Diritto e Fisco | Editoriale

Racket e usura: gli aiuti dello Stato

29 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 maggio 2018



Chi è vittima di estorsione o degli strozzini può avere un contributo o un mutuo per rilanciare la propria attività. Ecco chi, come e quando può beneficiarne.

Racket e usura continuano a colpire gli imprenditori onesti, vittime della malavita e della crisi. Per contrastare questi fenomeni ed aiutare le vittime degli strozzini senza scrupoli, lo Stato ha istituito un Fondo di solidarietà destinato a chi ha subìto danni da estorsione o da usura e decida di denunciare questi episodi collaborando con le istituzioni e smettendo di pagare il pizzo. Gli aiuti dello Stato per le vittime di racket e usura consistono in contributi senza obbligo di restituzione per riparare il danno avuto e riprendere l’attività. È previsto anche l’accesso ad un mutuo decennale senza interessi. Ecco gli aiuti dello Stato a chi finisce nelle maledette maglie del racket e dell’usura.

Racket e usura: chi ha diritto agli aiuti di Stato

Il Fondo di solidarietà che concede aiuti di Stato a chi è rimasto vittima di racket o di usura è rivolto a chi si è visto costretto a pagare il pizzo o a chi non ha trovato altra strada per restare a galla diversa da quella che porta agli strozzini.

Racket ed estorsione: chi può chiedere aiuti di Stato

Gli aiuti di Stato rivolti alle vittime del racket, cioè a chi ha subìto delle estorsioni, possono essere chiesti da:

  • imprenditori, commercianti, artigiani o professionisti che hanno avuto degli eventi lesivi legati ad un delitto commesso a scopo di intimidazione o di richieste estorsive o per ritorsione alla mancata adesione a tali richieste;
  • associazioni che prestano, con il consenso degli interessati, assistenza e solidarietà a chi è rimasto danneggiato da episodi di estorsione, purché siano riconosciute dalle dovute istituzioni (Prefettura e Cnel);
  • chi, come soggetto terzo, è rimasto danneggiato da questi eventi;
  • i parenti superstiti della vittima (coniuge e figli; genitori; fratelli e sorelle; convivente more uxorio e altri soggetti conviventi nei tre anni precedenti l’evento a carico della persona);
  • la persona dichiarata fallita previo parere favorevole del giudice delegato al fallimento, sempre che il soggetto non abbia avuto delle condanne o non sia indagato o imputato per delitto contro il patrimonio, l’economia pubblica, l’industria o il commercio;
  • l’imprenditore di fatto ed il collaboratore nell’attività familiare.

Usura: chi può chiedere agli aiuti di Stato

Gli aiuti di Stato rivolti alle vittime di usura possono essere chiesti da:

  • imprenditori, commercianti, artigiani o professionisti che sono rimasti nelle maglie degli strozzini e chi è risulta parte offesa nel relativo processo penale;
  • chi è stato dichiarato fallito previo parere favorevole del giudice delegato al fallimento, sempre che il soggetto non abbia avuto delle condanne o non sia indagato o imputato per delitto contro il patrimonio, l’economia pubblica, l’industria o il commercio.

Racket e usura: in che cosa consistono gli aiuti di Stato

Chi è vittima del racket e rispetta i requisiti sopra indicati, può presentare domanda per ottenere un contributo pari al danno subìto a beni mobili o immobili, al mancato guadagno oppure ha avuto delle lesioni personali. Il tetto massimo del contributo ammonta a 1.549.370,70 euro. È possibile richiedere il contributo per il danno anche prima della sentenza con cui si conclude il procedimento penale [1].

Chi, invece, è rimasto intrappolato tra le maglie degli usurai può ottenere un mutuo rimborsabile in 10 anni senza interessi del valore del danno subìto.

