Diritto e Fisco | Editoriale

Se la madre non fa dormire il figlio dal padre che rischia?

8 maggio 2018


Se la madre non fa dormire il figlio dal padre che rischia?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 maggio 2018



Risarcimento del danno per ogni giorno in cui viene violato l’ordine del giudice di rispettare il diritto di visita del padre.

Sono già diversi weekend che la tua ex moglie trova scuse per non far dormire vostro figlio da te. Eppure il giudice, con la sentenza di divorzio, aveva chiaramente stabilito i limiti e le condizioni per l’esercizio del diritto di visita da parte del padre. Preso atto dei tuoi diritti, hai deciso di tutelarli agendo in tribunale per ottenere il rispetto delle condizioni relative all’affidamento del minore. Tuttavia, ti frena una certa diffidenza: anche vincendo la causa, non è detto che la madre si attenga all’ordine del giudice. Se non lo ha fatto sino a oggi non v’è ragione per cui debba rispettarlo un domani. Alla ricerca di una soluzione per risolvere il tuo problema e capire che rischia la madre che non fa dormire il figlio dal padre ti consulti con il tuo avvocato. Nel frattempo però possiamo darti un utile suggerimento sulla scorta di un recente e interessante decreto pubblicato in questi mesi dal Tribunale di Milano [1].

La prima cosa che va detta è che tanto il padre quanto la madre hanno l’obbligo – giuridico e morale – di fare in modo che il figlio mantenga ottimi rapporti con entrambi i genitori. Questo obbligo non si sostanzia solo in un comportamento negativo – astenersi cioè dal frapporre ostacoli agli incontri – ma anche in un atteggiamento attivo, volto a rimuovere tutte le difficoltà, gli ostacoli e le diffidenze che il giovane dovesse mostrare nel voler incontrare l’altro genitore (di solito quello che non convive con lui). Tanto è la diretta conseguenza di un diritto di ogni figlio che viene detto «diritto alla bigenitorialità», ossia a conservare legami affettivi stabili tanto con il papà quanto con la mamma.

Chi viola il diritto alla bigenitorialità del figlio – necessario per la crescita e la serenità del minore – può addirittura perdere la collocazione dei figli se questi vivevano con lui o, nei casi più gravi, anche l’affidamento condiviso. Nel primo caso, i minori andrebbero a vivere con l’altro genitore, nel secondo invece il genitore colpevole perderebbe la possibilità di far valere le proprie decisioni nella gestione ordinaria e straordinaria dei bambini, pur continuando a concorrere nelle spese per il loro mantenimento.

Oltre a ciò, esiste un filone di sentenze che riconosce il cosiddetto danno da alienazione genitoriale: tutte le volte in cui il figlio arriva a nutrire un’avversione forte nei confronti del genitore con cui non vive, dettata proprio dalle influenze negative, dal boicottaggio e dalla denigrazione operata dall’altro genitore, scatta anche il diritto al risarcimento (in alcuni casi gli importi hanno raggiunto i 10mila euro). Questa possibilità è confinata ai casi più estremi, quelli cioè da “servizi sociali”, quando si arriva a parlare di una vera e propria patologia che sfocia nel completo rifiuto della figura paterna (di solito quella maggiormente vittima di tale situazione).

Il problema da cui siamo partiti però è quello del genitore che non rispetta gli ordini del giudice sul diritto di visita. Ritorniamo quindi al caso della madre che non vuol far dormire i figli a casa del padre e ogni volta trova una scusa diversa. A questo punto il padre può ricorrere al giudice per ottenere la condanna dell’ex moglie e, insieme ad essa, l’obbligo a pagare un risarcimento per ogni giorno – successivo all’emissione della sentenza – in cui il provvedimento giudiziale non sarà rispettato. Questo potere è riconosciuto al giudice dal codice di procedura civile [2] che stabilisce quanto segue:

«Con il provvedimento di condanna il giudice, salvo che ciò sia manifestamente iniquo, fissa, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dall’obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del provvedimento».

Questo tipo di provvedimenti vengono detti astreinte ed è il modo per evitare di dover ricorrere ogni volta dal giudice se una delle parti non rispetta il contenuto della sentenza.

Secondo il tribunale di Milano dunque si può applicare questa misura per tutti i casi  in cui, dopo l’emissione della sentenza, la parte soccombente non adempie all’ordine del magistrato. Scatta così un risarcimento giornaliero per la mamma separata che ostacola i rapporti dell’ex marito col minore: per ogni giorno che, senza motivo, impedisce al figlio di pernottare dal papà dovrà pagare a quest’ultimo 50 euro. E ciò si rende necessario per far rispettare l’ammonimento rivolto alla donna, responsabile di atteggiamenti ostativi rispetto ai rapporti fra l’altro genitore e il minore.

note

[1] Trib. Milano, decr. del 7.01.2018.

[2] Art. 614-bis cod. proc. civ.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

  1. ALLE MADRI CHE IMPEDISCONO DI STARE CON I PADRI 50 EURO DI MULTA AL GIORNO AI PADRI INVECE RISCHIANO LA GALERA….MA CHE EQUITA’!!!

  2. SE LA MADRE IMPEDISCE AL FIGLIO DI STARE CON IL PADRE RISCHIA 50 EURO AL GIORNO, MENTRE SE LO FANNO I PADRI RISCHIANO LA GALERA??? MA CHE EQUITA’!!!

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI