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Tassa di concessione governativa sui cellulari: interviene la Cassazione

27 dicembre 2012


Tassa di concessione governativa sui cellulari: interviene la Cassazione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 dicembre 2012



La Corte di Cassazione afferma la legittimità della tassa di concessione governativa sull’uso dei telefoni cellulari.

È legittima: la Corte di Cassazione [1] entra definitivamente nel merito della tanto discussa tassa di concessione governativa sull’uso dei telefonini.

Secondo la Suprema Corte, l’attività di fornitura di servizi di telecomunicazione resta assoggettata alle autorizzazioni da parte della pubblica amministrazione [2]. Tale permanente regime autorizzatorio, pur contrassegnato da maggiori spazi di libertà rispetto al passato, giustifica il mantenimento della tassa di concessione governativa.

Questa sentenza peserà parecchio sulla class action che, negli scorsi giorni, il Codacons ha deciso di avviare; di ciò avevamo parlato in un precedente articolo:

Illegittima la tassa di concessione governativa sui cellulari: class action del Codacons

La tassa di concessione governativa, che il gestore finisce immancabilmente per scaricare sulla bolletta dell’utente, va quindi pagata, almeno secondo l’orientamento più recente della Cassazione. L’utente che vorrà chiedere il rimborso potrebbe dunque vedersi respingere l’istanza.

note

[1] Cass. sent. n. 23052 del 14.12.2012.

[2] Con la particolarità che il contratto di abbonamento con il gestore del servizio radiomobile si sostituisce alla licenza di stazione radio.

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