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Revocatoria falimentare dell’onorario percepito dall’avvocato nel periodo sospetto

28 dicembre 2012


Revocatoria falimentare dell’onorario percepito dall’avvocato nel periodo sospetto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 dicembre 2012



Il curatore fallimentare può chiedere la revocatoria del compenso professionale che la società, nell’anno prima di fallire, ha pagato all’avvocato.

Secondo la Cassazione [1], sono soggetti alla revocatoria fallimentare gli onorari degli avvocati: benché si tratti di crediti privilegiati, l’elargizione degli stessi, nel periodo sospetto (un anno prima della dichiarazione di fallimento), è suscettibile di ledere la par condicio creditorum. Non rileva il fatto che non vi sia alcuna prova di danno concreto nei confronti di creditori di grado superiore.

Il fatto che il legale fosse a conoscenza dell’insolvenza della società [2] rende quindi i compensi da questi percepiti, nell’anno anteriore al default, sottoponibili a revocatoria.

A riguardo, la Suprema Corte aveva già  [3] affermato la soggezione a revoca dell’acconto o dell’anticipazione delle spese, nel contratto d’opera professionale, secondo gli usi previsti dal codice civile [4]. Una conferma indiretta “a contrario” deriva dalla recente riforma fallimentare nella parte in cui sottrae all’azione revocatoria i pagamenti di prestazioni di servizi solo se strumenti all’accesso alla procedura concorsuale di concordato preventivo [5].

Né si può sostenere – a sostegno dell’irrevocabilità del pagamento – la tesi che poggia sul precedente della Cassazione stessa [6] ove è stato affermato l’esonero da revoca del pagamento di un credito liquido ed esigibile ricevuto dal monopolista nel periodo sospetto, senza la previa possibilità di sospendere o rifiutare la propria prestazione, pur nella consapevolezza dell’altrui insolvenza. Infatti, la premessa maggiore del sillogismo è venuta meno a seguito del revirement della Suprema Corte [7] che ha enunciato il principio opposto.

note

[1] Cass. sent. n. 23710/2012.

[2] Motiva la Cassazione: “Anche il pagamento del debito da lui [l’avvocato, n.d.r.] ricevuto nell’anno anteriore alla dichiarazione di fallimento del somministrato o dell’utente, nel concorso con il presupposto soggettivo della scientia decotionis, resta soggetto a revoca ex art. 67, secondo comma, legge fallimentare”.

[3] Cass. sent. n. 24046/2006.

[4] Art. 2234 c.c.

[5] Art. 67 secondo comma lett. G, l.fall.

[6] Cass. S.U. sent. n. 11350/1998.

[7] Cass. S.U. sent. n. 24046/2006.

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