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Lo sai che? Come fare successo nella vita

Lo sai che? Pubblicato il 7 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 maggio 2018

  • I segreti degli uomini più famosi del mondo per avere successo, fare business e guadagnare. La mentalità vincente e la lista delle cose da non dimenticare mai.

In questi giorni sta circolando un video sui social. Si tratta di un collage con alcuni pezzi delle interviste più famose fatte agli uomini milionari a cui è stata fatta la stessa domanda: come fare successo nella vita? È particolare come, in questo breve frammento, tutti abbiano detto la stessa cosa. Non esiste una ricetta “magica” del successo così come non esiste la fortuna o il colpo di genio; tutto passa per due assi cartesiani: la passione e il sacrificio. Senza passione cercherai di fare solo soldi e, prima o poi, cercherai una scorciatoia. Senza sacrificio, non potrai mai superare i tuoi rivali e, davanti al primo ostacolo, ti tirerai indietro.

Ma vediamo meglio quali sono le regole per fare successo nella vita.

Come avere successo secondo gli uomini più ricchi del mondo

A Elon Musk, cofondatore di Tesla Motors, è stato chiesto «Quando hai fallito per la terza volta di fila, hai pensato: “Devo chiudere tutto”?». E lui «Mai». «Perché no?» ha incalzato l’intervistatore. «Io non mi arrendo mai. Voglio dire… dovrei essere morto o completamente incapricciato…».

Steve Jobs, il mastermind di Apple, alla domanda come avere successo nella vita ha risposto così: «Le persone dicono che devi avere molta passione per quello che fai. Ed è assolutamente vero. La ragione è … perché è così difficile… che se non ti piace, ogni persona razionale si arrende. È veramente difficile. E devi farlo con costanza nel tempo. Quindi se non ami quello che fai, se non ti diverti mentre lo fai, se non lo ami veramente, prima o poi ti arrenderai».

Warren Buffett, il terzo uomo più ricco del mondo (dopo Bill Gates e Jeff Bezos) è considerato il più grande investitore di tutti i tempi. Così ha detto nel corso di un suo famoso discorso incentrato su come avere successo nella vita: «Se pensi che sarai più felice, se avrai il doppio al posto di quello che hai, probabilmente stai facendo un errore. Devi trovare qualcosa che ti piaccia e che si combini con i soldi. Altrimenti avrai grossi problemi se pensi che avere 10 o 20 volte di più è la risposta a tutto nella vita. Perché poi inizierai a fare prestiti quando non dovresti farlo. E tenterai scorciatoie in modo irragionevole. Semplicemente non ha alcun senso; e guardandoti indietro te ne pentirai.

Bill Gates, il genio della new economy, l’uomo che ha trasformato il mondo dei computer, alla domanda come avere successo nella vita, ha risposto: «Iniziare un’azienda ti prende così tanta energia che… ehm… faresti meglio a superare la paura nei confronti del rischio».

Come avere successo: valorizzare i propri fallimenti

Mi trovo in perfetta linea con questi pensieri. La nostra cultura, basata sul successo e sulla competitività, rischia di trasmettere un messaggio fortemente equivoco, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni: quello secondo cui la società si distinguerebbe in perdenti e vincenti. In realtà non è così: il vincente è solo un perdente che ha saputo rialzarsi. Il vincente è chi ha fatto dei propri fallimenti un insegnamento e, anziché abbattersi, ha imparato la lezione ed è andato avanti.

Il business è come una maratona, dove tutti partono armati delle migliori intenzioni. Poi però la folla si inizia a diradare: alcuni sbagliano direzione e, impigriti, preferiscono non tornare indietro e si fermano lì. Altri si arrendono perché il loro scopo, sin dalla partenza, era arrivare primi; per cui, se non sono sin dall’inizio nelle prime posizioni, pensano che sia inutile proseguire la gara. Altri ancora si fanno prendere da un forte slancio iniziale ma poi bruciano tutte le energie e si bloccano. Altri infine perdono molto tempo a riflettere su quale possa essere il percorso più conveniente per arrivare primi, ma così facendo restano fermi. Solo chi calibra le proprie energie e le dosa diligentemente per tutto il percorso, senza demoralizzarsi, senza demordere e senza intimorirsi nel momento in cui viene superato, arriva al traguardo. E siccome è di gran lunga superiore la gente che si ferma rispetto a quella che va avanti, alla fine il vincente non è sempre il più veloce, ma il più perseverante. La favola della lepre e della tartaruga la dice lunga.

La nostra società, basata sull’ideologia della «mentalità vincente», ha creato l’equazione “perdente = fallito”, ossia persona che non vale a nulla, da mettere ai margini. Invece ritengo che bisognerebbe premiare proprio i fallimenti più che i successi; questo per due ordini di ragioni:

  • se si premiano i fallimenti si finisce per incentivare la gente a rialzarsi;
  • senza i fallimenti non si saprà mai quale è la giusta via da percorrere. Anche il progresso è fatto da opzioni scartate. Si pensi alla medicina che arriva alla cura solo dopo aver escluso una serie di possibili alternative, tutte apparentemente valide. Chi fallisce svolge un lavoro utile alla società perché dice a tutti gli altri: «Non percorrete quella strada che non arriva da nessuna parte».

