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Lo sai che? RC Auto: la nuova revisione

Lo sai che? Pubblicato il 7 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 maggio 2018

Una direttiva europea ha imposto a tutte le concessionarie e centri autorizzati di dover rilasciare una nuova revisione cartacea per le auto. Vediamo come funziona.

L’Europa interviene con una direttiva molto stringente [1] a risolvere due problemi che hanno caratterizzato da sempre finora il mondo delle revisioni per le auto: innanzitutto la necessità di uniformare a livello europeo (definito col termine tecnico di omologazione) appunto i criteri di valutazione delle auto (evitando ‘auto-regolamentazioni’), e di ottemperare al rischio – nell’eventuale ‘auto-gestione’ singola di ogni centro autorizzato e dei vari Stati – di ‘conflitti di interesse’ che portino favoritismi e irregolarità. Soprattutto nel caso di re-immatricolazione, ossia di immatricolazione effettuata in un altro Stato membro diverso dall’Italia: prima se ne dovrà appurare la sua validità per poi provvedere al suo riconoscimento anche nel nostro Paese [2]. Anche nel caso di trasferimento di proprietà, il certificato di revisione resterà valido.

E poi nel caso in cui ciascuna auto-officina, delegata dal Ministero per i trasporti e le infrastrutture al rilascio delle certificazioni di revisione, possa tendere – al contempo – a fare il proprio interesse (esigendo un secondo controllo e migliore alle macchine non necessarie), ma anche quello di amici che richiedano di ‘chiudere un occhio’ su eventuali irregolarità minori, per risparmiare i costi di ‘manutenzioni’ che risultano comunque costose per ‘mettere a norma’ la propria auto. Pertanto interviene la direttiva europea con supervisioni e controlli ancor più stringenti e severi, anche sulle concessionarie stesse, a garanzia di maggiore regolarità e sicurezza; ma anche di obiettività e imparzialità [3]. Vediamo in che modo.

Rc auto più rigida nei controlli

Anche l’Italia ha accolto e recepito la direttiva europea nella propria normativa. Ovviamente si è più intransigenti e c’è meno tolleranza per tutte le situazioni non conformi ai dettami di tale regolamentazione, che disciplina le revisioni con un monitoraggio più costante. Finora la normativa prevedeva che la revisione avvenisse dopo quattro anni dalla prima immatricolazione e – successivamente – ciascun biennio. Tale disposizione [4] non è mutata; ma vi sono dei cambiamenti apportati: andiamo ad analizzarli nello specifico.

Innanzitutto, il nuovo regolamento scatterà dal prossimo 20 maggio (e, per aderirvi, non si potrà superare il termine del 20 maggio del 2021). La sua entrata in vigore vede l’istituzione di una nuova revisione per le auto, con un attestato cartaceo più dettagliato (di cui verrà rilasciata una copia). La nuova rc auto, infatti, conterrà dati molto più approfonditi e puntuali che verranno successivamente inviati al Ministero per le infrastrutture e i Trasporti (MIT), per posta elettronica tramite il Centro elaborazione dati (CED) [5]. Tale certificato deve attestare il reale stato in cui è la nostra auto. Non deve solo riportare un esito positivo e negativo, ma deve dare informazioni aggiuntive precise.

Deve innanzitutto certificare se vi sono problematiche, di che genere e classificare le carenze in lievi, gravi e pericolose (riportando eventualmente un’altra data successiva per un ulteriore controllo) [6]; nel caso il veicolo presenti più carenze appartenenti alle varie categorie, sarà incluso nel livello di gravità che corrisponde a quella più grave e superiore (che le includerà un po’ tutte dunque). Deve, poi, esservi specificato che tipo di test sono stati effettuati e i chilometri percorsi, così che non vi possa essere nessuna falsificazione successiva degli stessi al fine di una vendita in un secondo momento della auto a prezzo più vantaggioso, con l’alterazione del contachilometri. Viene sancita la responsabilità del proprietario dell’auto a tale proposito (cui è intestata la carta di circolazione), ma non solo. Vi sono controlli più forti anche sulle concessionarie, vediamo come.

Il Ministero interviene con propri tecnici sui controlli sulle revisioni auto

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti [7], infatti, non si limita più solo a delegare i singoli centri autorizzati e concessionarie ad effettuare le revisioni, accogliendo il loro parere senza poterlo contestare o non appurando quanto sia attendibile o meno. Ora scende in campo in prima linea e supervisiona e monitora ogni singolo passaggio dell’emissione della rc auto. In primis inviando propri tecnici di fiducia (chiamati ispettori) ad effettuare i controlli per le revisioni (finora effettuati da motorizzazioni, officine private e centri specializzati). Tuttavia questo non basta al Ministero per garantire la scientificità concreta dei controlli stessi e vuole fare di più per garantire sicurezza e regolarità.

Infatti rende obbligatori persino corsi di aggiornamento, con tanto di esame ad hoc, oltre ad una formazione iniziale, per tutto il personale tecnico addetto alle rc auto. Poi non sono sufficienti le elevate competenze e l’alta qualificazione dei tecnici; ma le supervisioni ed i monitoraggi avverranno da parte del Ministero persino sui singoli strumenti con cui vengono effettuate le revisioni, con la cosiddetta conformità metrologica [8]. Non ultimo, a tale proposito, è istituito un organismo di supervisione che abbia il totale controllo di ogni centro. Tanto che si può parlare di ispezione a norma vera e propria durante la revisione.

