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Lo sai che? Bonus mobili per interventi di manutenzione

Lo sai che? Pubblicato il 7 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 maggio 2018

Il bonus per l’acquisto di arredi può essere riconosciuto anche per piccoli interventi di manutenzione e sostituzioni?

Rinnovare gli arredi della casa spendendo la metà: non si tratta di un concorso o di un’agevolazione a numero chiuso, ma del bonus mobili, riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate a tutti i contribuenti che acquistano arredi o elettrodomestici sino al 31 dicembre 2018.

Il bonus mobili è un’agevolazione che consente, difatti, di detrarre dalle tasse il 50% dei costi per l’acquisto di arredi, sino a un tetto massimo di 10mila euro.

Per ottenere il bonus mobili è necessario che nell’abitazione vi sia stato almeno un intervento di manutenzione straordinaria: non deve trattarsi, però, di un intervento su larga scala, ma può bastare, addirittura, la sola sostituzione della caldaia per ottenere l’agevolazione. Può bastare la sola manutenzione ordinaria, invece, per gli interventi nelle parti comuni dell’edificio.

Ma procediamo per ordine e vediamo come funziona il bonus mobili per gli interventi di manutenzione: quando può essere riconosciuto, a quanto ammonta, quali sono gli adempimenti per ottenerlo .

Come funziona il bonus mobili?

Il bonus mobili consiste nella detrazione del 50% dei costi per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici, sino a un tetto massimo di spesa pari a 10mila euro; la detrazione (pari logicamente a un massimo di 5mila euro) deve essere ripartita in 10 anni, quindi in 10 rate di uguale importo. Lo sconto massimo ammonta dunque a 500 euro all’anno: in parole semplici, grazie al bonus mobili si possono togliere dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) sino a 500 euro annui.

Facciamo degli esempi per capire meglio: se un contribuente spende 10mila euro in arredi nuovi, ne scarica 5mila dalle tasse, ripartiti in 10 anni. Ogni anno paga dunque 500 euro di tasse in meno.

Scarica lo stesso ammontare anche se spende 11mila, 20mila, 30mila euro, etc.: il tetto massimo agevolabile, difatti, non può superare 10mila euro.

Se il contribuente spende 5mila euro, ne scarica 2500 dalle tasse, ugualmente ripartiti in 10 anni. Ogni anno paga dunque 250 euro di tasse in meno.

Quali mobili sono agevolati dal bonus?

Il bonus mobili consente di agevolare l’acquisto di:

  • letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione;
  • frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

I grandi elettrodomestici devono avere la classe A+ o superiore, ad eccezione dei forni, per i quali basta la classe A.

Gli elettrodomestici senza etichetta sono agevolabili?

Se l’elettrodomestico è privo di etichetta indicante la classe energetica, secondo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate può essere comunque agevolato, purché l’indicazione della classe energetica non sia obbligatoria per legge.

Quali interventi di manutenzione danno diritto al bonus mobili?

L’acquisto dei mobili deve essere correlato a un intervento di recupero del patrimonio edilizio.

In particolare, se l’intervento riguarda una singola abitazione, può trattarsi:

  • di un intervento di manutenzione straordinaria, di restauro, di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, effettuato sulle singole unità immobiliari residenziali, anche rurali, e sulle loro pertinenze;
  • di un intervento necessario alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi; in questo caso sono compresi gli interventi di manutenzione ordinaria e di ristrutturazione urbanistica, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • di un intervento finalizzato al risparmio energetico, come la sostituzione della caldaia, se non beneficia della detrazione specifica del 65%.

L’intervento può essere anche di manutenzione ordinaria, se effettuato sulle parti comuni di un immobile residenziale, anche appartenete a un solo proprietario: tuttavia, in queste ipotesi la detrazione spetta solo per l’acquisto di mobili da destinare all’arredo delle parti comuni, come le guardiole o l’appartamento del portiere, i lavatoi, etc.

Il bonus spetta anche per l’acquisto di abitazioni che fanno parte di interi edifici ristrutturati da parte d’imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedono entro 18 mesi dal termine dei lavori alla successiva vendita o assegnazione dell’immobile.

Quali sono gli interventi di manutenzione straordinaria che danno diritto al bonus mobili?

Le opere agevolate possono riferirsi ai seguenti componenti dell’immobile:

  • impianto idraulico ed elettrico;
  • inferriate fisse;
  • soppalco;
  • pareti interne ed esterne;
  • scale ed ascensore;
  • cablatura;
  • porta blindata;
  • impianto di allarme;
  • allargamento porte e finestre;
  • pavimentazione esterna;
  • facciata ed intonaci esterni;
  • canna fumaria;
  • citofoni, videocitofoni e telecamere;
  • caldaia, caloriferi e condizionatori;
  • abbattimento delle barriere architettoniche;
  • balconi e verande;
  • box auto;
  • contenimento dell’inquinamento acustico (isolamento).

Quando devono essere eseguiti gli interventi per il diritto al bonus mobili?

Perché si abbia diritto al bonus mobili le operazioni di ristrutturazione elencate devono essere iniziate dal 2017 (non rilevano quelli iniziati precedentemente).

Gli interventi devono inoltre essere iniziati prima del pagamento effettuato per i mobili e i grandi elettrodomestici; non è invece necessario che le spese di ristrutturazione siano pagate prima di quelle per i mobili e gli elettrodomestici dell’abitazione.

Quali sono gli adempimenti per il diritto al bonus mobili?

Per accedere al bonus mobili è necessario essere in possesso dei seguenti documenti:

  • fattura relative alle spese sostenute, o scontrino con codice fiscale dell’acquirente e indicazione dei beni acquistati;
  • bonifico ordinario, (è stato chiarito che non serve quello specifico per le ristrutturazioni edilizie [1]); in alternativa, carta di credito o di debito (bancomat);
  • dichiarazione di ristrutturazione, o, in alternativa, titolo abilitativo comunale da cui risulti la data di inizio lavori; se non necessari, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

note

[1] Circ. 7/E/2016.


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