Diritto e Fisco | Editoriale

Regime forfettario per i professionisti

11 Maggio 2018 | Autore:
Regime forfettario per i professionisti

Regime fiscale agevolato forfettario per i liberi professionisti: chi può aderire, come funziona, conviene.

Il regime forfettario, il nuovo regime fiscale agevolato introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 [1], simile per molti aspetti al regime dei contribuenti minimi, è ad oggi la scelta più conveniente per i liberi professionisti che avviano l’attività e che non prevedono grosse spese o investimenti.

Questo regime, infatti, prevede la tassazione sostitutiva ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività, se si soddisfano particolari requisiti, e la tassazione sostitutiva al 15% negli altri casi, l’esenzione dall’Iva e dai relativi adempimenti (dichiarazione Iva, spesometro, comunicazione delle liquidazioni periodiche…), dagli studi di settore, dall’Irap, dall’Irpef, dalle addizionali e dalla tenuta delle scritture contabili.

Inoltre, chi aderisce al forfettario non sarà obbligato, dal 2019, alla fatturazione elettronica verso le imprese ed i professionisti.

Ma procediamo per ordine e vediamo come funziona il regime forfettario per liberi professionisti, i requisiti di accesso e le agevolazioni previste.

Chi rientra nel regime forfettario?

Possono accedere al regime forfettario le persone fisiche, sotto forma di ditta individuale o liberi professionisti; non sono ammesse le società, né i soci di società di persone (come Snc o Sas), di associazioni assimilate o di società a responsabilità limitata trasparenti (Srl trasparenti).

Quali sono i requisiti per accedere al forfettario?

I requisiti per accedere al regime forfettario sono i seguenti:

  • i compensi dell’anno precedente non devono risultare superiori alla soglia massima di ricavi annua;
  • le spese per lavoro dipendente, nell’anno precedente, devono risultare inferiori a 5mila euro;
  • il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio precedente non deve superare 20mila euro;
  • per chi fruisce della riduzione della tassazione, cioè del forfettario super agevolato con tassazione al 5%, i requisiti sono gli stessi previsti per i contribuenti minimi:
    • l’attività non deve risultare la continuazione di un’attività precedente, svolta anche sotto forma di lavoro subordinato;
    • il contribuente non deve aver avuto una partita Iva aperta negli ultimi 3 anni.

Quanto può fatturare chi aderisce al forfettario?

La soglia massima annua di ricavi, per chi rientra nel forfettario, cambia a seconda dell’attività esercitata.

Nella seguente tabella, i limiti massimi di fatturato.

Tipologia di attività
Commercio (al dettaglio e all’ingrosso)50.000
Commercio di alimenti e bevandeCommercio ambulante di alimenti e bevande40.000
Commercio ambulante non alimentare30.000
Costruzioni e attività immobiliari
Intermediari del commercio
Servizi di alloggio e di ristorazione50.000
Attività professionali, scientifiche,tecniche, sanitarie, di istruzione,

Servizi finanziari ed assicurativi

30.000
Altre attività economiche30.000
Industrie alimentari e delle bevande45.000

Quanto può fatturare il libero professionista che aderisce al forfettario?

Come abbiamo visto dalla tabella, il libero professionista che aderisce al forfettario può fatturare sino a 30mila euro annui.

Quanto dura il regime forfettario?

Il regime forfettario ha durata illimitata, sinché non si superano i requisiti previsti dalla normativa. Dura 5 anni, invece, il forfettario super agevolato per chi avvia l’attività, con tassazione del 5%.

Come si calcola il reddito da tassare per i forfettari?

Nel regime forfettario, il reddito da tassare è pari ai ricavi, al netto dei contributi previdenziali e delle perdite, decurtati da un coefficiente di redditività che varia, a seconda dell’attività, dall’86% al 40%. Per i professionisti è pari al 78%.

Si possono avere dipendenti o collaboratori col forfettario?

Chi aderisce al forfettario può assumere dipendenti e avvalersi di collaboratori, ma le spese per lavoro dipendente e per i collaboratori devono risultare inferiori a 5mila euro annui.

Quali sono i vantaggi del forfettario?

Le agevolazioni per chi aderisce al forfettario sono:

  • tassazione del 5% o 15% che sostituisce Irap, Irpef e addizionali;
  • non soggezione all’Iva e ai relativi adempimenti (dichiarazione, liquidazioni periodiche, spesometro…);
  • non soggezione agli Studi di Settore;
  • nessun obbligo di tenere i registri Iva obbligatori (acquisti, vendite, etc.), ma solo di numerare progressivamente le fatture e conservarle (escluse le fatture acquisti);
  • sulle fatture non deve essere addebitata l’Iva, e non si deve subire ritenuta d’acconto;
  • sconto del 35% sui contributi per chi è iscritto alla gestione Inps commercianti.

Chi aderisce al forfettario può dedurre le spese?

Chi aderisce al regime forfettario non può dedurre le spese dal reddito, esclusi i contributi previdenziali e le perdite pregresse.

Di quanto viene decurtato il reddito nel forfettario?

Gli aderenti al forfettario non possono, come abbiamo detto, dedurre costi dal reddito: i compensi, infatti, sono ridotti da un coefficiente di redditività, che cambia a seconda dell’attività svolta, come espresso nella seguente tabella:

Settore di attivitàCoefficiente di redditività
Commercio (al dettaglio e all’ingrosso)40%
Commercio di alimenti e bevande40%
Commercio ambulante di alimenti e bevande54%
Costruzioni e attività immobiliari86%
Intermediari del commercio62%
Servizi di alloggio e attività diristorazione40%
Attività professionali, scientifiche,tecniche, sanitarie, di istruzione,

servizi finanziari ed assicurativi

78%
Altre attività economiche67%
Industrie alimentari e delle bevande40%

Come si compila il modello redditi per i forfettari?

Innanzitutto, il quadro nel quale vanno indicati i redditi tassabili col regime agevolato Forfettario è il quadro LM del modello Redditi. La compilazione non è difficile, ma bisogna prendere nota in anticipo del proprio codice attività (codice Ateco) e del coefficiente di redditività che si applica per la propria attività. Il coefficiente di redditività riduce i ricavi di una determinata percentuale: per i professionisti, il coefficiente di redditività è pari al 78%: significa che su mille di compensi ne sono tassati 780. Questo perché non è permessa la deduzione di alcuna spesa, eccetto i contributi previdenziali e le perdite pregresse.

Passiamo ora alla compilazione del quadro LM:

  • nel rigo LM 21 bisogna barrare le due caselle con cui si conferma di avere i requisiti per fruire del regime forfettario e si conferma l’assenza di cause ostative; se si tratta di una nuova attività, con diritto alla tassazione sostitutiva del 5%, bisogna barrare anche la casella 3;
  • nel rigo LM 22 si deve indicare:
    • il codice Ateco dell’attività;
    • il coefficiente di redditività legato all’attività;
    • il totale dei componenti positivi (ricavi-compensi);
  • nel rigo LM 34 è indicato (il calcolo è effettuato automaticamente dal software delle Entrate Redditi Online) il reddito imponibile, cioè il reddito decurtato dal coefficiente di redditività: ad esempio, se il professionista ha guadagnato 10mila euro nell’anno, l’imponibile è pari a 7.800 euro;
  • nel rigo LM 35 si devono indicare i contributi previdenziali pagati nell’anno;
  • nel rigo LM 36 è indicato il reddito al netto dei contributi (reddito meno contributi);
  • nel rigo LM 37 bisogna indicare eventuali perdite pregresse;
  • nel rigo LM 38 è indicato il reddito al netto delle perdite, sul quale va applicata l’imposta sostitutiva del 15% (del 5% se si possiedono determinati requisiti, per i primi 5 anni di attività);
  • infine, nel rigo LM 39 è indicata l’imposta.

Come si esce dal regime forfettario?

Per chi non vuole più aderire al regime forfettario, è possibile passare al regime fiscale ordinario. Per approfondire: Come uscire dal regime forfettario.



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