Non esistono falliti, ma solo soluzioni sbagliate. Chi vince è solo chi cade e si rialza.

Leggi anche Il segreto del successo di un professionista

Per avere successo non bisogna perdere troppo tempo a cercare l’idea giusta

Difficilmente un’idea nasce perfetta (e chi l’aspetta e, nel frattempo, non fa nulla, morirà probabilmente di fame). Esistono però la perseveranza e l’ostinazione.

Voglio, a riguardo, ricordarvi la favola dell’asino buridano.

Esisteva un asino cui la fortuna aveva dato la capacità di ragionare. Posto davanti a due cumuli di fieno perfettamente uguali e alla stessa distanza, messigli a terra dal padrone, l’asino iniziò a interrogarsi se fosse più logico e conveniente iniziare a mangiare da quello di destra o da quello di sinistra. Tanto si interrogò e tanti calcoli iniziò a fare che, nel frattempo, morì di fame e di sete.

Non fate come quest’asino. Iniziate a «fare», a «tentare», consapevoli di poter anche sbagliare. Non intimoritevi di ciò. Anzi, abbiate l’orgoglio di sbagliare. Non vergognatevi dei vostri errori, ma siatene fieri perché senza errori non arriverete mai al successo.

Successo è far succedere qualcosa

Per avere successo bisogna sacrificare tutto il proprio tempo

Gli uomini sono tra loro diversi: c’è chi è alto, chi è basso; chi è bello, chi è meno bello; chi è veloce e chi è più lento; chi è bravo nella matematica e chi nella letteratura. Ma tutti hanno una cosa in comune: il tempo. Tutti abbiamo 24 ore in una giornata. Per cui, più tempo dedicherai al tuo lavoro e più vantaggio accumulerai rispetto agli altri. Devi avere perseveranza, tenacia, testardaggine. Doti però che non sono nulla senza passione. Se ti manca la passione per ciò che fai difficilmente riuscirai a trovare il tempo nella giornata da dedicare al tuo lavoro, oltre quello “normale”.

Per avere successo bisogna saper far da sé prima di delegare

Un altro segreto per fare successo sulla vita è imparare a fare le cose da sé prima di delegarle ad altri. Se non sai come si avvita un bullone, come credi di poterlo insegnare a chi dipenderà un giorno da te? Se non sai scrivere o non sai programmare o non sai utilizzare gli strumenti del mestiere, come credi di spiegarlo ai tuoi collaboratori, come potrai criticarli o correggerli? Inizia tu a fare ciò che vuoi fare: non ideare un progetto immaginando già chi farà il lavoro per conto tuo. Harry Ford scendeva negli stabilimenti ad avvitare le viti, si metteva i guanti come un meccanico di officina.

Per avere successo bisogna saper scegliere i propri collaboratori

Un altro importante segreto del successo è saper scegliere i propri partner e i collaboratori. La fortuna dipende anche dal brainstorming, ossia dal confronto delle idee con altre persone che valgono quanto te: persone dotate della tua stessa passione, che fanno il tuo lavoro per passione e non per guadagno.

La scelta e la prudenza nell’individuare i propri soci non deve però trasformarsi in eccessiva diffidenza. C’è molta gente che dedica più tempo a stipulare patti, contratti e difese di tutti i tipi dai propri colleghi che non dai competitors. Anche in questo caso si narra una favola molto esplicativa. Tre contadini avevano intenzione di vendere le cipolle di Tropea al di là dello stretto di Messina. Perciò riempirono una barca piena di queste cipolle, fino a farne una piccola piramide. A metà traversata, una cipolla cade in mare. Uno dei contadini si getta in acqua per riprenderla, in modo da poter poi venderla da solo e conservare per sé il ricavato. Ma non riaffiora. Uno degli altri due rimasti in barca, intuendo le intenzioni del compagno, si butta anche lui per poter dividere con quest’ultimo il prezzo della cipolla caduta in mare. Ma neanche lui emerge, travolto come il primo dalle correnti. Resta il terzo con tutto il carico di cipolle; potrebbe farsi ricco, ma pensa «Quei due farabutti: erano sin dall’inizio d’accordo per fregarmi. Ma io sono più furbo di loro. Li raggiungerò e dovranno dividere anche con me il ricavato di quella cipolla». Anche lui però viene inghiottito dallo stretto di Messina. Riemerge però la cipolla che era caduta. Che, beffarda, va alla deriva con tutta la barca.

Per avere successo non devi invidiare ma imitare

Spesso chi trova una persona più in gamba di sé finisce (spesso inconsciamente) per invidiarla. E così perde il proprio tempo nel criticarla o nel cercare scorciatoie che gli consentano di raggiungerla o di ostacolarla. In realtà se trovi uno più bravo di te devi tentare di imitarlo e, se non ti riesce, devi provare a stringere sinergie o collaborazioni, in modo che tu possa imparare da lui qualcosa che non sapevi.


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