Diritto e Fisco | Editoriale

Caf: funzionamento e responsabilità


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 maggio 2018



Per ricevere aiuto e assistenza in materia fiscale possiamo rivolgerci ai Caf: comodi, economici e competenti. E in caso di errore? Rispondono del loro operato.

I centri di assistenza fiscale o Caf, che generalmente hanno ufficio presso le principali sedi sindacali, possono fornire aiuto ed assistenza in materia fiscale a lavoratori dipendenti, soggetti assimilati e pensionati (c.d. “CAF-dipendenti”) e alle imprese (c.d. “CAF-imprese”) [1]. In particolare, il Caf può occuparsi di redigere la dichiarazione dei redditi, le dichiarazioni tributarie ed inviarle agli enti competenti, predisporre il conteggio per il pagamento dei tributi locali (IMU e TASI), fornire in generale informazioni e consulenza in materia tributaria e fiscale a privati e imprese. Sono soggetti abilitati a costituire i Caf le organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti e dei pensionati e le associazioni di categoria e i patronati [2]. Deve trattarsi però di organizzazioni che abbiano almeno 50.000 aderenti e di associazioni istituite da almeno 10 anni: questo a garanzia della serietà e della solidità del Caf, che in caso di errore o omissione nello svolgimento della propria attività, deve essere in grado di risarcire il cliente (lavoratore, pensionato o impresa), assumendosi la responsabilità conseguente al proprio sbaglio.

In questo articolo vedremo nel dettaglio il funzionamento e la responsabilità del Caf.

Requisiti per la costituzione dei CAF

I Centri di assistenza fiscale, sia per i dipendenti che per le imprese, devono innanzitutto [3]:

  • essere costituiti nella forma di società di capitali (es. società per azioni, società a responsabilità limitata);
  • avere un capitale sociale di almeno 51.645,69 euro, salvo i casi in cui il codice civile preveda un capitale minimo di maggiore importo;
  • prevedere nell’oggetto sociale lo svolgimento delle previste attività di assistenza fiscale;
  • designare uno o più responsabili dell’assistenza fiscale, da individuare tra gli iscritti nell’Albo dei dottori commercialisti o degli Esperti contabili, anche assunti con rapporto di lavoro subordinato;
  • fornire apposite garanzie a copertura delle responsabilità relative all’attività prestata;
  • svolgere l’attività di assistenza fiscale previa autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate;
  • essere iscritti in un apposito Albo.

Per ricevere l’autorizzazione allo svolgimento della propria attività, il Caf deve avere sedi e uffici periferici in almeno un terzo delle Province; inoltre alla domanda di autorizzazione allo svolgimento dell’attività di assistenza fiscale deve essere allegata una relazione tecnica dalla quale risulti il rispetto da parte del Caf dei requisiti tecnico-organizzativi, la formula organizzativa assunta (società per azioni o società a responsabilità limitata), i sistemi di controllo interno volti a garantire la correttezza dell’attività svolta, con l’indicazione anche di eventuali terzi ai quali il Caf affidi l’attività di assistenza fiscale e il piano di formazione del personale.

Se, dalle verifiche svolte dall’Agenzia delle Entrate, emerge la mancanza di almeno uno dei requisiti relativi alla capacità tecnico-organizzativa e alle dichiarazioni trasmesse, interviene la decadenza dall’autorizzazione allo svolgimento dell’attività di assistenza fiscale, successivamente al completamento dell’attività di assistenza in corso [4].

Attività svolte dai CAF

Come detto, a seconda dell’attività svolta e dei soggetti che ad esso si rivolgono, si distingue tra Caf-dipendenti e pensionati e Caf-imprese.

In particolare, i Caf-dipendenti e pensionati provvedono alla gestione dei modelli 730 per i contribuenti persone fisiche.

La gestione dei modelli 730 comporta lo svolgimento delle seguenti attività:

  • elaborazione e predisposizione delle dichiarazioni;
  • verifica della conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni alla relativa documentazione;
  • rilascio del visto di conformità c.d. “leggero”;
  • consegna al contribuente la copia della dichiarazione elaborata e del prospetto di liquidazione delle imposte;
  • trasmissione in via telematica all’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni elaborate e le scelte per la destinazione dell’otto/cinque/due per mille dell’IRPEF (modelli 730-1);
  • trasmissione in via telematica all’Agenzia delle Entrate dei risultati contabili derivanti dalla liquidazione dei modelli 730 (modelli 730-4), che l’Agenzia delle Entrate provvede poi a trasmettere ai sostituti d’imposta ai fini dell’effettuazione dei relativi conguagli a debito o a credito;
  • conservazione di copia della dichiarazione e dei relativi prospetti di liquidazione.

Per i lavoratori che non si avvalgono del modello 730 (ad esempio i lavoratori autonomi), il Caf provvede alla redazione della dichiarazione dei redditi secondo il modello Unico Persone Fisiche.

Infine i Caf-dipendenti possono svolgere altre attività di assistenza fiscale, quali ad esempio: la registrazione telematica dei contratti di locazione e affitto di beni immobili; la determinazione dell’IMU/TASI, la compilazione dei relativi modelli di versamento e delle relative dichiarazioni, la presentazione delle dichiarazioni di successione, la compilazione e presentazione dei modelli RED e ISEE.

I Caf-imprese, invece, svolgono una serie di adempimenti fiscali e tributari a favore delle società ed, in particolare:

  • redigono le scritture contabili;
  • elaborano e predispongono le dichiarazioni tributarie (es. dichiarazioni dei redditi, IVA, IRAP e dei sostituti d\’imposta), nonché curano gli ulteriori adempimenti tributari;
  • verificano la conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni alla relativa documentazione, rilasciando il visto di conformità c.d. “leggero” o l’asseverazione per gli studi di settore;
  • consegnano al contribuente la copia della dichiarazione elaborata e del prospetto di liquidazione delle imposte;
  • inviano telematicamente all’Amministrazione finanziaria le dichiarazioni elaborate.

I CAF-imprese non possono invece rilasciare la “certificazione tributaria” (c.d. visto di conformità “pesante”).

Il costo del Caf è generalmente inferiore a quello di un professionista, dunque per le società (soprattutto quelle di piccole dimensioni) può essere molto utile rivolgersi a tali Centri di assistenza.

Il compenso dei Caf

L’attività svolta dai Caf viene in parte remunerata mediante il pagamento da parte del cliente o dell’impresa che vi si rivolge di una quota, che varia in base alla complessità dell’attività svolta e in parte pagata dallo Stato, sulla base del numero di dichiarazioni fiscali e tributarie eseguite ed evase.

Società di servizi e Professionisti

Il CAF può avvalersi, in aiuto allo svolgimento della propria attività, di società di servizi e professionisti esterni, che forniscano però adeguate garanzie di competenza e stabilità economica.

I professionisti scelti, ad esempio, devono essere iscritti nell’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili o in quello dei consulenti del lavoro e agire in nome e per conto del Caf.

Responsabilità del CAF

Le attività di assistenza fiscale svolte dalle società di servizi e dai professionisti sono comunque effettuate sotto il diretto controllo del CAF che ne assume la responsabilità.

Il Caf è infatti direttamente responsabile in caso di errori e/o omissioni commesse nello svolgimento della propria attività, rispondendo di tutti i danni eventualmente causati al cliente.

Il Caf, per far fronte ad eventuali azioni di responsabilità, deve infatti stipulare una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile professionale.

Il personale del Caf, infatti, quando svolge la sua attività deve usare una diligenza particolare (professionale), in quanto “esperto” nella materia fiscale e tributaria.

In caso di errore da parte del Caf, il cliente dovrà infatti segnalare al Responsabile il danno subito, chiedendo gli estremi della polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile professionale.

In mancanza di riscontro, potrà agire dinanzi al Giudice di Pace o al Tribunale, in base al valore del danno subito, e chiederne il risarcimento.

note

[1] Artt. 32 – 40 del D.Lgs. 9.7.97 n. 241 e il DM 31.5.99 n. 164.

[2] Aart. 32, co. 1 del D.Lgs. 241/97

[3] Art. 33 del DLgs. 241/97; D.M. 164/99

[4] Art. 10, co. 3 del D.M. 164/99

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