Diritto e Fisco | Editoriale

Quando si perde l’eredità?

6 maggio 2018


Quando si perde l’eredità?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 maggio 2018



Non è detto che l’erede, che tale è per legge, abbia sempre diritto a una quota del patrimonio del defunto. Ecco quando si perde il diritto all’eredità.

Ci sono persone che si tengono in casa un parente o lo assistono fino alla fine dei suoi giorni solo perché preoccupati del suo testamento e di quanto potranno partecipare alla successiva divisione dell’eredità. Può sembrare un’affermazione forte ed eccessiva, eppure è proprio così. Le pareti degli studi legali conoscono i segreti più intimi delle persone e sanno quanto spesso, nelle famiglie, figli e nipoti si preoccupino più di come i propri genitori, zii e nonni spendono il denaro che non di quanto sono effettivamente felici. Tant’è che spesso si chiede all’avvocato, con preoccupazione, quando si perde l’eredità? Forti del fatto che non si può diseredare il coniuge, i figli, i nipoti e i genitori se non in casi eccezionali, alcune persone si comportano in modo disonesto anche davanti alla morte, tentando di falsificare, modificare o nascondere i testamenti. Sono svariate le situazioni in cui anche l’erede legittimo può perdere la propria quota di eredità e non si tratta solo di ipotesi dipendenti da comportamenti illeciti. Ad esempio si può non aver diritto a nulla quando il defunto, nel corso della propria vita, ha già elargito all’erede sostegni economici o altre forme di donazioni. Ma procediamo con ordine e vediamo quando si perde l’eredità.

Perde l’eredità chi nasconde il testamento

Ci sono diverse ipotesi in cui si perde l’eredità. Il caso più ricorrente è quello di chi nasconde il testamento del defunto che per lui è svantaggioso. Perché mai bisognerebbe nascondere il testamento altrui? I motivi possono essere svariati. Immaginiamo, ad esempio, che una persona faccia un testamento e, in esso, destini la casa in montagna al figlio Giovanni mentre all’altro figlio, Giuseppe, riservi un appezzamento di terra di valore più modesto. Poco prima di morire, però, riscrive il testamento e inverte i beni, assegnando a Giovanni l’immobile meno pregiato e a Giuseppe quello più costoso. In questo caso la legge stabilisce che il testamento successivo revoca quello precedente. Se però Giovanni riesce a far “sparire” il secondo testamento senza che gli altri eredi se ne accorgano, egli succederà sulla base del primo atto e quindi otterrà la casa in montagna. Quindi una prima ipotesi in cui si può essere tentati di nascondere un testamento è per far applicare quello precedente.

Un secondo caso si potrebbe verificare quando la successione legale – quella cioè che deriva dall’applicazione delle norme del codice civile in assenza di testamento – è più conveniente rispetto alle disposizioni testamentarie. Immaginiamo, ad esempio, che una persona vedova e con due figli faccia testamento e lasci la quota indisponibile agli eredi legittimari (appunto i due figli) e la quota disponibile a un’associazione di beneficienza. Se uno dei due fratelli (o entrambi) strappasse il testamento, si avrebbe che tutti i beni del defunto passerebbero ai figli e nulla andrebbe all’associazione.

In tutti questi casi, se si scopre che una persona ha nascosto il testamento di un’altra, questa perde il diritto ad essere erede e, quindi, perde l’eredità.

Perde l’eredità chi falsifica un testamento

Una seconda ipotesi in cui si perde l’eredità è quando si tenta di falsificare un testamento già scritto. Si pensi al caso di chi corregga a penna un nome o metta uno zero in più sull’indicazione di una somma di denaro. Anche in questa ipotesi, come in quella precedente, la legge prevede la dichiarazione di «indegnità a succedere» che, tradotto in parole povere, significa «perdita del diritto di diventare erede».

Viene equiparato a chi falsifica un testamento chi, pur non avendo compiuto la falsificazione, pubblica consapevolmente un testamento che sa già essere falso solo perché gli conviene.

