Diritto e Fisco | Editoriale

Contributi IVS


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 maggio 2018



Che cosa sono i contributi IVS? A cosa servono? Chi deve versarli? A quanto ammontano? Ecco tutto quello che c’è da sapere sui contributi IVS 2018

Hai mai sentito parlare di contributi IVS? Ti sei mai chiesto cosa sono e a che cosa servono? La risposta è molto semplice. I contributi IVS (acronimo di invalidità, vecchiaia e superstiti) altro non sono che una contribuzione obbligatoria da versare all’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale), o ad altre gestioni speciali, a carico del lavoratore autonomo, ovvero del lavoratore subordinato, mediante trattenuta in busta paga. Il fine, come è possibile intuire dalle parole stesse, è quello di garantire una tutela assicurativa in caso di invalidità, vecchiaia o morte del lavoratore. Quindi, mediante il versamento mensile di una determinata somma, l’Inps è in grado di tutelare il lavoratore contro l’interruzione dell’attività lavorativa per ragioni legate all’invalidità o all’anzianità, ma anche i superstiti nei casi di morte dei titolari. Ma la quota da versare a titolo di IVS è uguale per tutti? La risposta è negativa. Il contributo IVS è soggettivo, in quanto è strettamente legato alla categoria di lavoratori e al reddito da questi ultimi prodotti. Ma dipende anche da alcuni parametri stabiliti direttamente dall’Inps annualmente. Andiamo quindi in ordine e vediamo innanzitutto chi sono i lavoratori obbligati a versare tale contributi, come si versa e soprattutto a quanto ammonta l’esborso annuale per garantire le predette tutele.

Chi è tenuto a pagare i contributi IVS?

Ma chi sono i lavoratori obbligati a pagare ogni mese i contributi IVS? Ebbene, a titolo meramente esemplificativo, si tratta di:

  • lavoratori dipendenti del settore privato, nonché gli apprendisti iscritti all’Ago (Assicurazione generale obbligatoria);
  • collaboratori e le figure assimilate, nonché i professionisti dotati di partita Iva iscritti alla gestione separata Inps;
  • artigiani ed esercenti attività commerciali;
  • lavoratori dello spettacolo e degli sportivi professionisti iscritti alla gestione ex-Enpals istituita presso l’Inps. Stiamo parlando, in particolare, del Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (Fpls) e del Fondo Pensione Sportivi Professionisti (Fpsp).
  • giornalisti iscritti all’Inpgi (Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani);
  • mezzadri, i coloni, gli Iap (Imprenditori agricoli professionali) e i coltivatori diretti.

Più in generale, si tratta dunque di tutti i lavoratori, tranne quelli della pubblica amministrazione. Per i lavoratori dipendenti è il datore di lavoro a occuparsi del versamento del contributo attraverso la trattenuta della quota dalla busta paga del lavoratore.

Come si determinano i contributi IVS?

Come già accennato, l’importo del contributo da versare non è uguale per tutti le sua determinazione dipende da diversi criteri, quali: categoria di lavoratore, aliquota contributiva, reddito prodotto, fascia di retribuzione minima e massima. Alcuni parametri sono fissati direttamente dall’Inps, che con Circolare stabilisce annualmente quanto i lavoratori soggetti a contribuzione IVS sono tenuti a versare.

Come si pagano i contributi IVS?

Anche qui possiamo dire che le modalità di versamento si diversificano in relazione al lavoratore preso in considerazione. Infatti:

  • per i lavoratori dipendenti, la quota viene trattenuta in busta paga da datore di lavoro;
  • per i lavoratori autonomi, invece, la quota va versata entro i termini stabiliti, utilizzando il modello F24.

Contributi IVS: quanto pagano i lavoratori dipendenti?

Come appena detto, il contributo IVS va pagato anche dai lavoratori dipendenti, sia a tempo determinato che indeterminato. In via generale, l’aliquota contributiva non supera il 33%, di cui 9,19% sono a carico del lavoratore. Il calcolo dei contributi IVS a carico del lavoratore e del datore di lavoro sono stabiliti in base al minimale giornaliero calcolato ogni anno dall’INPS: per il 2018 è pari a 48,20 euro. Per i dipendenti che hanno invece un’aliquota IVS a proprio carico inferiore al 10% è previsto il versamento di un contributo aggiuntivo IVS dell’1%, una maggiorazione dovuta a partire dalla retribuzione che supera la prima fascia: per il 2018 è pari a 46.630,00 euro annui, vale a dire 3.866,00 euro al mese. In tali casi, è il datore di lavoro a provvedere al versamento dell’intera contribuzione, anche della parte a carico del lavoratore.

Contributi IVS: quanto pagano i lavoratori iscritti alla gestione separata Inps?

I contributi IVS dovuti alla gestione separata Inps si differenziano in base all’inquadramento dei soggetti iscritti. In particolare:

  • i liberi professionisti, i quali non sono assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie avranno l’obbligo di versare una contribuzione pari al 25,72% così composto: 25% come IVS, e 0,72% come aliquota aggiuntiva;
  • i liberi professionisti i quali siano invece titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria, saranno soggetti al versamento dell’aliquota prevista per l’anno 2018, pari al 24%;
    • i collaboratori e figure assimilate:
  • non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL, saranno tenuti al versamento di un’aliquota contributiva pari al 34,23%%, così composto: 33% come IVS, 0,72% come aliquota aggiuntiva e 0,51% a titolo di DIS-COLL;
  • non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL, saranno tenuti al versamento di un’aliquota contributiva pari al 33,72%, così composto: 33% come IVS e 0,72% come aliquota aggiuntiva.
    • con riferimento invece ai collaboratori e figure assimilate i quali siano titolari di pensione o provvisti di un’altra tutela pensionistica obbligatoria, avranno l’obbligo di versare un’aliquota pari al 24% per l’anno 2018.

ALIQUOTE CONTRIBUTIVE 2018

Categoria di lavoratore

Aliquote
Liberi professionisti Non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie 25,72%
Titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria 24%
Collaboratori e figure assimilate Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL 34,23%
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL 33,72%

Per quanto concerne la ripartizione dell’onere contributivo, essa è diversa in base alle particolari caratteristiche del lavoratore stesso, quindi:

  • per i soggetti collaboratori e figure assimilate, l’onere contributivo è ripartito tra collaboratore e committente, rispettivamente nella misura di un terzo (collaboratore) e due terzi (committente).
  • per quanto riguarda invece i soggetti liberi professionisti, in quanto iscritti alla Gestione Separata INPS, l’onere contributivo è totalmente a carico degli stessi, con la facoltà di applicare in fattura una rivalsa del 4%.

Contributi IVS: quanto pagano gli artigiani e commercianti?

I contributi IVS dovuti dagli iscritti alle gestioni artigiani ed esercenti attività commerciali dell’INPS, hanno raggiunto – per l’anno 2018 – la quota massima del 24% (si applica uno 0,09% in più per i commercianti).

  Artigiani Commercianti
Titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori maggiori di 21 anni. 24% 24,09%
Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni (*). 21% 21,09%
(*) La riduzione contributiva al 21% (artigiani) e 21,09% (commercianti) è applicabile fino a tutto il mese in cui il collaboratore interessato compie i 21 anni.

Si applica un ulteriore punto percentuale per i redditi compresi tra 46.630,01 euro e 77.717 euro, fino a concorrenza del massimale di reddito annuo, oltre il quale decade l’onere previdenziale, che per il 2018 è pari ad € 77.717, equivalenti a due terzi in più del limite stesso (€ 46.630 + € 31.087). A tal proposito, si ricorda che i contributi IVS si versano:

  • in misura fissa trimestralmente, se il reddito dello stesso è inferiore al minimale annuo (15.710,00 euro;
  • con il sistema degli acconti e saldo (stesso meccanismo dell’Irpef), per la parte eccedente al minimale annuo.

Contributi IVS: quanto pagano i lavoratori dello spettacolo e sportivi professionisti?

Per quanto concerne i lavoratori dello spettacolo e per gli sportivi professionisti indipendentemente dalla natura del rapporto, sia esso subordinato o autonomo, l’aliquota contributiva IVS è, generalmente, pari al 33% della retribuzione minima giornaliera, di cui un terzo a carico del lavoratore.

Contributi IVS: quanto pagano i giornalisti Inpgi?

I giornalisti, pubblicisti e praticanti iscritti alla gestione previdenziale separata presso l’Inpgi, sono tenuti al versamento della contribuzione al predetto istituto nelle seguenti misure:

  • 10% del reddito professionale netto nei limiti del massimale imponibile, per il contributo soggettivo;
  • 2% a carico del committente, per il contributo integrativo.

Per i soggetti che svolgono collaborazioni coordinate e continuative l’iscrizione alla predetta Gestione separata comporta l\’assoggettamento alla contribuzione nella misura del 26% (oppure del 17% se il collaboratore è titolare contestualmente di altra posizione assicurativa o pensionato), di cui un terzo a carico del collaboratore. Il versamento della contribuzione è effettuato interamente dal committente. In presenza di rapporto di lavoro subordinato intercorrente tra un’impresa e un giornalista o pubblicista, la contribuzione obbligatoria IVS è pari al 33% della retribuzione imponibile determinata secondo i criteri vigenti per la generalità dei lavoratori dipendenti [1]. Il versamento è effettuato dal datore di lavoro anche per la quota (un terzo) a carico del lavoratore.

Contributi IVS: quanto pagano i coltivatori diretti, mezzadri, coloni e Iap?

Il contributo Ivs per coltivatori diretti, coloni, mezzadri e Iap, si distingue in base a 3 fattori:

  1. ubicazione geografica dell’impresa: se è allocata in zone svantaggiate il contributo è minore;
  2. fascia di reddito dell’azienda: nella prima fascia rientrano quelle  con reddito agrario fino a 232,40 euro; nella seconda fascia quelle tra 232,41 e 1.032,91 euro; nella terza fascia quelle tra 1.032,92 e 2.324,05; nella fascia quarta tutti gli altri redditi.
  3. età del contribuente: il contributo differisce se il contribuente ha un’età maggiore o minore di 21 anni.

L’aliquota per le aziende agricole è fissata attualmente al 28,90% a carico del datore di lavoro e all’8,84% a carico del lavoratore. I contributi IVS per coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali sono determinati moltiplicando il reddito medio convenzionale – fissato per l’anno 2018 nella misura di 56,83 euro – per il numero di giornate indicate nella “Tabella D” prevista dalla norma [2], in corrispondenza della fascia di reddito convenzionale in cui è inserita l’azienda [3].

note

[1] Inpgi, Circolare n. 1 del 18.1.2018. [2] Legge 2 agosto 1990, n. 233. [3] Inps, Circolare n. 96 del 31.5.2017.

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