 E se l’azienda fa una dichiarazione mendace e non sospende l’attività?

Come abbiamo sottolineato in precedenza, la richiesta serve alle aziende nei periodi di difficoltà organizzativa, e quindi in occasione delle ferie collettive, a sopperire alla sospensione totale o parziale dell’attività. E se l’azienda presenta la richiesta di differimento contributivo nonostante non sia previsto alcun periodo di chiusura né totale e né parziale? Cosa succede se l’azienda fa una dichiarazione mendace di tale entità?

Innanzitutto, è bene precisare che la situazione di effettiva chiusura dell’azienda può anche essere oggetto di indagine da parte dell’Inps. In caso di mancato riscontro con quanto indicato dall’azienda, l’Istituto previdenziale provvede:

  • all’annullamento dell’autorizzazione;
  • e all’applicazione delle sanzioni civili e amministrative previste nei casi di inadempienza.

Le domande di autorizzazione al differimento per ferie collettive sono presentate al Comitato provinciale dell’Istituto. In caso di mancato accoglimento, l’azienda può far ricorso al Consiglio di amministrazione dell’Istituto stesso.

Come presentare la richiesta di differimento contributivo?

Le aziende che intendono chiedere la sospensione del pagamento dei contributi Inps possono presentare la richiesta utilizzando il canale telematico dell’Inps, nella sezione «Servizi Online». Più nel dettaglio, deve essere utilizzato il «Modulo 445 – Richiesta differimento termine adempimenti contributivi per ferie collettive», accessibile dal “cassetto previdenziale” dell’area «Aziende consulenti e professionisti» (area DiResCo).

Nella home page web «Area DiResCo» viene visualizzata la lista delle tipologie dei moduli che è possibile inviare:

  1. nella prima colonna, identificata con l’intestazione «Codice Modulo», viene visualizzato il codice del modulo che si desidera inviare, un link, alla selezione del quale consente l’accesso alla pagina web di inserimento;
  2. nella seconda colonna, identificata con l’intestazione «Area», viene visualizzato la descrizione dell’area cui appartiene il modulo;
  3. nella terza colonna identificata con l’intestazione «Descrizione Modulo» viene visualizzato la descrizione del modulo che si desidera inviare;
  4. nella quarta colonna identificata con l’intestazione «Manual» viene visualizzato un’immagine, alla selezione della quale, a video comparirà un manuale per gli operatori esterni.

Una volta selezionato il predetto modulo, il sistema richiede il numero di matricola dell’azienda per la quale si richiede il differimento. Dopo aver ottenuto la conferma dei dati aziendali e della validità della delega a operare per conto dell’azienda, è necessario indicare:

  • il mese e l’anno della chiusura aziendale per ferie collettive;
  • la data entro la quale s’intende provvedere agli adempimenti connessi al periodo di chiusura.

Contestualmente all’inserimento dei predetti dati, dovrà essere rilasciato il documento che attesta l’ammissione al differimento degli adempimenti contributivi.

Da quando scatta il differimento contributivo?

Una volta che l’azienda ha compilato e inviato la domanda, e l’Inps ha accettato la richiesta di versamento differito coinciderà con la scadenza del mese immediatamente successivo a quello per il quale è stata presentata la domanda all’Inps.

Quali contributi possono essere differiti?

Da un punto di vista prettamente operativo, il differimento per ferie collettive riguarda il versamento dei contributi che l’azienda avrebbe dovuto versare nel mese di chiusura, ma che materialmente si trova nell’impossibilità di effettuare nei termini ordinatori di legge sopra indicati, data la contingenza e la temporaneità delle difficoltà organizzative da esse derivanti. Trattasi, quindi, di adempimento che avrebbe dovuto essere effettuato nel mese in cui cadono le ferie.

Per esempio, se l’azienda sospende l’attività nel mese di agosto, il giorno 20 agosto non possono essere versati i contributi previdenziali relativi al mese di luglio. L’autorizzazione all’INPS, permette al datore di lavoro di versare tali contributi entro e non oltre il 16 settembre. Di conseguenza è concesso anche lo slittamento della presentazione Uniemens entro il 30 settembre.

Si applica il tasso di interesse ai contributi differiti?

Ma i contributi differiti devono essere pagati in un’unica soluzione? L’importo viene maggiorato dal tasso di interesse? La risposta è positiva per entrambi i quesiti. Qualora tale tasso dovesse modificarsi nel periodo tra la presentazione e l’accoglimento della domanda di differimento, dovrà applicarsi l’interesse che l’Inps comunicherà al momento della concessione del differimento.

Se in seguito alla comunicazione dell’Inps, il tasso unico di riferimento (Tur) dovesse subire ulteriori modifiche, queste ultime non verranno più prese in considerazione ai fini del calcolo degli interessi di differimento. In ogni caso si dovrà applicare l’aliquota che l’INPS indicherà nella lettera di autorizzazione.

note

[1] Inps, Messaggio n. 8609 del 18.05.2012.


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