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Vicini fastidiosi: cosa fare

10 maggio 2018


Vicini fastidiosi: cosa fare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 maggio 2018



Stalking per il disturbo nei confronti del vicino: dai rumori, agli odori molesti, ai mozziconi di sigarette lanciati.

Da alcune settimane il tuo vicino di casa ha iniziato a torturarti. Da un litigio iniziato durante la riunione di condominio è iniziata un’opera di persecuzione ai tuoi danni. Oggi è lo stereo ad alto volume; ieri la puzza di barbecue in casa; domani è la spazzatura lasciata davanti alla porta di casa; un altro giorno è la sottrazione delle lettere dalla cassetta. Stufo di questa situazione ti chiedi cosa fare contro i vicini fastidiosi. In questo articolo proveremo a darti qualche suggerimento utile per difenderti – legalmente – da chi ti molesta dentro o fuori un condominio.

Vicini di casa fastidiosi: quali condotte sono vietate?

Se il tuo vicino di casa fa sempre un rumore infernale, tanto da non farti riposare o dormire la notte, puoi fargli causa: le immissioni acustiche superiori alla normale tollerabilità sono infatti considerate illecite. Se il tuo vicino produce odori nauseabondi, puzza di fritto o di arrosto, ti fa arrivare fumo e ti intossica la casa (oltreché la vita) puoi ugualmente fargli causa visto che anche le esalazioni di gas, fumi, calore e odori, quando diventano insopportabili e ti costringono a tenere chiuse le finestre, sono vietate dal codice civile [1]. Se il tuo vicino di casa fa cadere, dal proprio terrazzo, mozziconi di sigarette, rifiuti, cartacce o l’acqua che trasborda dai vasi delle piante dopo l’innaffiata e tutto ciò finisce sul tuo balcone, impedendoti di affacciarti o di tenere dei divanetti da esterni, puoi denunciarlo per «getto di cose pericolose» ed eventualmente chiedergli i danni. Se il tuo vicino, non pago di tutto ciò, continua a molestarti, ruba la posta dalla tua cassetta delle lettere, sposta lo zerbino sotto la tua porta, lascia cartacce per terra sul pianerottolo, bussa al tuo citofono e poi scappa o compie ogni altro tipo di comportamento pur di disturbarti, puoi sempre andare dal giudice e farlo condannare. Ma il punto è: si può fare una causa per ognuno di questi fatti? Sarebbe costoso e forse anche inutile (considerati i tempi della giustizia). Così se ti stai chiedendo cosa fare coi vicini fastidiosi una soluzione c’è ed è stata ribadita più volte dalla Cassazione, da ultimo con una sentenza pubblicata ieri [2]. Tutte le volte in cui il vicino di casa pone in atto una serie di comportamenti, singolarmente considerati illeciti (come i rumori o gli odori intollerabili) o leciti (lo spostamento del tappetino o qualche cartaccia a terra), puoi denunciarlo. Infatti il disegno unitario che accomuna tutte queste condotte può essere considerato un reato: quello di stalking. 

Vicini fastidiosi: è reato?

Il condominio è fatalmente un luogo di litigi in quanto comporta la convivenza forzosa di individui diversi. Nei casi più gravi certe condotte configurano i reati di minaccia, di lesioni, di diffamazione, di molestia, di schiamazzi e di disturbo alla quiete pubblica. Ricorre l’ipotesi degli atti persecutori (stalking) se le condotte reiterate di minaccia o di molestie cagionano a taluno un perdurante e grave stato di ansia o di paura o ingenerano un fondato timore per la incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona di affetto o costringono la parte lesa ad alterare le proprie abitudini di vita. Nel condominio fortunatamente non sempre ricorrono tali situazioni, ma spesso si realizzano condotte solo apparentemente minori , in realtà di sottile perfidia e che alterano la civile convivenza e sono penalmente rilevanti.

Non è la prima volta che la giurisprudenza applica la figura del reato di stalking ai rapporti di vicinato. Tanto è vero che ormai si parla di stalking condominiale. Il penale scatta tutte le volte in cui c’è un disegno premeditato dietro tutte le azioni molestatrici del vicino. Ma ciò non è sufficiente. Il suo comportamento deve avere una particolare incidenza sulla vittima; deve cioè generare una di queste conseguenze:

  • cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura; 
  • ingenerare un fondato timore per la incolumità propria o di un prossimo congiunto; 
  • costringere la vittima a modificare le proprie abitudini di vita.

Qualsiasi insieme di condotte – ne bastano anche due purché ripetute in un arco temporale ristretto – sia sufficiente a generare uno qualsiasi di questi tre effetti può essere definito stalking.  Si passa dalle molestie al vero e proprio stalking condominiale quando tutte le condotte che abbiamo elencato in apertura (cui si potrebbe aggiungere, ad esempio, l’appostamento, il pedinamento, gli atti vandalici contro l’auto, l’inserimento della propria spazzatura negli altrui bidoni dell’indiffenziata, ecc.), di per sé e autonomamente qualificabili come mere azioni di molestia o di disturbo, si trasformano in atti persecutori, ossia prendono la forma di un’azione di molestia e di disturbo reiterata, nonostante le numerose lamentele della vittima.

Vicini fastidiosi: la tutela della querela

La prima difesa contro i vicini fastidiosi è quindi l’avvio di un procedimento penale per stalking, di solito anticipato da una lettera di diffida dell’avvocato con cui questi chiede l’interruzione dei comportamenti molesti. Chiaramente, trattandosi di un reato, per avviare il procedimento sarà necessario procurarsi le prove e presentare una querela alla polizia, ai carabinieri o depositare un atto alla Procura della Repubblica (in tal caso sarà bene farsi assistere da un avvocato). Lo scopo, oltre alla condanna e all’eventuale risarcimento, è ottenere un ordine di allontanamento dai luoghi ove si trova la vittima. Leggi anche Cosa fare per difendersi dai vicini molesti.

Vicini fastidiosi: la difesa del Questore

La seconda difesa contro i vicini fastidiosi è un gradino meno incisiva, ma pur sempre convincente. Bisogna rivolgersi al Questore e avviare una procedura di carattere amministrativo. Il Questore può emettere infatti un più tenue ammonimento nei confronti del molestatore, chiedendogli di interrompere le sue azioni disturbatrici. Il Questore, in merito, ha un ampio potere discrezionale: può valutare il se ed il quando emanare il provvedimento di ammonizione; può decidere di emettere subito l’ammonizione, oppure di anticiparla prima con un avviso di avvio del procedimento (tanto per verificare se c’è l’intenzione di interrompere le condotte moleste). La giurisprudenza ritiene che non sia necessaria l’acquisizione di una vera e propria prova del reato ma che basti un quadro indiziario da renderlo verosimile.

Vicini fastidiosi: la difesa dell’amministratore di condominio

C’è chi chiede l’intervento dell’amministratore di condominio, il quale tuttavia non ha alcun potere nelle liti tra privati, essendo a lui delegato solo il compito di presiedere al rispetto del regolamento e alla tutela delle parti comuni. Di certo, se il regolamento autorizza l’amministratore ad emettere multe in caso di violazioni predefinite dal regolamento stesso, questi lo può certamente fare (è ad esempio il caso di chi occupa il parcheggio altrui, di chi fa rumore, ecc.). Il codice civile gli dà la possibilità di emettere sanzioni pecuniarie fino a 200 euro o, in caso di recidiva, fino a 800 euro.

Vicini fastidiosi: ci può essere legittima difesa?

Inutile dire che farsi giustizia da sé e magari lanciare un gavettone d’acqua sulla testa del vicino molesto, da sopra il proprio balcone, costituisce il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, sufficiente per far passare la vittima dalla parte della ragione a quella del torto.

Vicini molesti e stalking condominiale

Hai un vicino davvero fastidioso: pur di darti fastidio farebbe qualsiasi cosa. Oggi alza al massimo il volume dello stereo. Ieri è stato il turno dei mobili, spostati all’una di notte da una stanza all’altra. L’altro giorno ancora ha fatto cadere rifiuti e acqua delle piante del suo balcone. In un’altra occasione ha rotto la tua cassetta delle lettere e si è impossessato della corrispondenza. Senza contare gli appostamenti, il sospetto che sia lui quello che bussa sempre al tuo citofono di notte o che ha sgonfiato le ruote della tua auto. Come puoi difenderti? Non puoi certo fare una causa per ognuno di questi illeciti. Sarebbe troppo costoso. Peraltro, l’azione è diversa a seconda del comportamento e, in alcune situazioni, si deve andare dal giudice penale mentre in altre dal giudice civile. Insomma, come puoi difenderti dal vicino molesto?

Quando il comportamento del vicino è ripetuto nel tempo e di gravità tale da procurarti stress, ansia o da farti cambiare abitudini di vita lo puoi denunciare per stalking. Come? Stalking? Ma non è il reato dei maniaci sessuali, dei fidanzati abbandonati e degli uomini gelosi? Per niente. Lo stalking è anche quello condominiale. E a confermarlo è una recente sentenza della Cassazione.

L’importante è che tu dimostri la ripetizione nel tempo delle condotte lesive e il danno sulla salute o sulle tue abitudini di vita che ciò ti ha comportato.

Quindi, puoi andare in polizia o dai carabinieri e presentare la querela.

note

[1] Art. 844 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 20473/2018 del 9.05.2018.

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