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Lo sai che? Dogana: quando si paga

Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2018

Dazi, Iva e accise: i casi in cui devono essere versati a seconda del valore dell’acquisto. Quando si applica la franchigia e come si calcola la spesa.

Acquistare prodotti che arrivano dall’estero può essere conveniente. Oggi con i negozi online non c’è bisogno di andare dall’altro capo del mondo per comprare un articolo originale che ci interessa: basta un click e ce lo portano a casa. Probabilmente l’avrai fatto anche tu. Tuttavia, al prezzo di acquisto occorre speso aggiungere gli adempimenti doganali e fiscali. Ma alla dogana quando si paga? Tutti i prodotti sono soggetti a dazi, Iva o accise? Cambia qualcosa in base al prezzo del prodotto o al Paese di provenienza?

Dogana: che cosa si paga

Chi si chiede quando si paga alla dogana deve sapere che, in generale, tutti i tipi di prodotti sono soggetti a spese, ma non quelli il cui costo è inferiore a 22 euro, a meno che si tratti di:

  • bevande alcoliche;
  • profumi e acqua di toilette;
  • tabacchi.

In questi ultimi casi ci sarà da pagare sempre una tassa alla dogana. Inoltre, per gli alcolici è dovuta anche l’accisa, cioè l’imposta da pagare in Italia. Non è possibile l’acquisto di tabacchi lavorati via Internet se non sono stati introdotti al consumo in un altro Stato dell’Unione europea. In tal caso, è dovuta l’accisa anche in Italia.

Esclusi questi prodotti, quindi, ecco quando si pagano dazio e Iva in base al prezzo dei prodotti. Per le spedizioni di carattere commerciale:

  • fino a 22 euro: non si paga né dazio né Iva;
  • da 22,01 euro a 150 euro: non si paga il dazio ma si paga l’Iva;
  • da 150,01 euro a 1.000 euro: si paga sia il dazio sia l’Iva;
  • oltre i 1.000 euro: si paga sia il dazio sia l’Iva.

La spedizione di prodotti, però, può essere priva di carattere commerciale. Si tratta di quelle merci inviate da un privato all’altro (un parente o un amico che abbiamo in un Paese extracomunitario) e che:

  • vengono spedite occasionalmente;
  • sono riservate all’uso personale e familiare del destinatario e, per loro natura, escludono qualsiasi interesse di tipo commerciale;
  • non vengono spedite dietro un corrispettivo di qualsiasi tipo, cioè non sono state in alcun modo acquistate.

In questo caso, si paga la dogana? Dipende, anche qui, dal valore della merce. Nello specifico:

  • fino a 45 euro: non si paga né dazio né Iva;
  • da 45,01 euro a 1.000 euro: si paga sia il dazio sia l’Iva;
  • oltre i 1.000 euro: si paga sia il dazio sia l’Iva.

Dogana: come si calcola la spesa

Il calcolo del dazio che si paga alla dogana parte dal sito dell’Agenzia doganale, dove si trova la tabella delle percentuali in base alla categoria merceologica del prodotto spedito secondo il relativo Regolamento europeo [1]. In pratica:

  • si accede all’archivio nazionale della Tariffa Doganale d’uso integrata, la cosiddetta Taric (aidaonline7.agenziadoganemonopoli.gov.it/nsitaricinternet/TaricServlet) e si clicca su «Consultazione»;
  • sulla schermata successiva, passando il mouse in alto a sinistra su «Nomenclature» compare un menù a tendina. Occorre cliccare su «Taric» e quindi su «Indice Taric»;
  • a questo punto si aprirà una nuova pagina in pop up con l’elenco di tutte le categorie merceologiche interessate dalla Taric, cioè dalla Tariffa Doganale d’uso integrata. Occorre cliccare sul numero a sinistra che corrisponde alla categoria desiderata;
  • la schermata successiva riporta le sottocategorie. Anche in questo casi si clicca sul numero a sinistra della sottocategoria;
  • entrati nella sottocategoria del prodotto che ci interessa, nel menù a sinistra si clicca su «Misure importazione» o «Misure esportazione», a seconda se vogliamo acquistare o vendere un prodotto. Successivamente ci verrà chiesto il Paese di provenienza o di destinazione;
  • l’ultima pagina ci mostra, tra le altre cose, i due valori che ci interessano, cioè la percentuale del dazio Paesi terzi (cioè quella da pagare) e la percentuale dell’Iva applicata.

Facciamo un esempio. Voglio comprare un camper usato in Germania. Una volta aperta la schermata «Indice Taric», vado a cercare la categoria merceologica, che corrisponde al numero 87 (vetture, automobili, trattori, velocipedi, motociclette ed altri veicoli terrestri, loro parti ed accessori). Clicco sul numero 87 e mi si apre una schermata con le prime sottocategorie. Scelgo quella relativa agli autoveicoli per il trasporto di persone, quindi clicco sul codice 8703. Mi riporta alle seconde sottocategorie. Qui trovo la voce «campers e motocaravans». Lo voglio usato, quindi clicco a sinistra sul relativo codice cioè «8703 3290 00». Arrivo alla pagina relativa al prodotto e clicco su «Misure importazione», visto che sono io ad acquistare il camper usato dall’Italia. Mi viene chiesto il Paese di provenienza e, dal menù a tendina che si apre sul relativo campo, scelgo «Germania». Clicco su «ok» e mi compaiono tutte le informazioni di cui ho bisogno. Tra queste, vedrò che la percentuale del dazio Taric da pagare (dazio Paesi terzi) in questo caso è il 10% e che l’Iva applicata è del 22%.

Questi due valori rappresentano le spese doganali da pagare, alle quali occorrerà aggiungere l’addebito di sdoganamento del corriere (variabile a seconda del corriere scelto). Nel dettaglio:

  • si calcola il prezzo del prodotto ed il costo di spedizione;
  • al risultato si applica la percentuale del dazio Taric;
  • all’importo che risulta si applica l’Iva.

Avremo così il costo totale compreso di spese doganali, al quale si aggiungeranno le eventuali spese di sdoganamento del corriere. Se si tratta di un pacco postale, la spesa varia da 7,50 a 15 euro, a seconda del valore del prodotto acquistato.

Dogana: si paga per importare dei beni ereditati?

Immaginate di avere un parente all’estero e di ereditare dei suoi beni alla sua morte. È possibile portarli in Italia, se provenienti da uno Stato dell’Ue, in franchigia dai diritti doganali entro 2 anni da quando si entra in loro possesso. Quindi, non si paga. Tuttavia, restano esclusi dalla franchigia prodotti come bevande alcoliche, tabacchi e lavorati, acqua di toletta o profumi e mezzi di trasporto a carattere commerciale.

Per avere l’autorizzazione alla franchigia, però, è necessario presentare all’Autorità doganale un documento rilasciato da un notaio che attenti che i beni importati sono frutto di una successione.

Dogana: si paga per portare i mobili da un Paese extracomunitario?

Può capitare di avere vissuto per un periodo di tempo all’estero, in un Paese extracomunitario, e di decidere, ad un certo punto, di rientrare in Italia. Volendo portare con noi i mobili, è necessario pagare alla dogana? No, perché i regolamenti comunitari prevendono la franchigia dai diritti doganali, purché:

  • l’interessato trasferisca la sua residenza in Italia dopo averla avuta in un Paese extra-Ue da almeno 12 mesi consecutivi;
  • i beni importati siano stati utilizzati per almeno 6 mesi nel luogo della precedente residenza.

Dogana: se mi mandano un regalo da un Paese extra-Ue devo pagare?

Se hai un amico generoso in giro per il mondo che ti invia un regalo da un Paese non appartenente all’Unione europea, non devi pagare le spese di dogana se:

  • la spedizione avviene da privato a privato;
  • la spedizione non ha carattere commerciale;
  • la spedizione viene fatta a titolo gratuito;
  • il valore della spedizione non supera i 45 euro.

Al di fuori di questi casi, si dovrà pagare:

  • i dazi (se previsti) calcolati sul valore delle spese di trasporto e di assicurazione con le aliquote applicate secondo la procedura vista in precedenza;
  • l’Iva calcolata sul valore della transazione più quello del dazio Taric.

È necessario, comunque, precisare la tipologia della merce spedita, sia per il calcolo delle spese doganali sia per valutare gli eventuali limiti di importazione di prodotti in Italia.

Dogana: se rientro da un Paese extra-Ue con effetti personali devo pagare?

Se andato in vacanza in un Paese extra-Ue e rientri con un po’ di souvenir o di prodotti tipici del luogo in cui sei stato? La normativa prevede l’esenzione dai dazi doganali, dell’Iva e delle accise per la merce che i cittadini provenienti da un Paese extracomunitario portano nel proprio bagaglio personale purché:

  • si tratti di importazione non commerciale;
  • il valore della merce non superi i 300 euro per ogni viaggiatore oppure i 430 euro se arrivati in aereo o in nave.

Per i minori di 15 anni, la soglia scende a 150 euro.

Se il valore dei beni supera questi limiti, il viaggiatore dovrà pagare i dazi doganali applicati all’intero valore dei beni e non alla parte eccedente.

Dogana: cosa rischio se acquisto merce contraffatta?

Risparmiare non è sempre un affare. Se per spendere qualche soldo in meno si acquista un prodotto contraffatto, l’acquirente finale dovrà pagare una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 7.000 euro. Se, invece, il fatto costituisce reato perché la merce è stata acquistata da un operatore commerciale o importatore o da chiunque altro diverso dall’acquirente finale, la sanzione va da 20mila ad 1 milione di euro. Inutile dire che la merce verrà confiscata.

note

[1] Regolamento CEE n. 2658/1987.

[2] Regolamento CE n. 11.86/2009.


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