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Voucher: si versano i contributi previdenziali?

12 maggio 2018


Voucher: si versano i contributi previdenziali?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 maggio 2018



Nel 2015 ho lavorato due mesi con i voucher. Nell’estratto conto Inps gestione Parasubordinata appare reddito 2.600,00, contributi dell’anno 338,00 ma non appare nessun mese. Non ho diritto a nessun contributo?

Innanzitutto bisogna considerare che, relativamente ai vecchi voucher, ogni buono aveva il valore di 10 euro e corrispondeva a un’ora di lavoro (ma nulla vietava che il committente possa riconoscere più buoni per ogni ora di lavoro): di questi 10 euro, però, non tutti erano accreditati al lavoratore, ma solo 7,50 euro. La parte restante era così suddivisa:

– 1,30 euro riconosciuti come contributi previdenziali all’Inps;

– 75 centesimi riconosciuti all’Inail per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;

– 50 centesimi riconosciuti all’Inps per la gestione dei voucher.

Ciò significa, dunque, che i contributi previdenziali accreditati erano pari al 13% dei compensi maturati con i voucher. I contributi versati con i vecchi voucher, ora col contratto di prestazione occasionale o col libretto famiglia, confluiscono nella gestione separata. Si tratta di una sorta di “fondo residuale” dell’Inps, nel quale sono versati i contributi dei lavoratori parasubordinati (co.co.co.), quelli dei liberi professionisti privi di una gestione di categoria e quelli derivanti da altre attività marginali (come i contributi da lavoro autonomo occasionale per coloro che superano i 5mila euro di compensi annui).

I contributi riconosciuti grazie ai voucher, pari, come abbiamo detto, al 13% dei compensi, valgono però ai soli fini della pensione: non sono utili, quindi, per assicurare il lavoratore contro la disoccupazione, né per ottenere altre prestazioni, come gli assegni familiari, né per la malattia o la maternità.

Nel caso specifico, il valore accreditato presso la gestione separata a titolo di contribuzione per la pensione è corretto, in quanto 338 euro corrispondono al 13% di 2600 euro.

Bisogna però considerare che presso la Gestione Separata vige un minimale di reddito, che per il 2015, 2016 e 2017 era pari a 15.548 euro. Per l’accredito di un anno di contributi, considerando che l’aliquota applicata ai lavoratori occasionali era pari al 13%, sarebbe dunque stato necessario il versamento di 2.021,24 euro. Per l’accredito di un mese di contributi, 168,44 euro, per 2 mesi 336,87 euro.

Poiché al lettore sono stati accreditati 338 euro, questi corrispondono a 2 mesi di contribuzione: nell’estratto conto Inps Gestione Separata sarebbe dunque dovuta comparire la dicitura corrispondente a 2 mensilità.

Spesso queste diciture non appaiono in quanto le valutazioni della contribuzione accreditata sono effettuate in ritardo, specie quando l’aliquota applicata al reddito imponibile previdenziale è differente da quella “standard” utilizzata presso la gestione.

Il consiglio al lettore però, nel caso in cui quest’assenza perduri per altri mesi, è di inviare una segnalazione all’Inps relativa all’accredito delle due mensilità ai fini della pensione.

La segnalazione può essere inviata direttamente dal lettore, se possiede le credenziali di accesso al sito web dell’Inps (pin dispositivo, spid almeno di secondo livello o carta nazionale dei servizi), attraverso la sezione “fascicolo previdenziale del cittadino” – “segnalazioni”.

Diversamente può avvalersi dell’aiuto di un patronato.

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci


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