Diritto e Fisco | Editoriale

Differenza tra sequestro e confisca

19 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 maggio 2018



Cos’è il sequestro? A cosa serve? Cosa significa che un bene è stato confiscato? Cosa sono il sequestro probatorio, il sequestro preventivo e quello conservativo?

Prendere una cosa dalle mani di un’altra persona può assumere differenti significati: potrebbe trattarsi di un prestito, di un furto, di uno scambio oppure di una vendita. Allo stesso modo, sottrarre un oggetto potrebbe anche voler dire sequestrarlo o confiscarlo. In effetti, molto spesso sequestro e confisca vengono confusi per il semplice fatto che in entrambi i casi avviene la stessa cosa: un bene viene tolto ad una persona, la quale non può più disporne. Eppure, la differenza tra sequestro e confisca è abbastanza chiara: basta semplicemente leggere le norme giuste. Vediamo allora cosa sono il sequestro e la confisca e qual è la differenza tra questi due istituti giuridici.

Sequestro: cos’è?

Non possiamo capire la differenza tra sequestro e confisca se prima non spieghiamo cosa essi siano. Cominciamo dal sequestro.

Il sequestro è uno strumento conosciuto sia dal diritto civile che da quello penale. Il sequestro comporta sempre la sottrazione di un bene, mobile o immobile, al fine di evitare che dello stesso il legittimo proprietario possa disporne.

In ambito civile, la sottrazione del bene è, più che altro, giuridica, nel senso che molto spesso la cosa sequestrata viene lasciata in custodia al proprietario stesso. L’effetto concreto che si ottiene con il sequestro, pertanto, è quello di rendere inefficaci nei confronti dei terzi gli atti di disposizione compiuti dal titolare.

In campo penale, il sequestro può essere di diversi tipi; per la precisione, tre:

  • sequestro probatorio;
  • sequestro conservativo;
  • sequestro preventivo.

Analizziamoli brevemente, in modo poi da poter comprendere meglio la differenza tra sequestro e confisca.

Sequestro probatorio: cos’è?

Il sequestro probatorio è istituto esclusivamente penale. Si tratta di un mezzo di ricerca della prova che consiste nell’assicurare una cosa mobile o immobile al procedimento per finalità probatorie, mediante lo spossessamento della cosa e la creazione di un vincolo di indisponibilità sulla medesima.

Questa indisponibilità serve per conservare immutate le caratteristiche del bene, al fine dell’accertamento dei fatti. Dunque, lo scopo del sequestro probatorio è quello di assicurare al processo il relativo mezzo di prova.

Di norma, oggetto del sequestro probatorio è il corpo del reato, cioè la cosa sulla quale o mediante la quale è stato commesso il reato [1]: si pensi al sequestro dell’arma del delitto (coltello, pistola, ecc.), oppure al sequestro di banconote false, di un mezzo danneggiato, ecc.

Corpo del reato sono anche le cose che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato: si pensi, ad esempio, al denaro proveniente da ricettazione o da riciclaggio.

Il sequestro probatorio, quindi, protegge quelle cose che possono essere utili alle indagini e che, se lasciate prive di custodia, rischiano di disperdersi o di diventare irrecuperabili.

Sequestro conservativo: cos’è?

Continuiamo nel nostro excursus all’interno delle diverse tipologie di sequestro. il codice di procedura penale, oltre a quello probatorio, contempla anche il sequestro conservativo e quello preventivo.

Il sequestro conservativo ha una finalità prevalentemente economica: infatti, il suo scopo è quello di sottrarre all’imputato la disponibilità di beni mobili o immobili in vista del pagamento della pena pecuniaria, delle spese del procedimento oppure del risarcimento dovuto alla persona offesa [2].

Il sequestro conservativo può essere richiesto sia dal pubblico ministero che dalla parte civile interessata al risarcimento del danno; a disporlo è il giudice con ordinanza, avverso la quale è possibile ricorrere al tribunale in sede di riesame [3].

Sequestro preventivo: cos’è?

Per quanto riguarda il sequestro preventivo, invece, la legge dice che, quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze dello stesso ovvero agevolare la commissione di altri reati, a richiesta del pubblico ministero il giudice ne dispone il sequestro con decreto motivato. Il giudice può altresì disporre il sequestro delle cose di cui è consentita la confisca.

Nel corso delle indagini preliminari, quando non è possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del giudice, il sequestro è disposto con decreto motivato direttamente dal pubblico ministero. Negli stessi casi, prima dell’intervento del pubblico ministero, al sequestro procedono ufficiali di polizia giudiziaria, i quali, nelle quarantotto ore successive, trasmettono il verbale al pubblico ministero del luogo in cui il sequestro è stato eseguito. Questi, se non dispone la restituzione delle cose sequestrate, richiede al giudice la convalida entro quarantotto ore dal sequestro, se disposto dallo stesso pubblico ministero, o dalla ricezione del verbale, se il sequestro è stato eseguito di iniziativa dalla polizia giudiziaria.

Il sequestro perde efficacia se non sono osservati i termini sopra indicati ovvero se il giudice non emette l’ordinanza di convalida entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta [4].

Confisca: cos’è?

Abbiamo parlato ampiamente del sequestro; ora manca l’altro polo per capire qual è la differenza tra sequestro e confisca. Parliamo quindi della confisca.

La confisca [5], come il sequestro, consiste nell’apprensione di uno o più beni. Sequestro e confisca sono dunque uguali? No. La differenza sta nel fine: mentre il sequestro comporta una sottrazione temporanea, la confisca si caratterizza, al contrario, per la sua definitività. Detto in parole semplici, il bene confiscato non viene più restituito: se non viene proprio distrutto, esso viene acquisito a titolo definitivo dallo Stato.

Facciamo un esempio. Secondo il codice penale, i beni che hanno costituito il prezzo o il profitto di uno dei principali reati contro la pubblica amministrazione (concussione, peculato, corruzione, ecc.) sono confiscati a seguito di sentenza di condanna. Se questi beni non ci sono o non sono più reperibili, è ordinata la confisca dei beni di proprietà del colpevole per un valore corrispondente al suo illecito arricchimento.

Si prenda il caso del dipendente che, avendo la disponibilità del denaro della pubblica amministrazione per cui lavora, se ne appropri. Se verrà condannato per peculato, gli verranno confiscati beni per un ammontare pari al suo furto.

Allo stesso modo, si pensi al pubblico ufficiale che, abusando delle sue funzioni, in cambio di alcuni favori si faccia regalare un’automobile. Se, a seguito di processo penale, il pubblico ufficiale verrà condannato per concussione, l’automobile che gli è stata ingiustamente regalata gli verrà confiscata.

Sequestro e confisca: qual è la differenza?

Si può dire ora che la differenza tra sequestro e confisca è chiara: il sequestro consiste in un’apprensione solamente momentanea di uno o più oggetti, mentre la confisca consiste in una pena accessoria che viene comminata a seguito di condanna e che consiste in una vera e propria espropriazione a favore dello Stato.

Da tanto si evince un’ulteriore differenza: mentre il sequestro ha natura cautelare, cioè è adottato in via preventiva per evitare che le prove vengano inquinate (sequestro probatorio), che l’imputato disperda il suo patrimonio (sequestro conservativo) oppure che lo stesso utilizzi il bene per commettere un nuovo reato (si pensi al sequestro preventivo di una pistola), la confisca ha il carattere della definitività, essendo comminata solamente a seguito di condanna.

note

[1] Art. 253 cod. proc. pen.

[2] Art. 316 cod. proc. pen.

[3] Art. 317 cod. proc. pen.

[4] Art. 321 cod. proc. pen.

[5] Art. 240 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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