Le sanzioni e i rischi per gli inadempienti alle nuove regole rc auto

Ma quali sono i rischi e le conseguenze per chi non ottempera a tali nuovi dettami? Innanzitutto, ovviamente, come noto vi sono sanzioni salate quali multe pecuniarie [9] se si circola con un’auto che non abbia avuto una revisione. Inoltre, in caso di incidente, se l’automobile non è stata revisionata con esito positivo l’assicurazione può rivalersi sul proprietario della stessa, soggetto all’assicurazione stessa. Tuttavia, in caso di esito negativo, il veicolo può continuare a circolare per un mese, prima del successivo controllo, sebbene sulla carta di circolazione verrà apposta la seguente scritta: “Revisione ripetere – da ripresentare a una nuova visita entro un mese” [10]. Ovviamente non si incorrerà in nessuna infrazione e pertanto in nessuna sanzione fino a tale periodo. Il superamento della seguente revisione dovrà essere riportato per iscritto; altrimenti la scritta di cui sopra si muterà in “Revisione ripetere – veicolo sospeso dalla circolazione fino a nuova visita con esito favorevole. Può circolare solo per essere condotto in officina” se le anomalie riscontare in precedenza non sono state superate o se ne siano subentrate altre.

Non solo. Infine, non ultimo, se un centro di revisione autorizzato non è esso stesso ‘a norma’ (sia per quanto riguarda le apparecchiature che i requisiti per i tecnici) potrà vedersi togliere l’autorizzazione di licenza alla pratica di tale professione. Da precisare che tali disposizioni riguardano anche auto storiche d’epoca.

Nuova revisione non solo per le auto

Non è tutto, però. Tale revisione più peculiare non riguarda solo le auto (d’epoca e non). Ben viene precisato nella normativa che concerne tutti i veicoli a motore che abbiano fino a otto posti a sedere (più quello del conducente ovviamente); quelli per trasporto merci (fino e oltre le 3,5 tonnellate); moto e simili (ciclomotori, motocicli, tricicli, quadricicli); trattori, che ovviamente possano circolare sulle strade, in quanto tale legge è mirata proprio a garantire la sicurezza per tutti i mezzi di trasporto che circolino sulle strade (degli stessi e di tutti gli altri).

Tuttavia qui subentrano le prime eccezioni. Infatti NON ci si riferisce, nell’ambito dell’agricoltura, a tutte le macchine agricole diverse dai trattori a ruote; ma non è indirizzata neppure a veicoli ad uso speciale per il trasporto – ad esempio – di strumenti utili per circhi e giostre. Ovviamente tra i veicoli cui si fa riferimento, non s’intendono quelli su rotaia (i treni ad esempio, ovviamente in primis). Le revisioni partiranno a partire dal 2 gennaio di ciascun anno, entro il mese del rilascio della carta di circolazione o quello entro cui è stata effettuata l’ultima revisione a seconda dei mezzi in questione [11].

Esiste, poi, un tipo di revisione particolare, detta revisione straordinaria [12]. Quest’ultima verrà emessa dall’organo competente nel caso di un incidente così grave che abbia danneggiato a tal punto l’auto da minare la sicurezza su strada del veicolo stesso e da impedirne pertanto (di conseguenza) la circolazione.

Ovviamente, quando si parla di revisione, sono compresi anche i controlli (cui provvede l’organo competente per l’appunto) sia sulla contraffazione della velocità dei mezzi di trasporto e della loro relativa potenza dei motori, sia il loro tasso di inquinamento: ossia valutare se si tratta in qualche misura di veicoli inquinanti sia dal punto di vista ambientale (dell’aria ad esempio) che acustico (con i rumori di motori e clacson per esempio) [13]. Perché sicurezza è anche quella di garantire e tutelare la salute dei conducenti.

note

[1] La direttiva europea in merito è la 2014/45/UE del Parlamento e del Consiglio europeo del 3 aprile 2014.

[2] Con quanto dettato dal decreto ministeriale 214/2017 (costituito da 18 articoli in tutto), all’articolo 8 comma 2.

[3] Articolo 13 comma 3 del decreto ministeriale 214/2017.

[4] È il codice della strada, all’articolo 80 a sancire tali disposizioni, che riguardano ogni auto iscritta al Pubblico registro automobilistico (Pra).

[5] Articolo 8, commi 3 e 4 del decreto ministeriale 214/2017.

[6] In base a quanto stabilito all’articolo 7 del decreto ministeriale 214/2017.

[7] Soprattutto l’autorità competente prevista in tale occasione dal decreto è quella del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e il personale – Direzione generale per la motorizzazione (e i relativi Centri di controllo).

[8] Il controllo tecnico effettuato durante la revisione porta al rilascio di un vero e proprio verbale di controllo tecnico appunto, a seguito del completamento dell’ispezione stessa vera e propria in cui consiste la revisione medesima. Il funzionamento della conformità metrologica è spiegato all’articolo 11 comma 2 del decreto ministeriale 214/2017.

[9] Tali ammende vanno da 169 a 680 euro.

[10] All’articolo 9, comma 2 e 3, del decreto ministeriale 214/2017.

[11] Secondo l’articolo 2 del decreto ministeriale 214/2017.

[12] In base all’articolo 5, comma 4, del decreto ministeriale 214/2017.

[13] Secondo quanto disposto dall’articolo 6, comma 3, (sempre dello stesso decreto ministeriale 214/2017) in materia di “oggetto e metodi di controllo”, relativamente a “emissioni inquinanti”.

Autore Immagine: Pixabay.com


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