Diritto e Fisco | Editoriale

Come smettere di fumare?

10 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 maggio 2018



La volontà di dire addio alle sigarette è fondamentale ma ci sono tecniche e centri antitabacco pubblici che aiutano a superare la dipendenza da nicotina.

Questo articolo si potrebbe chiudere in appena un paio di frasi. Alla domanda «come smettere di fumare?» sarebbe sufficiente rispondere con due sole parole: «Basta volerlo». Punto e fine. Purtroppo, però, chi è attaccato alle sigarette come le cozze agli scogli sa che non è così semplice. Se è vero che senza determinazione ogni tentativo di liberarsi dal fumo è inutile, è anche vero che quella contro la nicotina non è una battaglia facile da vincere, come succede per qualsiasi tipo di dipendenza. Non è impossibile, ma non è una passeggiata. Esistono, però, dei prodotti e dei sistemi in grado di aiutare il fumatore a dire addio definitivamente al fumo, agendo sia sulla sua psiche sia sul suo organismo. Vale la pena tentarci, su questo non ci sono dubbi: ci guadagna soprattutto la salute del tabagista, ma anche quella di cui gli sta intorno ed il suo portafoglio.

Il primo passo è quello più difficile: consiste nel dire a sé stesso: «Basta, ho deciso». Se, poi, si rende conto che la sua forza di volontà non è sufficiente, che non riesce a superare le crisi di astinenza (in particolare se frequenta un ambiente sociale o di lavoro in cui ci sono altri fumatori accaniti), è il caso di rivolgersi ad un centro specializzato contro il fumo e chiedere un aiuto. Sempre con la determinazione giusta e con l’umiltà di voler chiedere ad un esperto: come smettere di fumare?

Smettere di fumare: cosa contengono le sigarette

Il principale motivo per smettere di fumare è il danno che le sigarette provocano nell’organismo del tabagista. Ed essere ben consapevoli di quello che si «manda giù» ogni volta che si fuma una sigaretta più e deve aiutare a prendere la giusta consapevolezza per decidere di smettere.

La sigaretta contiene circa 2.000 sostanze tossiche derivanti dalla combustione del tabacco e della carta che lo avvolge, oltre che dal filtro. Le più pericolose sono:

  • la nicotina, cioè la sostanza liquida contenuta nelle foglie di tabacco. Si tratta di un alcaloide che crea una dipendenza simile a quella generata dall’eroina o dalla cocaina. Ad ogni tiro della sigaretta, la nicotina raggiunge il cervello dell’uomo in appena 7 secondi, qui agisce sui neuro-ricettori;
  • il monossido di carbonio, cioè il gas inquinante che respiriamo anche dagli scarichi delle auto o degli impianti industriali;
  • il catrame, cioè la sostanza solida composta da elementi tossici come il benzopirene;
  • l’ammoniaca;
  • altre sostanze inquinanti come la formaldeide, il polonio 210, il nichel, l’acido cianidrico.

Smettere di fumare: il danno delle sigarette

Quelle appena viste sono solo alcune delle sostanze che vengono introdotte e fate circolare nell’organismo ogni volta che si fuma una sigaretta. Quali effetti provocano sulla salute umana? Qual è il danno causato dalle sigarette? La risposta a queste domande dovrebbe essere un altro buon motivo per smettere di fumare.

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), il fumo causa:

  • il 95% dei casi di tumore ai polmoni;
  • l’85% dei casi di bronchite cronica e di enfisema polmonare;
  • il 25% dei casi di malattie cardiovascolari;
  • il 20% dei decessi.

Circa 3 milioni di persone muoiono ogni anno in tutto il mondo a causa del fumo, già a partire dai 35 anni. Dicono gli esperti che questi soggetti avrebbero vissuto dai 20 ai 25 anni in più se non avessero preso questo vizio. 20-25 anni di vita buttata via.

Ci sono, poi, degli effetti non letali ma, comunque, dannosi per la salute. Ad esempio, il fumo:

  • accelera l’invecchiamento della pelle;
  • provoca raucedine;
  • crea dei danni al sistema riproduttivo (perdita della fertilità, impotenza, disfunzioni erettili);
  • favorisce la caduta dei capelli;
  • danneggia i denti;
  • crea gravi patologie al pancreas, alla laringe, ai reni, allo stomaco o alla vescica.

Non bisogna, comunque, dimenticare che gli stessi danni, anche se in misura minore ma non meno importante, possono essere riportati da chi convive o sta intorno ai fumatori. Il fumo passivo, infatti, è un nemico invisibile che può rivelarsi letale. Altro motivo più che sufficiente per smettere di fumare.

Smettere di fumare: come si fa?

L’abbiamo detto all’inizio: il primo passo per riuscire a smettere di fumare è quello di convincersi a farlo. Di credere nelle proprie forze e dire «basta». C’è chi tenta di ridurre in una prima fase il numero delle sigarette per arrivare a quota zero entro una certa data. La maggior parte delle persone che hanno lasciato definitivamente le sigarette non sono d’accordo con questo metodo: bisogna smettere di colpo, per quanto sia difficile passare da 20-30 sigarette al giorno a niente.