Secondo però la Cassazione [1], non perde l’eredità chi falsifica un testamento se riesce a dimostrare che il contenuto delle disposizioni corrispondeva alla volontà del defunto e che questi aveva consentito alla compilazione del testamento da parte di lui nell’eventualità che egli non fosse riuscito a farlo.

Perde l’eredità chi costringe a fare un testamento

Altra ipotesi in cui si perde l’eredità è quando si induce in malafede o con violenza il testatore a fare il testamento in proprio favore o gli si impedisce di modificarlo a proprio svantaggio. Ad esempio, si pensi a una persona che faccia credere al padre moribondo di aspettare un figlio e che, pertanto, se sarà nominato suo erede, lascerà a sua volta il patrimonio al nipote. Un’altra ipotesi è quella di chi ricatta il testatore: «Se non mi lasci una parte della casa, ti giuro che alla tua morte, faccio scoppiare una guerra e farò causa a tutti quanti».

Perde l’eredità il genitore che ha perso la potestà genitoriale

Se – contrariamente all’ordine di natura – il figlio muore prima del genitore, quest’ultimo perde l’eredità se un giudice gli aveva revocato in precedenza la potestà genitoriale. Ciò succede quando il padre o la madre si macchiano di comportamenti particolarmente gravi nei confronti dei figli come nel caso di violenze fisiche o psicologiche.

Perde l’eredità chi commette gravi reati contro il testatore o i suoi familiari

La legge prevede l’indegnità a succedere anche di chi si macchia di reati particolarmente gravi nei confronti del testatore o dei suoi familiari. In particolare è ritenuto indegno chi:

  1. ha ucciso o tentato di uccidere il testatore o il suo coniuge, i figli, i nipoti o i genitori;
  2. ha commesso, contro tali persone, un fatto al quale la legge dichiara applicabili le disposizioni sull’omicidio;
  3. ha denunziato una di tali persone – pur conoscendone perfettamente l’innocenza – per reato punibile con l’ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni. La calunnia deve essere stata accertata da un giudice.

Perde l’eredità chi ha ricevuto molte donazioni

Nel momento in cui si divide l’eredità, l’erede che ritiene di aver ricevuto di meno rispetto agli altri rispetto al “minimo” che la legge gli riconosce (cosiddetta «quota di legittima») può chiedere che vengano rifatti “tutti i conteggi” tra gli eredi, tenendo conto delle donazioni che ciascuno di questi ha ricevuto dal defunto quando ancora era in vita. Per cui, se una persona ottiene dal padre dei sostegni economici, una somma per il matrimonio o per l’acquisto della casa, o la stessa casa non può poi rivendicare nulla con la divisione dell’eredità se questa è appena sufficiente a garantire agli altri eredi le rispettive quote di legittima. Non si considera però in questo calcolo l’eventuale comodato di un immobile: se il genitore presta a uno dei figli l’uso di un appartamento, questo vantaggio non va calcolato ai fini dell’anticipo della quota di legittima.

note

[1] Cass. sent. n. 15375/2000.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Buongiorno, vorrei porre una domanda che non trova ancora risposta sul vostro sito né su altri. Ho letto infatti tutti i casi elencati sopra ma ne manca uno.
    Cosa succede quando i genitori e un figlio manipolano l’atto di successione e le quote di legittima per escludere un altro figlio? Si può solo risistemare d’ufficio o è uno dei casi in cui si può chiedere al tribunale di stabilire l’indegnità degli altri eredi?
    Mi spiego meglio.
    Madre e padre hanno figlio1 e figlio2. Figlio1 decide di non aderire alla religione dei genitori e viene escluso dalla cerchia familiare, non ricevendo mai nessun aiuto economico. Figlio2 segue i genitori e gli vengono elargiti diversi aiuti economici, sostanziali, più un immobile di pregio in cui vivere che era intestato solo a Madre, sottraendolo così al calcolo della legittima.
    Alla morte di Madre, Figlio2 e Padre si occupano della successione facendo figurare Figlio1 come rinunciatario dell’eredità, senza consultarlo, ed ereditando tutto loro due.
    In questo caso è possibile che Figlio1 proceda contro Figlio2 e Padre facendone dichiarare l’indegnità?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI