Diritto e Fisco | Editoriale

Ritardo soccorsi: si può denunciare?

27 maggio 2018 | Autore:


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Cosa succede se l’ambulanza arriva in ritardo? È possibile sporgere querela? Quali reati si configurano? Cos’è l’omissione di soccorso?

Il sistema sanitario italiano, sebbene sia spesso criticato, è un modello di riferimento per i Paesi esteri. Il problema è che, a causa della carenza di mezzi e personale, non sempre i sanitari riescono a far fronte alla grande domanda che proviene dai privati cittadini. Accade, quindi, che talvolta la cronaca metta in risalto alcune disfunzionalità, se non proprio alcuni casi di malasanità.

Con questo articolo cercheremo di capire cosa si può fare nel caso in cui i soccorsi tardino ad arrivare e quale tutela prevede la legge. In particolare, vedremo se il ritardo nei soccorsi si può denunciare.

Omissione di soccorso: è reato?

Prima ancora di vedere in quale responsabilità incorre colui che ritardi nei soccorsi e se si può denunciare, dobbiamo analizzare alcune figure affini che ruotano intorno alla nozione di soccorso.

La prima fattispecie che rileva è senz’altro quella dell’omissione di soccorso: secondo il codice penale, rischia la reclusione fino a un anno o la multa fino a 2.500 euro colui che non presti soccorso oppure non chiami le autorità competenti a farlo davanti a casi di persone che si trovano in evidente stato di bisogno [1].

La legge, quindi, impone a chiunque (non solo ai medici e ai professionisti della sanità) di attivarsi per prestare soccorso. In particolare, il codice dispone tale obbligo in presenza di queste situazioni:

  • minore degli anni dieci abbandonato o smarrito;
  • persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia psichica o fisica, per vecchiaia o per altra causa, ugualmente abbandonata o smarrita;
  • rinvenimento di un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero di una persona ferita o altrimenti in pericolo.

Omissione di soccorsi a seguito di incedente stradale

Ancora più grave è la situazione di chi cagioni per colpa la morte o una lesione personale per non aver rispettato il codice della strada: in questa ipotesi, se l’autore del fatto si dà alla fuga rischia pene severissime, mai inferiori a tre anni in caso di lesioni e a cinque in caso di morte [2].

Ritardo nei soccorsi: c’è responsabilità penale?

Tracciato brevemente il quadro dell’omissione di soccorso penalmente rilevante, vediamo cosa accade se, chiamati i soccorsi per un imminente stato di bisogno, questi non arrivino nei dovuti tempi. Si pensi a Tizio che, vittima di una grave emorragia causata da un incidente domestico, chiami il 118 ma l’ambulanza tardi ad arrivare. Tizio potrà denunciare il ritardo nei soccorsi?

Secondo la Corte di Cassazione sì: l’ambulanza che giunga in ritardo a causa dell’inerzia dell’operatore del 118 che, anziché inviare prontamente i soccorsi, sottovaluta le condizioni di salute riferitegli telefonicamente, incorre in responsabilità [3].

Allo stesso modo, sempre secondo la giurisprudenza, risponde del reato di omissione di atti d’ufficio [4] il medico che nei casi di urgenza, ossia di un paziente in grave pericolo di vita, si limiti a inviare gli infermieri per il trasporto in ospedale senza essere personalmente presente sull’ambulanza [5].

Di conseguenza, nell’ipotesi di ritardo nei soccorsi è possibile denunciare il responsabile del ritardo, di volta in volta da individuare a seconda del caso concreto: si può trattare, come visto, del sanitario di turno al centralino del 118, oppure del medico che non ha disposto le cure prontamente.

Ritardo nei soccorsi: c’è responsabilità civile?

Ovviamente, così come sussistono profili di responsabilità penale, allo stesso modo vi sono quelli di responsabilità civile. Se, a causa del ritardo, colui che necessitava dei soccorsi riporta un danno alla salute, questi potrà chiedere il risarcimento del danno patito, risarcimento che sarà commisurato al grado della lesione. Nel caso in cui dal ritardo nei soccorsi dovesse derivare addirittura la morte, il risarcimento potrà essere chiesto dai parenti più prossimi.

Ritardo nei soccorsi: come chiedere il risarcimento dei danni?

Per chiedere il risarcimento dei danni derivanti da ritardo nei soccorsi è possibile seguire due strade:

  1. costituirsi parte civile all’interno del procedimento penale intrapreso contro i responsabili: significa che la persona danneggiata potrà chiedere il risarcimento direttamente in sede penale (per un approfondimento sul significato di parte civile si rinvia alla lettura del seguente articolo: Parte civile: cosa significa?);
  2. citare in giudizio (civile) i responsabili.

Ritardo nei soccorsi: vale solo per l’ambulanza?

Un’ultima precisazione: la responsabilità derivante da ritardo nei soccorsi non riguarda solamente la professione sanitaria. Quello che si vuole dire è che i soccorsi possono anche essere quelli delle forze armate: si pensi a chi chiama i carabinieri perché sta subendo un’aggressione o una rapina. Anche questi sono soccorsi e, come tali, idonei a far scattare profili di responsabilità (civile e penale) nel caso in cui avvengano in ritardo.

Il reato sarà sempre quello di omissione di atti d’ufficio, cioè mancanza di un intervento dovuto per legge in ragione della propria professione; allo stesso modo, il risarcimento potrà essere chiesto sia in sede civile che in sede penale.

note

[1] Art. 593 cod. pen.

[2] Artt. 589-ter e 590-ter cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 40036/2016 del 27.09.2016.

[4] Art. 328 cod. pen.

[5] Cass., sent. n. 2060/2012 del 18.01.2012.

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