È sicuramente più raccomandato dagli ex fumatori il sistema di cambiare le abitudini. Pensare, ad esempio, a quello che più può portare ad accendere una sigaretta: il caffè, l’alcol, il restare a tavola a lungo dopo mangiato. Eliminare queste abitudini in un primo periodo può aiutare a non cercare il pacchetto di sigarette. Infatti, molto spesso fumare risponde ad un meccanismo automatico di cui lo stesso fumatore non se ne rende conto. L’avere la sigaretta in mano, più che una necessità, è un’abitudine. La si può sostituire con altre cose, dalla tipica stecca di liquirizia ad una semplice biro o una pallina di gomma. Ma anche la scelta di frequentare dei luoghi per non fumatori. Sembra strano, ma la psiche del fumatore ogni tanto lo porta a non sentire il bisogno di fumare dove non si può. Ad esempio, su un volo di lunga durata o quando è ricoverato in ospedale anche per un problema banale.

Se ciò non basta, ci sono altri metodi, farmacologici e non, che aiutano a lasciarsi alle spalle la dipendenza da nicotina. Per esempio:

  • i prodotti omeopatici;
  • i cerotti o i chewing gum che rilasciano una bassa dose di nicotina per togliere l’abitudine di avere la sigaretta in mano. Le dosi vanno a diminuire progressivamente;
  • l’ipnosi;
  • l’agopuntura;
  • le sedute di gruppo.

Smettere di fumare: come funziona il centro antitabagismo?

La scelta migliore, comunque, per chi non riesce autonomamente a smettere di fumare è quella di rivolgersi ad uno degli oltre 300 centri antifumo sparsi in tutta Italia tra ospedali e Asl. Queste strutture pubbliche offrono il supporto psicologico e, se necessario, farmacologico per eliminare la dipendenza dalle sigarette.

Alcuni centri antitabacco propongono un percorso per smettere di fumare in un massimo di 8 sedute di gruppo o 6 individuali a cadenza settimanale. Significa smettere di fumare in un massimo di 8 settimane (2 mesi), sempre che il soggetto interessato sia veramente intenzionato a farlo (non ci stanchiamo mai di ripeterlo: senza determinazione e un minimo di volontà, non c’è terapia che tenga).

Il percorso prevede, inoltre:

  • una visita medica ed una valutazione psicologica di partenza;
  • un ciclo di incontri a carattere psicologico per gestire e vincere il desiderio di fumare;
  • un’eventuale terapia farmacologica associata per affrontare la sindrome di astinenza e per ridurre la voglia di accendere la sigaretta.

Per accedere ad un centro antitabagismo pubblico è di solito necessaria un’impegnativa del medico ed il pagamento del ticket, anche se in alcune regioni il servizio è gratuito.

Smettere di fumare: ci sono degli effetti collaterali?

Quando si decide di smettere di fumare, bisogna pensare a lungo termine, cioè ai benefici che si otterranno lasciando definitivamente le sigarette. A breve termine si possono presentare alcuni problemi, logici quando ci si deve disintossicare dalle sostanze assunte nel periodo in cui si fumava una sigaretta dietro l’altra. Uno di questi è la sindrome di astinenza da fumo. In questo caso, oltre ad un’eventuale terapia con rilascio di nicotina che gradualmente andrà a sparire, si consiglia di bere molta acqua in modo tale da favorire attraverso l’urina l’espulsione delle sostanze tossiche rimaste nell’organismo.

Nei primi giorni, l’assenza di nicotina può provocare sintomi come mal di testa o difficoltà a concentrarsi a causa di una maggiore ossigenazione del sangue e di un calo di zuccheri. Poi arriva la battaglia vera e propria, che dura qualche giorno, a seconda del soggetto: malumore, ansia, aggressività o insonnia possono essere alcune delle conseguenze dell’astinenza da fumo. La consapevolezza di avere fatto la scelta giusta, comunque, aiuterà a superare queste difficoltà.

Smettere di fumare: quali benefici?

Per quanto possa sembrare banale dire che smettere di fumare è solo un beneficio, ricordare ciò che si guadagna in soldi e in salute può incentivare a dire addio alle sigarette. Pensate che a livello fisico:

  • diminuisce il rischio di malattie polmonari, cardiovascolari e respiratorie (tumori in primis);
  • aumentano le prestazioni fisiche;
  • diventano più sensibili il gusto e l’olfatto;
  • cresce l’autostima: dire «ce l’ho fatta» è una sensazione impagabile.

A livello economico, l’ex fumatore si accorgerà presto di aver fatto la scelta giusta. Immaginate di mettere in un salvadanaio i soldi che avreste destinato alle sigarette. Facendo una media di un pacchetto al giorno e di un costo di 4,50 euro a pacchetto, avrete risparmiato:

  • 31,50 euro alla settimana;
  • 126 euro al mese;
  • 1.512 euro all’anno.

Insomma, vi sarete pagati una vacanza.


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