Diritto e Fisco | Editoriale

Permessi studio per studenti lavoratori

29 Maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Maggio 2018



Hai deciso di rimetterti in gioco ricominciando a studiare. Hai diritto di assentarti da lavoro per fare esami o per seguire qualche lezione? Vediamo

Il diritto allo studio è di tutti. Anche dei lavoratori (o meglio dei fortunati ad avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato). Mettiamo infatti che da anni lavori in un’azienda in modo stabile, ma a un certo punto decidi di riprendere gli studi che avevi abbandonato anni fa (una licenza media, un diploma, una laurea mai ottenuti), puoi farlo? o meglio avrai diritto a permessi che ti consentano di frequentare lezioni, recarti a sostenere gli esami, di preparare la tesi di laurea e altre esigenze connesse alla tua attività di studente? Anticipiamo che – fortunatamente – la legge ti viene in aiuto e ti tutela da un certo punto di vista, prevedendo alcune ore di assenza giustificata da lavoro per alcuni di questi motivi. Quello che analizzeremo in questo articolo sono proprio i permessi studio per studenti lavoratori: cosa sono, se siano retribuiti, quanti sono.

Permessi studio per studenti lavoratori: cosa sono?

Lo Statuto dei lavoratori, che a suo tempo ha messo su carta i diritti imprescindibili dei dipendenti che ogni datore dive rispettare, ha dedicato anche un articolo ai lavoratori che decidono di migliorarsi e accrescere le proprie conoscenze, riprendendo in mano libri e astucci e tornando sui banchi di scuola. Un articolo appositamente scritto per tutelare quei lavoratori studenti che fanno una scelta precisa: mettersi a studiare per ottenere quel titolo scolastico o accademico che non hanno potuto (o voluto) prendere anni prima.

Questa norma [1] stabilisce chiaramente che i lavoratori studenti iscritti e frequentanti corsi di studio regolari e riconosciuti – di istruzione primaria, secondaria, università – hanno diritto a turni di lavoro che agevolino la frequenza dei corsi e la preparazione degli esami e non sono obbligati a prestazioni di lavoro straordinario. Inoltre gli studenti lavoratori hanno diritto a fruire di permessi giornalieri retribuiti (dietro presentazione di attestazioni e certificati di frequenza).

Ecco quindi come vengono tutelate queste coraggiose persone che vogliono raggiungere l’ambizioso traguardo di una licenza media, un diploma, una laurea, pur lavorando:

  • turni di lavoro che li aiutino e non complichino le loro esigenze di studenti;
  • possibilità di non fare straordinari (altrimenti quando studiano?);
  • concessione di permessi studio per studenti lavoratori: particolari ore giorni di permesso stabilite, per dare loro la possibilità di frequentare corsi, sostenere esami e preparare la tesi (a seconda del tipo di permesso stabilito dal contratto).

Permessi studio per studenti lavoratori: come funzionano?

Una cosa è da dire: di permessi studio non esiste è una sola tipologia. La legge sui diritti dei lavoratori stabilisce le condizioni generali. Sono poi i contratti collettivi nazionali di categoria (i famosi Ccnl) a specificare la tipologia e la quantità di permessi studio concessi agli studenti lavoratori di quella determinata categoria professionale e le modalità con cui possono essere utilizzati, oltre a eventuali permessi aggiuntivi.

In più, ci sono anche i contratti integrativi, a cui i dipendenti di una determinata azienda devono fare riferimento. Questi spesso specificano in maniera ancora più dettagliata la materia dei permessi studio.

Quindi, se stai pensando di rimetterti a studiare e vuoi capire quali agevolazioni ti saranno consentite dalla tua azienda, vai a leggerti bene cosa dice in merito il tuo contratto integrativo.

