HOME Articoli

Lo sai che? Se non verso l’assegno di mantenimento cosa rischio?

Lo sai che? Pubblicato il 12 maggio 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 12 maggio 2018

Il mancato versamento dell’assegno di mantenimento all’ex moglie ha sempre costituito reato, ma vediamo in quali casi specifici.

Al termine di ogni matrimonio, sia quello civile che religioso, assistiamo alla lettura della norma del codice civile che disciplina i doveri che i coniugi acquistano reciprocamente con la loro unione [1]: l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nel’’interesse della famiglia e alla coabitazione. Ebbene, la legge prevede che, in caso di separazione (e di successivo divorzio), venuti meno l’obbligo alla fedeltà e alla coabitazione, persista (invece) quello all’assistenza morale e materiale. La ragione è piuttosto intuibile perché se è vero che separandosi i due coniugi sono autorizzati (proprio dal giudice con la sentenza) a rifarsi una nuova vita (incompatibile, dunque, con il dovere di fedeltà e di coabitazione con il precedente partner), non acquistano il diritto a disinteressarsi (moralmente ed economicamente) dell’ex coniuge nei confronti del quale restano obbligati al versamento dell’assegno stabilito dal giudice. Ebbene, se non verso l’assegno di mantenimento a seguito della separazione cosa rischio? La violazione dell’obbligo all’assistenza morale e materiale ha sempre costituito reato ma vediamo in che termini la legge riconosce tutela al coniuge inadempiente.

 Cos’è la riserva di codice in materia penale?

Non versare l’assegno alla ex moglie è sempre stato reato ma le diverse ipotesi di inadempimento (e, quindi, di reato) erano disciplinate, a seconda dei casi, dal codice civile [2], dal codice penale [3] e da alcune leggi speciali [4]. Il legislatore, con la nuova riforma [5], ha cercato di creare maggiore chiarezza e di accorpare tutte le diverse fattispecie in un’unica nuova norma inserita nel codice penale [6] che ha (di fatto) abrogato le previsioni normative previste dalle leggi speciali. Cosa rischio se non verso l’assegno di mantenimento? Il nostro codice penale prevede, da sempre, il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare che si realizza quando chiunque: –          abbandona il domicilio domestico; –          o si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale o alla qualità di coniuge comportandosi in modo contrario all’ordine ed alla morale della famiglia. Il reato che commette chi viola il dovere di assistenza morale e materiale assunto con il matrimonio è punito con la pena della reclusione fino ad un anno e con la multa da 103 a 1.032 euro (pene che si applicano congiuntamente a chi fa mancare i mezzi di sussistenza ai figli minorenni). Questa norma è stata interpretata nel senso di tutelare esclusivamente chi fa mancare all’ex coniuge i mezzi di sostentamento, con la conseguenza che non comporta una punizione per chiunque violi le prescrizioni che il giudice civile ha stabilito nella sentenza di separazione o di divorzio, ma solo per chi (attraverso quella violazione) ha privato l’ex coniuge dei mezzi necessari ad attendere le principali funzioni della vita (mangiare, dormire sotto un tetto sicuro, vestirsi). Il principio si estende anche al minore per il quale è prevista una disciplina specifica che, peraltro, rende il reato perseguibile d’ufficio: ciò in quanto la tutela (anche economica del soggetto minorenne) è di interesse primario dello stato e non solo del genitore che, dunque, una volta fatta la segnalazione con una denuncia o con un esposto, non avrà più il potere di ritirare la querela.

La legge civile sull’affidamento

Abbiamo chiarito che la norma penale (prima della riforma) consentiva di punire esclusivamente il coniuge che facesse mancare all’ex (a ai figli minorenni o, comunque, non economicamente autosufficienti) i mezzi di sostentamento, ma la lacuna penale (rispetto alla previsione sui figli) era già stata colmata dalla legge civile sull’affidamento [7] che, invece: –       si applicava ogni volta che vi fosse la mera violazione di un obbligo legale stabilito dal giudice civile; –       con riguardo a tutte le obbligazioni assunte nei confronti dei figli minorenni e/o maggiorenni. Ciò significa che la legge prevedeva già che io dovessi essere punito (per l’illecito civile previsto dalla legge sull’affidamento) per il sol fatto di non aver versato a mio figlio l’assegno di mantenimento stabilito dal giudice civile in sentenza (anche se il bambino viveva benissimo con il denaro che la madre guadagnava con il suo lavoro). Questo perché la norma punisce la mera violazione dell’obbligo sancito da un giudice, a prescindere dallo stato di necessità che può averlo determinato. Il problema della norma è che non prevede nulla in caso di omesso versamento del mantenimento all’ex coniuge, sia separato che divorziato: e, mentre nel caso di violazione degli obblighi a seguito di sentenza di divorzio, la punizione era assicurata dalla disciplina prevista dalla legge sul divorzio, l’ordinamento restava silente rispetto alla separazione.

Cosa prevedeva la legge sul divorzio?

La legge sul divorzio e, in particolare, la norma sulla mancata corresponsione dell’assegno [5], prevedeva (parliamo al passato perché, come abbiamo già detto, la norma è stata abrogata dalla nuova riforma) la punizione di chiunque non corrispondesse l’assegno. Le pene previste dalla norma erano le stesse disciplinate dal codice penale in caso di violazione degli obblighi di assistenza familiare e si applicavano solo in caso di mancato versamento dell’assegno divorzile. Ebbene, quindi, commetto reato penale se non verso l’assegno alla mia ex in caso di separazione?

Cosa accade se non verso l’assegno in caso di separazione?

Con la riforma e l’introduzione della nuova norma (in vigore dal 6 aprile 2018), si intende punire penalmente, sempre, chiunque non paghi quanto stabilito dal giudice, per il sol fatto di violare un provvedimento, a prescindere dalle condizioni economiche. In particolare, in caso di omesso versamento di qualunque tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di nullità o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, in caso di violazione degli obblighi di natura economica in materia di affidamento condiviso dei figli e di separazione dei coniugi, il colpevole potrà essere punito con la pena detentiva fino ad un anno e con la multa da 103 a 1.032,00 euro (ovvero con la stessa pena prevista per la violazione degli obblighi di assistenza familiare). La principale novità, dunque, è proprio nella punibilità in caso di omesso pagamento dell’assegno di mantenimento alla ex, anche in caso di separazione.

note

[1] Art 143 cod. civ.

[2] Art. 156 c.c. “Il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall’altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri. L’entità di tale somministrazione è determinata in relazione alle circostanze e ai redditi dell’obbligato”.

[3] Art. 570 cod. pen. “Chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale o alla qualità di coniuge, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da centotrè euro a milletrentadue euro”.

[4] Art. 12-sexies, L n. 898 del 1.12.1970, Art. 3 L.  n. 54 del 8.2.2006

[5] Art. 2 del D. Lgs. 01/03/2018, n. 21 concernente “Disposizioni di attuazione del principio di delega della riserva di codice nella materia penale a norma dell’articolo 1, comma 85, lettera q), della legge 23 giugno 2017, n. 103“, con decorrenza dal 06.04.2018.

[6] Art. 570 bis cod. pen.  “Le pene previste dall’articolo 570 si applicano al coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio ovvero vìola gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli“.

[7] Art. 12-sexies, L n. 898 del 1.12.1970


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI