Diritto e Fisco | Editoriale

Licenza tabacchi: normativa, requisiti e funzionamento


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 maggio 2018



Come si apre una tabaccheria? Quali condizioni vanno rispettate? Qual è la distanza minima tra un tabacchino e un altro?

Aprire una tabaccheria può essere un’ottima idea per investire i propri risparmi in un’attività che si può rivelare redditizia. Come ogni esercizio, però, è necessario sopportare dei costi iniziali e affrontare delle difficoltà che, spesso, non vengono messe in debito conto. Si tratta non soltanto dell’aleatorietà insita in ogni attività commerciale, ma anche della conoscenza di una normativa spesso complessa e contorta.

Con questo contributo cercheremo di comprendere bene cosa serve per ottenere una licenza tabacchi, concentrandoci su normativa, requisiti e funzionamento.

Licenza tabacchi: chi la rilascia?

Il primo passo per aprire una tabaccheria è quello di ottenere la relativa licenza. Poiché essa deve essere concessa direttamente dallo Stato, l’iter è piuttosto lungo. Nello specifico, la licenza è rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Area Monopoli (in breve, Aams) soltanto al ricorrere di determinate condizioni:

  • rispetto della distanza minima da altra tabaccheria;
  • produttività dell’esercizio.

Analizziamo questi aspetti.

Licenza tabacchi: qual è la distanza minima?

Per quanto riguarda il primo requisito, cioè quello della distanza minima, perché lo Stato rilasci la licenza tabacchi occorre che il nuovo rivenditore disti dal più vicino:

  • almeno trecento metri, se trattasi di comuni con popolazione non superiore a trentamila abitanti;
  • almeno duecentocinquanta metri, nei comuni con popolazione superiore ai trentamila ma inferiore ai centomila abitanti;
  • almeno duecento metri nei restanti comuni (cioè quelli con popolazione superiore ai centomila abitanti).

Nei Comuni più piccoli, invece, il limite posto all’apertura di nuove tabaccherie è proporzionale al numero di abitanti. In particolare, nei Comuni fino a diecimila abitanti può esservi una rivendita di tabacchi ogni 1.500 cittadini. Quindi, un piccolo paese di tremila anime non potrà avere più di due tabacchini. Unica eccezione a tale regola è prevista nel caso in cui la nuova tabaccheria disti più di seicento metri da quella già esistente.

Licenza tabacchi: cos’è la produttività?

Il requisito della produttività, invece, fa riferimento alla capacità di guadagno della nascente tabaccheria. Ed infatti, non è consentita l’istituzione di una nuova rivendita quando, sulla scorta dei guadagni di quelle già presenti, non se ne ravvisi la necessità. In altre parole, lo Stato è disposto a concedere la licenza solamente quando vi sia una domanda di tabacchi che giustifichi la nascita di una nuova rivendita.

Per scendere ulteriormente nel dettaglio, la licenza non verrà concessa se la quarta parte del ricavo netto (cosiddetto aggio) realizzato dalle tre tabaccherie più vicine, poste a meno di seicento metri rispetto a quella di nuova apertura, non sia almeno pari a:

  • 19.965 euro per Comuni fino a trentamila abitanti;
  • 31.990 euro per Comuni con un numero di abitanti superiore a trentamila e inferiore a centomila;
  • 39.825 euro per Comuni con più di centomila abitanti.

L’unico modo di “aggirare” il requisito della produttività è quello di aprire una tabaccheria che distinti almeno seicento metri da quella più vicina.

Licenza tabacchi: come presentare la domanda?

La domanda per chiedere la licenza tabacchi deve essere inoltrata all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in carta semplice; un modello è rinvenibile sul sito istituzionale dell’Agenzia, cliccando qui.

Il richiedente non deve possedere requisiti specifici; ciò non significa, però, che ottenere la licenza sia cosa semplice. La concessione della stessa, infatti, avviene secondo rigidi criteri stabiliti dalla legge. In particolare, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ogni sei mesi, provvede a raccogliere le domande ricevute e, sulla scorta di queste, approva un piano provvisorio delle nuove aperture, piano pubblicato sul sito istituzionale.

Entro venti giorni da tale pubblicazione, gli interessati possono far pervenire all’Agenzia le proprie osservazioni. Valutate anche queste, l’Agenzia provvede finalmente alla pubblicazione di un piano definitivo, cioè di una tabella che indica gli assegnatari delle licenze.

Licenza tabacchi: come avviene l’assegnazione?

Solo dopo l’approvazione del piano definitivo si provvede all’assegnazione della tanto agognata licenza. Anche qui bisogna distinguere tra Comuni maggiormente popolosi e Comuni più piccoli. Per questi ultimi (dovendosi ritenere “piccoli” i Comuni con popolazione inferiore ai trentamila abitanti), si procede ad assegnazione per concorso, il quale è riservato a:

  • profughi già assegnatari di licenza equivalente nei territori d’origine;
  • invalidi e vedove di guerra ed equiparati;
  • altri profughi riconosciuti, militari decorati, mutilati o invalidi per causa di lavoro almeno al 40%, vedove di morti sul lavoro.

A parità di titoli, viene preferito chi ha il maggior carico famigliare ed, in caso di ulteriore parità, chi ha proposto il locale riconosciuto più idoneo a insindacabile giudizio dell’Agenzia.

Nei Comuni più grandi (che superano le trentamila anime) e nei capoluoghi di Provincia, si procede mediante asta pubblica cui può partecipare chiunque abbia a disposizione un locale adatto nella zona individuata. Se dalla gara non esce alcun vincitore, l’Agenzia può procedere con trattativa privata, assegnando la rivendita al miglior offerente.

Infine, una volta ricevuta l’assegnazione, il titolare dovrà frequentare un corso di formazione specialistico [1].

Licenza tabacchi: meglio acquistarla?

Da quanto abbiamo detto finora si comprende facilmente perché in tanti preferiscono acquistare una licenza tabacchi da chi ce l’ha già. I vantaggi sono evidenti in termini di tempo, di riuscita dell’operazione (come visto, infatti, non è sufficiente presentare la richiesta all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per essere certi di ottenere l’autorizzazione) e di sicurezza dell’attività, visto che rilevare una tabaccheria ben avviata può presentarsi come un affare sicuro.

Lo svantaggio (non da poco) è il prezzo dell’acquisto della licenza: sarà difficile poterla comprare per meno di 150mila euro.

note

[1] Decreto legge n. 78/2010.

Autore immagine: Pixabay.com

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