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Flatulenze in ufficio: si rischia la lettera di richiamo

22 dicembre 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 dicembre 2012



Una puzzetta di troppo e… ecco arrivare la lettera di richiamo del capo ufficio.

Un provvedimento disciplinare per una dose di troppo di gas intestinale? È possibile. La miscela letale di azoto, metano, idrogeno e biossido di carbonio [1] è costata, a un dipendente federale americano del Maryland, una lettera di richiamo di ben cinque pagine.

L’uomo di 38 anni era stato accusato dai colleghi di “rilasciare odori non piacevoli”. Non è bastata la documentazione medica prodotta dal dipendente con la quale certificava il proprio “imbarazzante” stato di salute. Nella lettera di richiamo, inviatagli dal datore di lavoro, si precisa che “la documentazione medica non indica che la flatulenza sia incontrollabile, mentre essa, normalmente, è una condizione da poter tenere sotto controllo”.

La questione, tuttavia, andava avanti da mesi: qualche mese prima, il dipendente era già stato avvicinato dai superiori per un “generico avviso”. Che, tuttavia, non aveva sortito effetto. La situazione sul luogo di lavoro è andata via via peggiorando e così, a seguito delle ripetute lamentele dei colleghi, l’uomo si è visto recapitare un provvedimento disciplinare.

Se siete impiegati, e vi trovate in un ambiente di lavoro a contatto con altri colleghi nella stessa stanza, fate attenzione a ciò che mangiate la sera prima.

note

Fonte: Ansa

[1] Si tratta dei principali gas costituenti il cosiddetto meteorismo.

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