Diritto e Fisco | Editoriale

Controlli alla dogana

15 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 maggio 2018



In cosa consistono i controlli doganali? Quando si applicano i dazi? C’è differenza tra controlli all’esportazione e controlli all’importazione?

Il concetto di dogana sembra legato a tempi passati, quando l’Europa non formava ancora una comunità unita ed era attraversata da rivalità interne. In realtà, la dogana è una realtà ancora presente, strettamente legata alla frontiera e, quindi, ai confini che separano gli Stati.

I controlli alla dogana ci sono e anche voi potreste incappare in uno di essi se passaste il confine tra uno Stato aderente all’Unione Europea e uno esterno. Così, una semplice e spensierata vacanza può complicarsi a causa di un imprevisto in dogana. Cosa sono i controlli? In cosa consistono? Vediamo quali sono i controlli alla dogana e come affrontarli stando in regola.

Dogana: cos’è?

Abbiamo detto che tutti noi possiamo essere sottoposti ai controlli alla dogana. Ma cos’è la dogana? Si tratta dell’ufficio che si trova al confine tra due Stati e che è adibito al controllo delle merci in entrata e in uscita. La dogana è una specie di “posto di blocco” che obbliga chiunque, trasportatori professionisti (camion, ecc.) e viaggiatori normali a doversi fermare.

Dal punto di vista giuridico, la dogana è un’istituzione pubblica, che fa capo all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Gli uffici doganali si distinguono in:

  • uffici di confine, posti lungo la linea di confine nazionale;
  • uffici interni, collocati all’interno del territorio nazionale, spesso in zone ad alta concentrazione industriale e commerciale.

Dogana: cosa fa?

Gli uffici doganali, come anticipato, controllano tutte le merci che entrano ed escono dallo Stato. In Europa, grazie all’unione doganale, il problema dei controlli è stato superato; esso permane, invece, nel caso in cui si attraversino i confini europei. State finalmente raggiungendo la Russia per godervi una vacanza desiderata da anni: superando l’ultimo confine europeo, vi imbatterete inevitabilmente in un controllo doganale. Cosa fare? Niente panico.

Controlli dogana: quali sono?

L’ufficio della dogana è tenuto a controllare le merci in entrata e in uscita; questo significa che i controlli alla dogana sono essenzialmente due:

  • controlli all’importazione;
  • controlli all’esportazione.

Analizziamoli entrambi.

Dogana: quali sono i controlli in uscita?

I controlli doganali all’uscita sono quelli che si concentrano sulle esportazioni, cioè sulle merci che escono da un Paese e vanno in un altro. In caso di esportazione, dunque, gli uffici doganali devono controllare che la merce non sia sottoposta a vincoli specifici (si pensi al trasporto di animali esotici oppure protetti, o ancora a quello di armi); in altre parole, deve essere accertata la libera esportazione delle merci. Se il controllo è superato, viene rilasciata un’autorizzazione, denominata bolla doganale.

L’esportazione di merci, a differenza dell’importazione, non è soggetta al pagamento di dazi doganali: in altre parole, nessuna tassa può esservi fatta pagare all’uscita dell’Unione Europea.

Inoltre, chi attraversa la frontiera è tenuto a mostrare il proprio passaporto in corso di validità. Nei Paesi europei che hanno aderito all’unione doganale, invece, è sufficiente viaggiare con un documento d’identità valido per l’espatrio.

Dogana: quali sono i controlli in entrata?

I controlli doganali all’entrata, invece, sono volti non soltanto a tutelare la sicurezza e l’ordine pubblico, ma anche (e soprattutto) alla riscossione dei dazi. Ciò vuol dire che una merce proveniente dall’India, dagli Stati Uniti, dalla Cina ma anche dalla Svizzera (cioè, dai Paesi extracomunitari), dovrà essere controllata, classificata e, di conseguenza, tassata.

Il problema si pone non soltanto per chi, di professione, trasporta merci da un capo del pianeta all’altro, ma anche per i normali cittadini: si pensi a chi, stando comodamente a casa, acquista online un prodotto venduto in Cina (a tal proposito, si rinvia alla lettura dell’articolo Come importare dalla Cina).

Si consideri che la legge [1] impone l’iva su tutti i prodotti importati in Italia provenienti da aree diverse da quelle del mercato unico europeo o da Paesi che non godano di specifiche condizioni. Pertanto, chi vorrà importare da Paese extracomunitario dovrà pagare l’iva al momento del passaggio alla dogana. L’operazione deve essere attestata da un documento (la bolla doganale) dal quale risulti l’ammontare dei dazi doganali e quello dell’iva, entrambi da versare in dogana.

Oltre all’iva, chi intende importare da uno Stato extracomunitario deve pagare anche i dazi doganali. I dazi vanno pagati all’Unione Europea, non al Paese esportatore. L’iva, invece, viene pagata allo Stato italiano.

In sintesi: per importare una merce proveniente da un Paese che non aderisce all’unione doganale europea occorre pagare i dazi doganali e l’iva, calcolata sul valore alla dogana maggiorato dei dazi stessi.

Dogana: cosa si può importare?

Non tutto può essere importato in Italia: alcuni necessitano di un certificato specifico che ne attesti la qualità e le caratteristiche di produzione. Nello specifico, la merce ammessa è quella conforme alla normativa europea. Sicuramente avrete notato il simbolo CE che è presente su tutti i prodotti che acquistate, anche quelli di provenienza cinese: quel piccolo simbolo attesta la conformità agli standard di sicurezza europei.

note

[1] Art. 1, D.P.R. n. 633/72.

Autore immagine: Pixabay.com


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