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Sanità Digitale ferma: i numeri del Fascicolo sanitario elettronico

8 Maggio 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 8 Maggio 2017



Quasi tutte le Regioni hanno avviato la realizzazione del Fascicolo sanitario elettronico, ma solo un medico su tre lo usa.

L’e-health, ovvero cosidetta Sanità Digitale, stenta a decollare. Anzi, resta completamente al palo. Tanto che, lo scorso anno, con finanziamenti per 1.27 miliardi, è scesa del 5%, toccando livelli inferiori a quelli del 2011. E la situazione si complica di più se si pensa alle differenze tra le varie regioni italiane.

I risultati della ricerca

La notizia arriva dal rapporto dell’Osservatorio innovazione digitale in Sanità, presentato dalla School of management del Politecnico di Milano. «I tempi di realizzazione delle iniziative a livello nazionale e regionale sono troppo lunghi – ha affermato Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio -. C’è il rischio di non stare al passo con la rapidità di evoluzione di bisogni e aspettative di cittadini e pazienti».

E la spesa, inoltre, non è al livello dell’Europa: 22 euro per abitante. E poi: una spesa per le strutture sanitarie di 870 milioni (-6%), 310 milioni spesi direttamente dalle regioni (-3%), 72 milioni spesi dai medici (circa 1.538 euro per medico) e 16.6 milioni dal ministero della Salute (-8%). Cifre importanti, ma non sufficienti. Senza contare i 65 milioni di euro impiegati per la realizzazione della cartella clinica elettronica, che, tuttavia fatica a diffondersi come dovrebbe.

Tutto ciò avviene mentre tra i cittadini cresce l’uso del digitale per la salute e i medici sono sempre più avvezzi alla tecnologia. 

Il Fascicolo sanitario elettronico

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse), lo ricordiamo, introdotto già da qualche anno nel nostro Paese, è l’insieme delle informazioni e dei documenti digitali di tipo sanitario generate da eventi clinici presenti e passati, riguardanti un cittadino. È uno strumento che può contribuire attivamente alla continuità e alla valutazione della storia clinica dei pazienti e può, quindi, aiutare nella scelta delle procedure mediche da seguire. Un supporto che, se utilizzato, potrebbe coadiuvare a dovere sia operatori sanitari che semplici cittadini.

Si tratta di uno strumento, in definitiva, che, insieme agli altri propri della Sanità Digitale, può essere di sostegno nel coordinare l’attività dei medici, garantendo una migliore comunicazione e interazione.


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