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Controllo automatizzato dichiarazione dei redditi

19 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 maggio 2018



Cos’è il controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi, come funziona e come difendersi.

Tutte le dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti, persone fisiche e imprese, sono controllate dall’Agenzia delle Entrate. I controlli servono chiaramente per verificare che non vi siano irregolarità e che siano stati correttamente indicati tutti i redditi (redditi da lavoro, redditi da fabbricati ecc.), le deduzioni e le detrazioni, i contributi, i rimborsi ecc. Dai controlli possono scaturire, in caso di irregolarità, maggiori imposte da pagare e/o delle sanzioni e, se il contribuente non paga, il Fisco può affidare il recupero dei tributi all’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Esistono due tipologie di controlli delle dichiarazioni dei redditi: il controllo formale e il controllo automatizzato. Il primo non riguarda tutte le dichiarazioni, ma solo quelle selezionate dal Fisco perché presentano rischi di irregolarità: in questi casi l’analisi viene effettuata confrontando quanto dichiarato dal contribuente con i documenti attestanti i dati dichiarati. Il controllo automatizzato riguarda, invece, tutte le dichiarazioni dei redditi e viene effettuato sulla base dei dati risultanti dalla stessa dichiarazione e dall’Anagrafe Tributaria (rapporti di lavoro, immobili intestati, successioni ereditarie ecc.).

In questa sede esamineremo il controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi, per capire cos’è, come funziona e quali conseguenze può comportare.

Controllo automatico dichiarazione dei redditi: cos’è

Il controllo automatico della dichiarazione dei redditi è il controllo di regolarità effettuato su tutte le dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti, persone fisiche e persone giuridiche, ai fini delle imposte sui redditi (Irpef e Ires) e dell’Iva.

Il controllo consiste in una procedura automatizzata di liquidazione di imposte, contributi, premi e rimborsi, sulla base dei dati e degli elementi risultanti dalle stesse dichiarazioni o dall’Anagrafe tributaria.

Se a seguito del controllo automatizzato non si riscontrano irregolarità, il contribuente non riceve alcuna comunicazione. Diversamente, l’Agenzia delle Entrate gli notificherà un avviso comunicando la presenza di errori e irregolarità.

Comunicazione controllo automatico dichiarazione dei redditi

Se il contribuente riceve un avviso dell’Agenzia delle Entrate con la dicitura “art 36-bis del Dpr 600/1973 per le imposte sui redditi e 54-bis del Dpr 633/1972 per l’Iva”, si tratta di una comunicazione a seguito di controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi. La comunicazione di irregolarità viene spesso denominata anche “avviso bonario”.

La comunicazione irregolarità emesse a seguito del controllo automatizzato segnalano la presenza di errori e consentono al contribuente o di pagare le somme indicate oppure di contestare/fornire le ragioni dell’irregolarità.

Più precisamente, il controllo automatico delle dichiarazioni dei redditi consente di:

  • correggere gli errori materiali e di calcolo commessi dai contribuenti nella determinazione degli imponibili, delle imposte, dei contributi e dei premi
  • correggere gli errori materiali commessi dai contribuenti nel riporto delle eccedenze delle imposte, dei contributi e dei premi risultanti dalle precedenti dichiarazioni
  • ridurre le detrazioni d’imposta e/o le deduzioni dal reddito indicate in misura superiore a quella prevista dalla legge ovvero non spettanti sulla base dei dati risultanti dalle dichiarazioni
  • ridurre i crediti d’imposta esposti in misura superiore a quella prevista dalla legge ovvero non spettanti sulla base dei dati risultanti dalle dichiarazioni
  • controllare la corrispondenza con la dichiarazione e la tempestività dei versamenti delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti a titolo di acconto e di saldo e delle ritenute alla fonte operate in qualità di sostituto d’imposta.

Le comunicazioni di irregolarità sono inviate al contribuente:

  • con raccomandata a/r, al domicilio fiscale del contribuente che ha trasmesso direttamente la dichiarazione
  • attraverso il canale Entratel, all’intermediario che ha inviato in via telematica la dichiarazione (per esempio commercialista), il quale l’obbligo di informare tempestivamente i propri clienti del ricevimento della comunicazione.

Comunicazione controllo automatico dichiarazioni: quando è obbligatoria

La legge non prevede l’obbligo, in capo all’Agenzia delle Entrate, di comunicare l’esito della liquidazione, sempre e comunque; la comunicazione è obbligatoria solo quando dai controlli automatici emerga un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione o l’accertamento di una imposta maggiore o diversa da quella liquidata nella dichiarazione controllata.

Secondo la Cassazione, l’invio al contribuente della comunicazione di irregolarità, al fine di evitare la reiterazione di errori e di consentire la regolarizzazione degli aspetti formali, è dovuto solo se dai controlli automatici emerga un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione ovvero un’imposta o una maggiore imposta e, comunque, la sua omissione determina una mera irregolarità e non preclude, una volta ricevuta la notifica della cartella, di corrispondere quanto dovuto con riduzione della sanzione, mentre tale adempimento non è prescritto in
caso di omessi o tardivi versamenti, ipotesi in cui, peraltro, non spetta la riduzione delle sanzioni amministrative.

Comunicazione controllo automatico dichiarazione: è impugnabile?

Secondo la più recente giurisprudenza della Cassazione, l’avviso bonario notificato al contribuente a seguito di controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi è un atto impugnabile. L’impugnazione non è tuttavia obbligatoria, ma solo facoltativa, ben potendo il contribuente impugnare la successiva cartella.

Tra gli avvisi di accertamento o di liquidazione, impugnabili dinanzi al giudice tributario, rientrano tutti quegli atti con cui l’Amministrazione comunica al contribuente una pretesa tributaria ormai definita, anche quando tale comunicazione non si concluda con una formale intimazione di pagamento, sorretta dalla prospettazione in termini brevi dell’attività esecutiva, bensì con un invito bonario a versare quanto dovuto.

Non assume dunque alcun rilievo la mancanza della formale dizione “avviso di liquidazione” o “avviso di pagamento” o la mancata indicazione del termine o delle forme da osservare per l’impugnazione o della commissione tributaria competente.

Il contribuente ha la facoltà (non l’obbligo) di impugnare tutti quegli atti con i quali l’Amministrazione porti a conoscenza una ben individuata pretesa tributaria, esplicitandone le ragioni fattuali e giuridiche, come nel caso della comunicazione di irregolarità a seguito di controllo automatizzato delle dichiarazioni.

Controllo automatico dichiarazione dei redditi: termini

Per legge, l’amministrazione finanziaria procede al controllo automatizzato, entro l’inizio del periodo di presentazione delle dichiarazioni relative all’anno successivo. Tale termine non è tuttavia perentorio. È valido anche il controllo effettuato oltre tale termine.

L’unico temine perentorio di decadenza previsto dalla legge riguarda la successiva notifica della cartella di pagamento.

L’Agenzia delle Entrate Riscossione deve notificare la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo o al coobbligato nei confronti dei quali procede, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. La cartella notificata oltre tale termine è illegittima.

Controllo automatico dichiarazione dei redditi: come regolarizzare

Se effettivamente sussiste l’irregolarità segnalata dalla comunicazione, il contribuente può regolarizzare la propria posizione pagando una sanzione ridotta.

La regolarizzazione deve avvenire entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione di irregolarità: il contribuente paga l’imposta dovuta, gli interessi e la sanzione ridotta a 1/3.

In caso di avviso telematico all’intermediario che ha trasmesso la dichiarazione, il termine di 30 giorni per effettuare il pagamento e fruire della sanzione ridotta inizia a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla trasmissione dell’avviso.

Controllo automatico dichiarazione dei redditi: come contestare

Se, invece, il contribuente ritiene che la comunicazione di irregolarità non sia corretta, può rivolgersi a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, fornendo gli elementi che provino la correttezza dei dati dichiarati. Se l’ufficio provvede alla rettifica parziale della comunicazione, il termine per usufruire della riduzione della sanzione decorre dalla data di comunicazione della correzione da parte dell’ufficio.

Inoltre, il contribuente può utilizzare direttamente il servizio “Civis”, se abilitato a Fisconline, o il servizio di assistenza attraverso la posta elettronica certificata (Pec).

Controllo automatico dichiarazione dei redditi: cosa succede se non si paga

Se entro il termine di 30 giorni il contribuente non paga e non presenta i documenti utili a provare la regolarità della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate attiva il recupero coattivo delle imposte, sanzioni e interessi tramite iscrizione a ruolo.

Il contribuente riceverà dunque una cartella esattoriale da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, con l’intimazione al pagamento entro 60 giorni.

Controllo automatico della dichiarazione dei redditi: cartella esattoriale

A seguito del controllo automatico delle dichiarazioni dei redditi, le somme emerse a titolo di maggiore imposta, interessi e sanzioni, non pagate dal contribuente, vengono iscritte a ruolo e affidate all’Agente della riscossione per il recupero mediante cartella esattoriale.

Secondo la Cassazione, l’obbligo di comunicazione al contribuente, tramite avviso bonario prima della cartella di pagamento, sussiste solo quando la dichiarazione risulta errata in sede di controllo automatico. Non è invece previsto l’obbligo di comunicazione se il contribuente non ha versato l’imposta, pur avendo presentato una dichiarazione corretta.

L’invio al contribuente della comunicazione di irregolarità è dunque previsto soltanto nelle ipotesi in cui, dai controlli automatici emerga “un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione”. Se in tali casi, la comunicazione non viene inviata prima della cartella, quest’ultima è illegittima.

Al contrario, se la dichiarazione sia risultata regolare, l’Agenzia delle Entrate può notificare direttamente la cartella di pagamento, senza dover prima informare il contribuente dell’esito dei controlli sulla dichiarazione. La cartella di pagamento è, pertanto legittima anche se l’iscrizione a ruolo non sia stata preceduta dall’avviso bonario.

La cartella è in ogni caso illegittima se notificata oltre il termine di decadenza del 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

Per esempio, il 31 dicembre 2018 scadrà il termine di decadenza per la notifica delle cartelle emesse a seguito di controllo delle dichiarazioni dei redditi relative al periodo di imposta 2014.


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