Racket e usura: i requisiti per avere gli aiuti di Stato

Per chi è rimasto vittima di racket, cioè di estorsione, gli aiuti di Stato vengono concessi a patto che:

  • non ci sia stata adesione a richieste estorsive;
  • non si abbia partecipato al fatto delittuoso o in reati connessi all’intimidazione;
  • non si sia sottoposti a misure di prevenzione o si sia destinatari di provvedimenti che comportano divieti, sospensioni o decadenze;
  • sia stato denunciato all’autorità giudiziaria l’episodio che ha causato il danno o anche l’intimidazione.

In caso di usura, invece, gli aiuti di Stato vengono concessi se la vittima:

  • non è stata condannata per il reato di usura, anche tentato;
  • non è sottoposta a misure di prevenzione personali o patrimoniali;
  • non ha reso dichiarazioni false o reticenti durante il procedimento penale che la vede come parte offesa.

Racket e usura: come e quando presentare domanda per gli aiuti

La domanda per ottenere gli aiuti di Stato in caso di racket va presentata entro 120 giorni dalla data in cui è stato denunciato l’episodio di estorsione ovvero da quando il diretto interessato viene a conoscenza che dalle indagini preliminari emerge il delitto commesso con finalità estorsive come causa del danno subìto.

Se il danno è stato provocato da intimidazioni ambientali, la domanda per gli aiuti di Stato va presentata entro un anno dalla data in cui sono iniziate le richieste di pizzo o da quella in cui è arrivato il primo episodio di violenza o di minaccia. Bisogna allegare:

  • la dichiarazione di essere stato vittima di richieste di estorsione;
  • la data della denuncia del delitto che ha provocato il danno o delle richieste estorsive o, ancora, del giorno in cui si è venuto a conoscenza dell’inizio delle indagini;
  • la dichiarazione in cui si attesta di non avere aderito alle richieste di estorsione o di non soddisfare più queste richieste;
  • la dichiarazione di avere riferito alle autorità tutti i dettagli di cui si è a conoscenza;
  • l’importo del danno subìto e dei fatti che collegano il danno alle intimidazioni;
  • se si dichiara il mancato guadagno, l’indicazione circa la situazione reddituale e fiscale dell’interessato relativa ai due anni precedenti il danno subìto o l’inizio delle richieste estorsive;
  • la previsione su come verrebbe impegnato il contributo richiesto, con relativa documentazione;
  • la dichiarazione sull’importo eventualmente richiesto a titolo di anticipo;
  • la dichiarazione su eventuali aiuti già ricevuti per lo stesso motivo;
  • copia di eventuali polizze assicurative;
  • certificazione medica su eventuali lesioni subite.

Nel caso di usura, invece, la domanda per ottenere il mutuo va presentata entro 180 giorni dalla data di denuncia o da quella in cui l’interessato è venuto a conoscenza dell’inizio delle indagini. Occorre indicare e allegare:

  • dichiarazione di essere vittima di usura;
  • la data della denuncia del delitto di usura o della data in cui si è venuti a conoscenza dell’avvio delle indagini;
  • l’ammontare del danno subìto dagli interessi o da altri vantaggi tratti dagli usurai e dell’eventuale maggior danno, cioè la perdita di guadagno;
  • la somma richiesta attraverso il mutuo, la modalità di erogazione ed i tempi di restituzione;
  • i documenti che provino l’entità del danno (cambiali, assegni, vendita di beni sottocosto, ecc.);
  • il piano di investimento e l’utilizzo dei soldi richiesti.

Il contributo non potrà essere utilizzato in alcun caso per pagamenti di interessi o di rimborso del capitale a favore dell’usuraio.

In entrambi i casi, occorre presentare la richiesta al Prefetto della provincia in cui si è consumato il delitto o si è subìto il danno tramite il portale «Sana antiracket ed antiusura» (antiracketusura.interno.gov.it/gp/home.php), attivo tutti i giorni dalle 7,30 alle 22.

note

[1] Circolare commissariale n. del 01.10.2015.

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