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Lo sai che? Come aprire un negozio

Lo sai che? Pubblicato il 9 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 maggio 2018

I permessi da chiedere, i requisiti da rispettare e le valutazioni da fare per avviare un’attività commerciale autonoma o in franchising.

State pensando di aprire un negozio ma non sapete da dove cominciare? Pensate che tra permessi, licenze, costi e crisi dei consumi possa essere una scelta troppo complicata? Non è poi così difficile. Certo, l’affluenza dei consumatori è sempre una variabile imprevedibile che dipende dai periodi del mese e dell’anno (all’inizio del mese con lo stipendio fresco o sotto Natale e nei momenti dei saldi è più probabile riempire la cassa). Ma, per il resto, le cose non sono così difficili. La burocrazia c’è, ma è superabile e sopportabile. Vediamo, allora, come aprire un negozio e quali passi seguire, dall’individuazione del locale al momento in cui si apriranno le porte al primo cliente.

Aprire un negozio: quale scelta fare?

Appare chiaro che la prima cosa a cui pensare quando si deve aprire un negozio è che cosa si vuole e dove. Cioè, su quale tipo di settore puntare (abbigliamento, calzature, ferramenta, cancelleria, ecc.) ed il luogo che può essere più adatto per aprire un negozio in base alla merce che verrà proposta. Le due cose devono viaggiare di pari passo: se, ad esempio, si ha intenzione di mettere su un negozio di occhiali, non guasta sapere l’età media della popolazione in quella zona (se la maggior parte è anziana si avrà più probabilità di successo rispetto ad una città in cui c’è un’alta percentuale di giovani). Se si vuole aprire un negozio di prodotti tipici locali si dovrà scegliere una zona ad alto tasso turistico anziché un quartiere di massaie che, il prodotto tipico, se lo fa in casa da sola da una vita. Se vivo in una città di montagna, dovrò pensare ad un negozio di scarponi e di racchette da trekking e non a uno in cui vendo le infradito ed i costumi da bagno, più indicato per una località di lago o di mare.

Aprire un negozio: le dimensioni

Il decreto Bersani [1] ha semplificato la burocrazia per aprire un negozio. Per i locali commerciali di dimensioni ridotte non è più necessario chiedere una licenza purché si trovino in un Comune con una certa popolazione. In particolare, non serve la licenza per un negozio:

  • fino a 150 metri quadrati in una località che non abbia più di 10mila abitanti;
  • fino a 250 metri quadrati in una località con più di 10mila abitanti.

Sono esclusi da questa norma le tabaccherie, in quanto vendono dei prodotti che appartengono al Monopolio statale.

Ciò non vuol dire, come vedremo tra poco, che si può dall’oggi al domani avviare i lavori per aprire un negozio senza dire niente a nessuno: almeno il Comune dovrà esserne al corrente.

Aprire un negozio: i permessi da chiedere

Altra cosa da sapere quando ci si chiede come aprire un negozio è la documentazione necessaria per avviare l’attività e, soprattutto, i permessi da chiedere. Come dicevamo poco fa, il Comune interessato deve essere informato dell’apertura del negozio, anche se di piccole dimensioni. Quindi, occorre inviare una comunicazione allo Sportello unico delle attività produttive del Municipio (il Suap) non più tardi di 30 giorni prima di tirare su la serranda per la prima volta. Nella comunicazione, cioè la cosiddetta Scia (segnalazione certificata di inizio attività) occorre precisare che il titolare rispetta la normativa in vigore.

L’autorizzazione del Comune serve soprattutto quando il negozio supera i 250 metri quadri e, più precisamente, arriva:

  • a 1.500 metri quadrati nei comuni con popolazione più ridotta;
  • a 2.500 metri quadrati in quelli più popolati.

La richiesta di autorizzazione, dunque, va inviata al Comune. Se l’Ente locale non risponde entro 90 giorni, vale la regola del silenzio-assenso: si può, dunque, procedere a mettere su scaffali, banconi e quanto serve per avviare il negozio.

Altro permesso indispensabile è quello della Camera di Commercio. Occorre essere iscritti per poter aprire un negozio, così come sarà obbligatorio:

  • iscriversi all’Inps per pagare i contributi previdenziali;
  • iscriversi all’Inail per avere l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro;
  • aprire una partita Iva per pagare le tasse al Fisco.

Inoltre, chi vuole aprire un negozio di alimentari dovrà:

  • iscriversi al Registro esercenti il commercio;
  • frequentare il corso per somministrazione di alimenti e bevande organizzato dalle camere di commercio. In alternativa, deve aver lavorato per almeno due anni degli ultimi cinque in attività analoga.

Da non trascurare il permesso dell’Asl, che dovrà certificare l’idoneità dei locali da un punto di vista igienico-sanitario e l’agibilità al locale anche delle persone disabili.

Ultimo, ma non ultimo, per aprire un negozio occorre dimostrare di:

  • non avere mai fallito;
  • non essere dei delinquenti abituali;
  • non avere avuto una condanna che preveda la reclusione per più di tre anni.

Aprire un negozio: che cosa fare all’avvio dell’attività

Permessi in regola, locale arredato, merce arrivata, si parte. Tutto è pronto per il primo giorno di apertura del negozio. Basta tirar su la saracinesca e cominciare (Dio lo voglia) a vendere oppure occorre fare qualche altro passaggio burocratico? Eh, sì. Quando si dà il via all’attività bisogna inviare la comunicazione unica al Registro delle imprese della Camera di Commercio. Sarà quest’ultima ad avvisare tutti gli altri enti.

Aprire un negozio in franchising: come fare

Altra possibilità per chi vuole aprire un ‘attività commerciale è quella del franchising, cioè di entrare a far parte di una catena di negozi legati ad un brand, ad un marchio unico. Il proprietario del negozio diventa, così, affiliato e dovrà rispettare certi requisiti richiesti dal franchisor, cioè dal titolare del marchio. Tra questi si possono segnalare:

  • la collocazione del negozio in una posizione strategica: la piazza principale della città, un grande centro commerciale, ecc.;
  • le caratteristiche del negozio: dovrà rispettare certe dimensioni, avere una determinata impostazione interna coerente con tutti gli altri negozi dello stesso marchio, ecc.

Chi vuole aprire un negozio in franchising dovrà anche stabilire con il franchisor, cioè con l’azienda titolare del marchio, a chi spetta il canone di locazione.

Ad ogni modo, e per approfondire tutti gli aspetti di questa scelta, vi consigliamo questo nostro articolo.

note

[1] Dlgs. n. 114/1998 del 31.03.1998.


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