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Congedo straordinario: quali sono i requisiti per la domanda?

12 Maggio 2018


Congedo straordinario: quali sono i requisiti per la domanda?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Maggio 2018



Sono un dipendente privato con contratto metalmeccanico. Mia madre è stata riconosciuta portatrice di handicap grave (art. 3 comma 3) e vorrei chiedere un periodo di “congedo straordinario” ai sensi della legge 104/92. Quali sono i requisiti per la relativa domanda? Mia madre da poco è ricoverata presso una “casa di riposo” totalmente privata presso la quale operano esclusivamente personale OSS e sporadicamente un infermiere (nessun medico). Non ritengo che la struttura assicuri “assistenza sanitaria continuativa”. Il requisito previsto del non ricovero a tempo pieno può pertanto ritenersi comunque soddisfatto? Mia madre ed io abbiamo la stessa residenza, come peraltro risulta dallo stato di famiglia. È sufficiente per dimostrare la convivenza?

Per quanto riguarda il requisito della convivenza, indispensabile per fruire del congedo straordinario retribuito per l’assistenza di familiari disabili (D.lgs. 151/2001), questo può considerarsi verificato se la residenza del lavoratore è la stessa del familiare assistito. Nel dettaglio, per convivenza deve farsi riferimento, in via esclusiva, alla residenza (luogo di dimora abituale della persona: art. 43 c.c.) e non al domicilio, né alla mera elezione di domicilio speciale previsto per determinati atti o affari (art. 47 c.c.; Mess. Inps 2 settembre 2009 n. 19583). Il requisito della convivenza è accertato d’ufficio, previa indicazione da parte dell’interessato degli elementi indispensabili per il reperimento dei dati della residenza anagrafica, o l’eventuale dimora temporanea se diversa da quella abituale (residenza) del dipendente o del disabile (Circ. Inps 6 marzo 2012 n. 32).

Il congedo spetta a condizione che l’assistito non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati. Gli aventi diritto possono però fruire del congedo anche in caso di ricovero se:

– i sanitari della struttura richiedono l’assistenza da parte di un genitore o di un familiare;

– il disabile si trova in stato vegetativo persistente o con prognosi infausta a breve termine.

Il congedo straordinario è inoltre concesso quando il disabile deve recarsi al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite specialistiche e terapie certificate.

Nel caso di specie il congedo può essere dunque concesso se i sanitari della struttura richiedono l’assistenza del lettore.

Per quanto riguarda l’indennità è pari alla retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento: è quanto stabilito dall’art.42, co. 5 ter del D.lgs.151/2001. A questo proposito, il Messaggio Inps n. 027168 del 25.11.2009 chiarisce che per ultima retribuzione ci si riferisce alla mensilità precedente il congedo, ma solo quando lavorata.

In particolare, l’indennità è calcolata nella misura della retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo, esclusi gli emolumenti variabili della retribuzione, entro un limite massimo di reddito determinato annualmente con decreto ministeriale, cui si aggiungono i ratei di emolumenti non riferibili al solo mese considerato (quali tredicesima mensilità, altre mensilità aggiuntive, gratifiche, indennità, premi non legati alla presenza, ecc.) con esclusione del TFR.

Il beneficio economico, che originariamente era stabilito dalla normativa nella misura di 70 milioni di lire, è rivalutato annualmente. Per il 2018, i limiti degli importi accreditabili sono:

– 98,54 euro, per l’indennità giornaliera e per la retribuzione figurativa massima giornaliera (per l’accredito dei contributi);

– 689,78 euro, per la retribuzione figurativa massima settimanale;

– 36.066 euro, per l’indennità annua e per la retribuzione figurativa massima annua;

– 47.968 euro, quale importo complessivo annuo.

Esiste quindi un tetto massimo, pari a 47.968 euro per il 2018, cifra che deve essere ripartita fra indennità economica e accredito figurativo dei contributi. A seguito della ripartizione l’indennità economica non può eccedere, per il 2018, il valore di 36.066 euro, pari a 98,54 euro al giorno (ovviamente se il lavoratore ha una retribuzione lorda inferiore a 36.066 euro l’assegno Inps non può superare l’importo dello stipendio). La restante somma, sino a un massimo di 11.901,78 euro (ossia il 33% dell’indennità massima, corrispondente all’aliquota contributiva), è a disposizione dell’Inps per l’accredito dei contributi figurativi sui periodi di congedo.

È in ogni caso possibile integrare la retribuzione figurativa mediante riscatto o con versamento di contributi volontari, come confermato dalla circolare Inps n.11/2013.

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci


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