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Rapporto di lavoro agricolo: come funziona

26 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 maggio 2018



Il lavoro agricolo è svolto da imprenditori agricoli con la collaborazione eventuale di lavoratori: vediamo come funziona.

In questo periodo di grande crisi del mondo del lavoro, iper specializzato ma ormai saturo e con poche risorse disponibili, moltissime persone stanno scegliendo, fra le opzioni possibili, di dedicarsi all’agricoltura. C’è chi lo considera un passo indietro, chi invece lo vede come un ritorno ad origini mai effettivamente abbandonate, o come un’occasione per rimettersi in gioco ed allontanarsi dal caos delle città metropolitane e dalla frenesia dei ritmi della vita quotidiana dei grandi centri. Un ritorno alla natura, che comporta la scelta di investire in un’impresa agricola o di trovare lavoro in un’azienda agricola già esistente: ci sono molteplici possibilità di lavorare nel mondo dell’agricoltura, in quanto è possibile farlo quali imprenditori, e quindi in proprio e quali potenziali datori di lavoro, oppure come dipendenti subordinati. Vediamo quindi come funziona il rapporto di lavoro agricolo, quali attività devono essere portate avanti dall’imprenditore agricolo affinchè possa definirsi tale, e di conseguenza come è regolato il lavoro agricolo.

Rapporto di lavoro agricolo: cosa significa e come funziona

Il rapporto di lavoro agricolo riguarda lo svolgimento di attività agricole, e può essere esercitato dall’imprenditore agricolo da solo o con l’aiuto e la collaborazione di lavoratori. Nel settore agricolo, i datori di lavoro sono generalmente coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali, che possono impiegare manodopera agricola. I lavoratori dipendenti sono coloro che prestano – dietro corrispettivo – la propria opera manuale (operai a tempo determinato o indeterminato, lavoratori assimilati) per la coltivazione del fondo, l’allevamento di animali o le attività connnesse a favore di un’azienda agricola e dell’imprenditore agricolo.

Il rapporto di lavoro agricolo, inoltre, può essere organizzato non soltanto dal punto di vista del singolo imprenditore agricolo, che lavora da solo, eventualmente con la collaborazione di lavoratori agricoli impiegati nel fondo, ma anche in una forma che potremmo definire associata. È infatti possibile che l’imprenditore agricolo decida di unire le proprie risorse, forza lavoro, idee, strategie e capitali con altri imprenditori agricoli, per ottenere maggiori utili e vantaggi da una soggettività collettiva con obiettivi condivisi e finalità comuni. In questi casi, quindi, l’imprenditore agricolo può unire le proprie forze con altri imprenditori agricoli, dando vita a una cooperativa agricola. A loro volta, le cooperative peraltro possono eventualmente decidere di ampliare il proprio raggio di azione, unendosi a loro volta e creando un ulteriore soggetto: il consorzio agricolo.

Rapporto di lavoro agricolo: attività dell’imprenditore agricolo

Nel rapporto di lavoro agricolo il datore di lavoro è quindi l’imprenditore agricolo, le cui attività sono specificamente previste dal codice civile. L’imprenditore agricolo non deve essere necessariamente il proprietario o possessore del fondo, in quanto la titolarità del fondo stesso non è requisito determinante per poter essere inprenditore agricolo. Per quanto riguarda le attività che possono essere esercitate dall’imprenditore agricolo, queste ricomprendono:

  • anzitutto la coltivazione del fondo;
  • la selvicoltura, cioè tutte quelle operazioni che riguardano la sistemazione del terreno, delle piantagioni e la cura delle piante;
  • la coltivazione dei funghi;
  • la floricoltura;
  • l’allevamento di animali;
  • le cosiddette attività connesse, che sono tutte quelle attività dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso: queste attività possono essere a loro volta di carattere vegetale (come ad esempio il florovivaismo) oppure animale (come la fase di ingrassamento degli animali da carne), nonché in concreto tutte quelle attività che utilizzano e/o possono utilizzare il fondo stesso, ma anche il bosco o le acque (sia dolci che salmastre o marine) oltre a tutte le attività connesse con quelle primarie.

Rapporto di lavoro agricolo: le attività connesse

Come abbiamo visto, in questo rapporto di lavoro l’attività dell’imprenditore agricolo deve essere legata a specifiche attività agricole, che vanno intese in senso lato, comprendendo al loro interno anche quelle che abbiamo chiamato attività connesse.

Per quanto riguarda le attività connesse a quelle di coltivazione del fondo, che concorrono ad identificare la nozione di imprenditore agricolo, possiamo fare i seguenti esempi di attività connesse:

  • attività dirette a manipolare, conservare, trasformare, commercializzare i prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo (oppure del bosco, o dell’allevamento di animali, a seconda delle differenti attività agricole di riferimento);
  • attività dirette a valorizzare i prodotti ottenuti nelle modalità di cui al punto precedente;
  • attività dirette alla fornitura di beni o servizi (anche ad imprese non agricole, volendo), attraverso l’uso prevalente di attrezzature e risorse dell’azienda utilizzate per la normale attività agricola;
  • attività dirette alla valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, comprese le attività di ricezione e di ospitalità (si pensi all’agriturismo).

note

Autore immagine: Pixabay.

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