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Le professioni più richieste dal mercato

6 Maggio 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 6 Maggio 2017



Quali sono i lavori del futuro e quali quelli più richiesti attualmente? Ha risposto a queste domande un noto motore di ricerca dedicato all’occupazione.

Negli ultimi anni stiamo assistendo a un radicale cambiamento delle figure professionali, sia per la preparazione ricercata dalle piccole aziende, sia per la sempre maggiore specializzazione e professionalità richiesta dai grandi gruppi industriali. In questo cambiamento sicuramente, un ruolo di fondamentale importanza, lo sta giocando la tecnologia, alla base di un processo di cambiamento che ha investito ormai tutti gli ambiti del lavoro moderno.

La conferma del mercato

«Non ci sono dubbi sul fatto che la tecnologia impatterà in maniera prorompente sul mercato del lavoro nell’immediato futuro – conferma Rob Brouwer, Ceo di Jobrapido, il motore di ricerca che si occupa di occupazione e che ha stimato oltre 4mila offerte di lavoro su tutto il territorio nazionale. Anche se, continua – la chiave per cavalcare al meglio questo cambiamento risiede però nel non dimenticarsi di quelle professioni ancora slegate dai nuovi processi tecnologici, ma che incidono nell’economia complessiva di un Paese».

Un ragionamento che, stando ai risultati della ricerca portata avanti proprio da Jobrapido, trova una perfetta applicazione nel tessuto osseo dell’economia italiana, formato al 90% da Piccole e Medie Imprese.

I risultati dell’indagine

Al contrario di quanto si potrebbe pensare, quindi, non ci sono solo lavori legati all’hi-tech. Non mancano artigiani e professionisti, soprattutto nell’ambito Food, tra Wine Specialist e Sommelier, Food Manager e Agricoltori. E poi ci sono numerose opportunità per giardinieri, estetisti, parrucchieri, beauty consultant. E infine: Sanità e istruzione, con infermieri e docenti.

Quindi, riassumendo, oltre alle professioni “digital”, troviamo: Wine Specialis, Sommelier, Food Manager, Agricoltori, giardinieri, estetisti, parrucchieri, beauty consultant, infermieri e docenti.

“L’Italia – conclude Brouwer – è una nazione che da sempre è economicamente forte nella produzione artigianale, nell’agricoltura e in tutta l’industria del cibo o della ristorazione. Non considerare questi settori al pari di tutti quelli in cui la tecnologia è dominante, impatterebbe negativamente nell’economia generale del Paese”.

note

Autore immagine: 123rf.com


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