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Spese veterinarie detraibili


Spese veterinarie detraibili

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 maggio 2018



Animali da compagnia, cani e gatti: quali sono le detrazioni fiscali previste dalla legge per il pagamento del veterinario e delle medicine?

Hai un cane e un gatto in casa. La loro salute non ha prezzo, così spesso li porti dal veterinario. Le spese per i controlli e per le medicine che sostieni periodicamente pesano però sul bilancio familiare e, a fine mese, vorresti recuperare una parte di questi soldi. Lo puoi fare grazie alle detrazioni fiscali per le spese veterinarie previste dalla legge. Come vedremo a breve, infatti, la legge ti consente di scalare dalle tasse il 19% dei costi proprio come avviene con le visite mediche e i farmaci acquistati per l’uomo. Mica male se si considera che, spesso, si spende per l’animale di compagnia quasi quanto per un figlio. In questo articolo vedremo quali sono le spese veterinarie detraibili e come funzionano.

Spese veterinarie detraibili: cosa sono?

Quando si parla di detrazioni fiscali per le spese veterinarie si intende la possibilità di sottrarre, una certa quota di quanto speso per il proprio animale, dalle tasse da pagare allo Stato a fine anno, ossia dall’Irpef. In pratica, una volta che il tuo commercialista o il Caf sarà in possesso di tutta la documentazione medica che attesta il sostenimento di tali spese, dopo che avrà calcolato l’importo a titolo di Irpef che devi versare all’erario, sottrarrà il 19% dei costi documentati per tali esigenze. Come vedremo però c’è un limite massimo di spesa detraibile oltre il quale non è possibile usufruire del beneficio fiscale. Tanto per fare un esempio, se una persona ha speso in un anno 100 euro di spese veterinarie e deve pagarne 1.000 allo Stato per le tasse, ne verserà invece solo 981 (ossia 1000 euro sottratto il 19% di 100 euro, ossia 19 euro). In verità, l’esempio non è calzante perché, come vedremo a breve, è prevista una franchigia minima di 129,11 euro e la detrazione spetta solo sulla parte che eccede tale importo; tuttavia abbiamo fatto questo esempio solo per facilitare la comprensione del meccanismo numerico.

Spese veterinarie detraibili: quale legge lo prevede?

A stabilire la possibilità delle detrazioni fiscali per le spese veterinarie è il testo unico delle imposte sui redditi che stabilisce la detrazione del 19% per le spese veterinarie sostenute per la cura degli animali. La norma di riferimento da tenere a mente è l’articolo 15, primo comma, lettera c-bis del cosiddetto TUIR.

Per quali animali spettano le detrazioni fiscali sulle spese veterinarie?

Passiamo ora a vedere su quali spese veterinarie spetta la detrazione fiscale. Un decreto ministeriale del 2001 prevede che la detrazione fiscale spetta per le spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva.

La detrazione non spetta invece per gli animali destinati all’allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare e per gli animali di qualunque specie allevati o detenuti nell’esercizio di attività commerciali o agricole, né in relazione ad animali utilizzati per attività illecite.

Quali sono le spese veterinarie detraibili?

Quando si parla di spese veterinarie detraibili non si intende solo il compenso versato al veterinario ma anche i soldi spesi in farmaci. L’elenco degli sconti fiscali quindi è abbastanza ampio. Più in particolare è possibile godere delle detrazioni fiscali per le spese relative:

  • alle prestazioni professionali rese dal veterinario [2];
  • all’acquisto di medicinali specifici prescritti;
  • alle analisi di laboratorio e agli interventi presso cliniche veterinarie [3].

Fino a che importo è possibile godere delle detrazioni fiscali veterinarie

La legge stabilisce un tetto minimo e massimo entro il quale è possibile ottenere le detrazioni fiscali in commento. Oltre questo tetto le spese veterinarie restano completamente a carico del contribuente. 

Tetto minimo o franchigia

Affinché le spese veterinarie possano essere detratte dalle tasse devono essere superiori a 129,11 euro. Si può detrarre solo il 19% della parte che supera questo importo che viene detto franchigia. Quindi, se spendiamo 100 euro non possiamo detrarre nulla dalle tasse; invece se ne spendiamo 200, possiamo detrarre solo il 19% di 70,89 (che è la differenza tra 200 e 129,11 euro). 

Tetto massimo 

Non è possibile detrarre più di 387,34 euro all’anno di spesa per veterinario e farmaci. Questo significa che la parte eccedente sarà interamente a carico del contribuente. Il limite di spesa di 387,34 euro deve essere riferito all’ammontare complessivo delle spese sostenute dal soggetto che intende usufruire della detrazione, indipendentemente dal numero di animali posseduti.

In sintesi: su quante spese veterinarie spetta la detrazione fiscale?

Dai due dati appena forniti si comprende che la detrazione fiscale ha un margine molto ristretto e riguarda solo la parte di spesa che, superando 129,11 euro rientra fino a 387,34 euro.

Pertanto, l’importo massimo delle spese che danno diritto alla detrazione è pari a 258,23 euro (387,34 – 129,11 euro) e la detrazione massima ottenibile è quindi di 49,06 euro (258,23 x 19%).

A chi spettano le detrazioni fiscali sulle spese veterinarie?

Il diritto alla detrazione spetta al contribuente che materialmente ha sostenuto la spesa anche se non è il proprietario dell’animale [4].   

Come ottenere le detrazioni fiscali sulle spese veterinarie?

Per ottenere le detrazioni fiscali sulle spese veterinarie è necessario conservare  le fatture fiscali rilasciate dal professionista o gli scontrini parlanti per l’acquisto dei medicinali che riportino, oltre al codice fiscale del soggetto che ha sostenuto la spesa, la qualità di farmaco attestata dal codice di autorizzazione in commercio [5];

non è necessario conservare la prescrizione del medico veterinario [6]. 

La documentazione che comprova il sostenimento della spesa va conservata per almeno 5 anni.

Oggi le spese veterinarie entrano direttamente nel 730 precompilato.

Iva sulle spese veterinarie

Le spese veterinarie sono tutte soggette a Iva e non beneficiano dell’esenzione prevista per le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione (che invece riguardano solo la cura della persona e non quella dell’animale). L’aliquota Iva è quella ordinaria sia se la prestazione è resa da professionisti che da strutture sanitarie locali.

Invece, le cessioni di medicinali pronti per l’uso veterinario sono soggette ad IVA con aliquota agevolata al 10%.

note

[1] Dm n. 289/2001.

[2] Circ. Agenzia delle Entrate 16.11.2000 n. 207.

[3] Circ. Agenzia delle Entrate 14.6.2001 n. 55 e 4.4.2017 n. 7.

[4] Circ. Agenzia delle Entrate 14.6.2001 n. 55, § 1.4.2 e circ. Agenzia Entrate 4.4.2017 n. 7.

[5] Ris. Agenzia delle Entrate 12.8.2009 n. 218 e circ. Agenzia Entrate 30.7.2009 n. 40 e 4.4.2017 n. 7.

[6] Ris. Agenzia delle Entrate 27.2.2017 n. 24.

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