Come abbiamo detto, le tipologie di permesso concesse possono essere di diverso tipo. Ad esempio:

  • le famose (e più gettonate) 150 ore di permesso studio concesse in tre anni agli studenti lavoratori (al 2-3 per cento dei dipendenti in servizio). Queste ore devono essere debitamente giustificate con la frequenza delle lezioni (con tanto di attestazione di frequenza da presentare al datore di lavoro). Non possono essere invece richieste per prendere giornate da dedicare allo studio e preparazione esami. Sono riservate alla frequenza [2];
  • spesso, oltre alle 150 ore, sono anche concessi un numero stabilito di permessi per i giorni d’esame previsti. Di solito si va da 5 a 10 permessi giornalieri;
  • in alcuni contratti invece vengono concessi 10 permessi studio retribuiti l’anno (si possono prendere massimo 2 giorni consecutivi alla volta);
  • oltre a questi, possono anche essere concessi 10 giorni consecutivi in aggiunta per la preparazione della tesi. In pratica, quando sei al rush finale, puoi chiedere 10 giorni tutti d’un fiato per chiuderti in casa e scrivere la tesi.

Permessi studio per studenti lavoratori: quando si posso chiedere?

Come abbiamo accennato sopra, a ogni permesso la sua richiesta. Il tuo contratto di categoria specifica quando e per cosa potrai chiedere i permessi. Diciamo che:

  • i permessi vanno chiesti compatibilmente con le esigenze dell’azienda. Devi quindi sempre confrontarti o comunque prendere in considerazione periodi carichi di lavoro o altri bisogni aziendali che potrebbero portare a non autorizzarti il permessi;
  • i permessi, di solito, andrebbero chiesti almeno 24 ore prima della fruizione. Ma questo dipende molto dalle regole aziendali;
  • i permessi studio (le 150 ore spalmate su 3 anni), si possono chiedere solo per la frequenza dei corsi e delle lezioni (restano in genere fuori le università telematiche per la loro particolare natura, sono infatti assenti lezioni in sede); altri tipi di permesso giornaliero possono essere chieste anche per sostenere esami o per prepararsi all’esame; i 10 giorni consecutivi di preparazione tesi, si chiedono invece per questo esclusivo scopo.

Permessi studio per studenti lavoratori: chi ha diritto?

Stai pensando di ricominciare a studiare, vuoi sapere chi può avere diritto ai permessi studio per studenti lavoratori? Ecco chi ne può usufruire:

  • chi ha un contratto a tempo indeterminato (part time o full time);
  • chi è regolarmente iscritto e frequenta scuole di istruzione primaria, secondaria, università, corsi professionalizzanti. Questi corsi – pubblici o privati che siano – devono essere legalmente riconosciuti;
  • chi svolge scuole i cui corsi si svolgano in concomitanza con l’orario di lavoro (per quanto riguarda le 150 ore di permesso per la frequenza). Se cioè si frequentano corsi serali, ecco che si perde il diritto alle 150 ore, a meno che non si svolgano turni di lavoro serali;

Permessi studio per studenti lavoratori: sono retribuiti?

I permessi studio per studenti lavoratori sono retribuiti. Per cui le ore che chiederai al tuo datore, per la frequenza dei corsi o per altre esigenze, sono completamente pagate. Esistono poi sempre, in base al tipo di contratto, tipologie di ore di permessi aggiuntivi non retribuiti che è possibile chiedere.

Permessi studio per studenti lavoratori: come chiederli?

Ti sei convinto. È il momento di prendere quel diploma che è rimasto lì ad aspettarti per anni. Hai deciso di iscriverti a scuola. Spulciando il tuo contratto collettivo hai anche appurato che hai diritto alle 150 ore di permessi studio e, in aggiunta, hai anche 5 giorni di permesso per sostenere gli esami. Vuoi quindi concretizzare il tutto e chiedere formalmente di poterne usufruire. Come fare?

Ecco i passi da seguire per chiedere alla tua azienda i permessi studio per studenti lavoratori:

  • chiedi in azienda il form da compilare per la richiesta dei permessi. Dovrebbe essere un foglio in cui “il sottoscritto…. chiede di fruire per l’anno scolastico 2018/19 dei permessi straordinari retribuiti. (vedi sotto il Fac simile);
  • specifica bene il titolo e la qualifica che vuoi conseguire e la scuola a cui ti sei iscritto;
  • consegnalo al tuo datore o al capo del personale firmato;
  • in tutti i casi – anche per le altre tipologie di permesso – ogni volta che ci si deve assentare per motivi di studio, va chiesto il regolare permesso (proprio come faresti per tutti gli altri permessi retribuiti).
  • Se prendi il permesso per andare a sostenere l’esame, devi poi rientrare in azienda con il certificato firmato dal docente, che attesta che quel giorno eri davvero lì a farti mettere sotto torchio, e non al parco a raccogliere le margherite.

Spett.le ditta/ente

Oggetto: Permessi studio

Il /La sottoscritto/a …… nato/a a …………

il ………… Vs. dipendente con la qualifica di …………

in possesso del seguente titolo di studio: …………

consapevole delle sanzioni penali, nel caso di dichiarazioni non veritiere, di formazione o uso di atti falsi, come sancito nell’art. 76 del D.P.R. 445 del 28/12/2000

chiede di fruire

per l’anno scolastico/accademico ………… / …………,

di permessi straordinari retribuiti (150 ore) per la frequenza di corsi finalizzati al conseguimento del seguente titolo di studio:

  • Titolo di studio:

(istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale statali, pareggiate o legalmente riconosciute, comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali o attestati professionali riconosciuti dall’ordinamento pubblico)

  • Titolo di studio in corsi universitari per la laurea in …………
  • Titolo di studio in corsi post-universitari per la specializzazione in ………… presso la Scuola/Università: ………… sita in …………
  • A tal fine, trattandosi d’iscrizione presso Scuola/Università PRIVATA, allega la dichiarazione d’iscrizione rilasciata dalla medesima.
  • A tal fine, trattandosi d’iscrizione presso Scuola/Università PUBBLICA, sotto la propria responsabilità,

D I C H I A R A

ai sensi dell’art. 46 del D.P.R.  n. 445 del 28/12/2000 e s.m.i.,

di essere iscritto a tempo (pieno o parziale) per l’anno scolastico/accademico

…………  presso la Scuola/Università…………

sita in ………… al seguente Corso scolastico/accademico: …………

Data …………               Firma …………

note

[1] Art. 10 l. 300/70 del 20 maggio 1970

[2] Art. 3 D.p.r. n. 395/88 del 23 agosto 1988

Autore immagine: Pixabay 


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3 Commenti

  1. Buongiorno,
    a ottobre incomincerò un master universitario. L’azienda per cui lavoro ha approvato la mia scelta, ma la consulente del lavoro ha comunicato che ho diritto a 30 h per triennio e 40 h di permessi per la preparazione di esami. In azienda siamo due dipendenti e tre soci titolari. E’ normale che da 150 h si passi a sole 30 h di permesso studio?
    Per h/anno si intende anno solare o scolastico?

    Grazie in anticipo.

    Cordiali Saluti

    Ilaria

  2. C’è un errore, i permessi studio andrebbero concessi anche ai dipendeti a tempo DETERMINATO in ragione dell’art. 6 del D.Lgs. n. 368 del 2001, il quale afferma
    :”Al prestatore di lavoro con contratto a tempo determinato spettano le ferie e la gratifica
    natalizia o la tredicesima mensilita’, il trattamento di fine rapporto e ogni altro trattamento in atto
    nell’impresa per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato comparabili, intendendosi per
    tali quelli inquadrati nello stesso livello in forza dei criteri di classificazione stabiliti dalla
    contrattazione collettiva, ed in proporzione al periodo lavorativo prestato sempre che non sia
    obiettivamente incompatibile con la natura del contratto a termine.” Ciò è stato anche ribadito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n°3871 del 17/2/2011

  3. Il Ministero dell`istruzione per i lavoratori a T.D. per i giorni di esami prevede: interruzione di servizio e di anzianita` e nessuna retribuzione.
    Praticamente per quei giorni ti licenziano e non ti pagano

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