Diritto e Fisco | Articoli

Debiti col fisco: cartella nulla se l’esattore opera fuori zona

6 maggio 2018


Debiti col fisco: cartella nulla se l’esattore opera fuori zona

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 maggio 2018



Nulla l’esecuzione forzata fatta dall’Agenzia Entrate Riscossione fuori dall’ambito territoriale assegnatole. La concessionaria di una provincia non può operare al di fuori dalla sua competenza.

Anche in materia di riscossione esattoriale bisogna rispettare le regole sulla competenza territoriale. Il contribuente non può subire il pignoramento da parte di una sede dell’Agente della riscossione diversa da quella della sua zona di residenza. E lo stesso vale per le cartelle di pagamento. Questo è il pensiero della Cassazione che, espresso in una vicenda relativa a quando ancora esisteva Equitalia, lascia comunque intendere che lo stesso motivo di contestazione potrà essere sollevato anche con il nuovo esattore. Nell’ordinanza  pubblicata lo scorso 4 maggio [1], la Suprema Corte ha ribadito – perché il principio era già stato espresso in passato – che, in caso di debiti col fisco, la cartella è nulla se l’esattore opera fuori zona.

Quando operava Equitalia, il gruppo era diviso in Equitalia Nord, Equitalia Centro ed Equitalia Sud. Ognuna di queste tre operava per la propria zona e non poteva andare oltre i relativi confini. Così, il contribuente che subiva ad esempio una multa a Milano, ma era residente a Reggio Calabria, poteva essere oggetto di pignoramento solo da parte di Equitalia Sud e non da parte di Equitalia Nord. Se l’amministrazione finanziaria assegna a un ufficio dell’Agente della riscossione un’area di competenza, questi la deve rispettare e non può invadere quella di un altro ufficio; diversamente la procedura è illegittima. Su questa linea la Suprema Corte ha detto che va considerato nullo il pignoramento disposto dall’esattore fuori dall’ambito territoriale assegnatogli. La circostanza che, processualmente, l’ente locale non abbia limiti territoriali nella scelta del concessionario lede in maniera consistente la difesa, in special modo per le liti di modesto valore. Infatti, il contribuente, a causa della violazione della competenza territoriale, deve magari gestire il processo (fatto che può implicare la partecipazione all’udienza) in un luogo molto lontano dalla propria residenza, e ciò può addirittura spingere a rinunciare al ricorso. Insomma, un vero e proprio pregiudizio al diritto di difesa.

Ora il medesimo principio si pone anche per l’Agenzia Entrate Riscossione che ha preso il testimone della precedente spa. Difatti a stabilire l’obbligo di rispetto della “regola di competenza territoriale” è la legge e, in particolare, il Dpr sulla riscossione delle imposte [2]. La norma stabilisce che «il concessionario cui è stato consegnato il ruolo, se l’attività di riscossione deve essere svolta fuori del proprio ambito territoriale, delega in via telematica per la stessa il concessionario nel cui ambito territoriale si deve procedere». In altre parole, ad avviso della Cassazione, il concessionario è titolare di una potestà esecutiva limitata all’ambito territoriale assegnatogli con il provvedimento di concessione che coincide con la Provincia.

Queste regole – si diceva sopra – dovranno essere ora coniugate con l’attività del nuovo Esattore che, come tutti sanno, è un ente pubblico (Equitalia era invece una società privata). Agenzia Entrate Riscosione è una “dépendance” della stessa Agenzia delle Entrate la quale, a sua volta, ha delle regole territoriali da rispettare.

Proprio con riferimento all’Agenzia delle Entrate è stata affermata dalla giurisprudenza la possibilità di un vizio di incompetenza. In base ad un orientamento consolidato, si ritiene che l’incompetenza nell’emissione di un atto impositivo da parte di un ufficio delle Entrate diverso da quello di residenza del contribuente conduca all’inesistenza dell’atto con conseguente rilevabilità del vizio da parte dello stesso giudice (d’ufficio, ossia senza bisogno che il ricorrente sollevi l’eccezione) [3].

Tornando alla fase della riscossione, la Cassazione [3] ha sancito il principio secondo cui è nulla tanto la cartella di pagamento emessa da un Agente della Riscossione incompetente, tanto il successivo pignoramento. «La cartella di pagamento – si legge in una pronuncia dell’anno scorso – emessa da un Agente della riscossione territorialmente incompetente è affetta da nullità. Vale, anche per gli atti di riscossione, il criterio di competenza, connesso al domicilio fiscale.

Infatti, il DPR sulla riscossione esattoriale delimitano la competenza per territorio del concessionario con riguardo, in generale, a tutti gli atti successivi alla consegna del ruolo, inclusa, quindi, la cartella di pagamento e il successivo pignoramento.

note

[1] Cass. ord. n. 10701/2018 del 4.05.2018.

[2] Art. 46 del Dpr 602/1973.

[3] Cass. sent. n. 5826/1994.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI