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Definitiva liberalizzazione dei diritti connessi

22 dicembre 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 dicembre 2012



Attuata la liberalizzazione dei diritti connessi di interpreti ed esecutori delle opere e di produttori e case discografiche.

I diritti connessi sono ora definitivamente liberalizzati: gli “interpreti ed esecutori” da oggi non sono più vincolati a chiedere l’intermediazione del Nuovo IMAIE nella riscossione dei proventi per l’utilizzo delle loro opere, ma possono scegliere liberamente da quale società o associazione farsi rappresentare.

La svolta è avvenuta lo scorso 20 dicembre, con la firma, da parte del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Peluffo, delle norme di attuazione al primo decreto liberalizzazioni di Monti.

Per comprendere meglio cosa siano i “diritti connessi”, vi rinvio a questo precedente articolo: La liberalizzazione dei diritti connessi al diritto d’autore. La prossima liberalizzazione è la SIAE? 

Le nuove regole, che finiscono per influire sul futuro di “interpreti ed esecutori” delle opere e di produttori e case discografiche, si applicano a tutti coloro che intendono operare nel mercato dell’intermediazione dei diritti. Il che potrebbe voler dire anche lo stesso Nuovo IMAIE che, sino ad oggi, invece, ha operato in regime di monopolio (o meglio, di esclusiva).

L’intento perseguito dal Governo è quello di perseguire una maggiore concorrenza ed economicità nella gestione dei diritti connessi.

E questo richiama il solito problema legato invece alla SIAE che, a differenza del Nuovo IMAIE, gestisce la raccolta dei diritti degli autori ed editori.

Come noto, la SIAE (che solo pochi giorni fa ha chiuso 13 filiali e 62 agenzie, ai fini di una “organizzazione più funzionale del territorio”) continua ad operare in base ad un regime di esclusiva, lo stesso che, fino a pochi giorni fa aveva riguardato l’IMAIE.

Per essere più precisi, si parla, a riguardo, di “mandato in rem propriam”, ossia di un mandato eseguito non solo nell’interesse del soggetto rappresentato (l’autore), ma anche del soggetto rappresentante (la SIAE). La Società degli autori, infatti, nel riscuotere, per conto degli artisti ed editori, i diritti d’autore, trattiene per sé una parte di proventi, realizzando un proprio utile.

Se gli interpreti ed esecutori sono, da oggi, definitivamente svincolati nello scegliere, nell’ambito del mercato libero, tra diverse società di intermediazione dei diritti connessi, non possono fare altrettanto gli autori ed editori. Questi ultimi, se intendo incaricare un soggetto terzo affinché si occupi della riscossione dei proprio diritti d’autore, devono necessariamente affidare tale mandato alla SIAE.

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