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Lo sai che? Multa: cosa scrivere nel ricorso

Lo sai che? Pubblicato il 14 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 maggio 2018

Tutte le possibili contestazioni da sollevare nell’atto di ricorso contro la contravvenzione per violazione del codice della strada da depositare al giudice di pace.

Siamo nell’era di internet e dei moduli prestampati (spesso anche gratuiti). Tutto sembra dover rispettare regole automatizzate, fissate da intelligenze artificiali. Tuttavia ci sono questioni che i computer non potranno mai definire, non almeno in anticipo. Quando il caso concreto può influire sul risultato finale, allora è quantomeno necessario istruire la macchina sulle variabili. Ecco perché, ad oggi, non esiste ancora un software che dica cosa scrivere nel ricorso contro una multa. Tuttavia, fornendo al consulente le informazioni del caso, è possibile quantomeno tracciare un elenco delle contestazioni che, potenzialmente, il conducente può sollevare contro il verbale. Il che non gli garantisce una vittoria certa, ma – come spesso succede – la possibilità di far centro su un bersaglio è anche proporzionale al numero di frecce di cui si dispone.

Se ti stai chiedendo cosa scrivere nel ricorso contro una multa, voglio metterti in guardia dai facili entusiasmi. Nonostante avrai letto di certo su internet tante notizie relative a sentenze che hanno annullato le contravvenzioni, ciascuna di queste si riferisce a uno specifico caso che potrebbe non corrispondere al tuo. Ecco perché l’atto di impugnazione di una multa non è una formula standard come potrebbe essere (ammesso che lo sia) un contratto di affitto o di comodato. In più, la possibilità di perdere il processo ti pone dinanzi al rischio di pagare le spese processuali alla controparte. Senza contare il fatto che, per piccoli importi, fare ricorso non conviene più, tenendo conto del fatto che, estinguendo la multa nei primi 5 giorni, hai diritto allo sconto del 30%.

Se sei andato avanti nella lettura di questo articolo è perché, nonostante ciò che ti ho appena detto, sei davvero intenzionato a giocare la carta giudiziaria e vuoi proprio sapere cosa scrivere nel ricorso contro la multa. Bene, se davvero questa è la tua intenzione, ti elencherò qui di seguito alcuni dei motivi che, in passato, hanno consentito a tanti altri automobilisti di spuntarla contro la polizia.

Multe con autovelox: segnaletica

Quando si riceve una multa per l’autovelox, la prima cosa da fare è verificare se, sul tratto di strada incriminato, era presente la segnaletica con su scritto “Attenzione: controllo elettronico della velocità”. Questa deve essere posta con «congruo anticipo» rispetto alla postazione. La Cassazione non ha definito un numero di metri preciso; tutto dipende quindi dalla tipologia di strada e dalla velocità consentita. Sulle strade ad alto scorrimento non può essere a meno di 400 metri mentre in quelle cittadine può anche essere più vicino.

Il cartello deve essere visibile: non deve essere oscurato da altra segnaletica o dalla vegetazione, non deve presentare scritte o piegato dal vento.

La postazione non può trovarsi troppo lontana dal cartello anche se la Cassazione ha ritenuto che anche 4 km è una distanza consentita; oltre, invece, bisogna ripetere il segnale.

Con la direttiva Minniti della scorsa estate, è stato chiarito che il cartello fisso al suolo con su scritto “Controllo elettronico della velocità” deve essere accompagnato anche da uno mobile se il tratto di strada in questione non viene comunemente utilizzato per i rilevamenti con apparecchi come tutor o autovelox. Questo per evitare che vecchie segnaletiche, ormai in disuso, piantate qua e là selvaggiamente dalle amministrazioni locali, possano consentire alla polizia di elevare verbali ovunque preferisca.

Per le predette contestazioni, il ricorso da depositare al giudice di pace potrà presentare le seguenti censure:

«Si contesta la multa perché:

  • non preceduta dalla segnaletica imposta dal codice della strada riportante l’avviso agli automobilisti “Controllo elettronico della velocità”;
  • perché la segnaletica era poco visibile;
  • perché la segnaletica si presentava troppo vicina [o troppo lontana] rispetto alla postazione di rilevamento della velocità;
  • perché la segnaletica fissa non era accompagnata dalla segnaletica mobile imposta dalla circolare Min. Interno, prot. n. 300/A/5620/17/144/5/20/3».

Se la multa è stata elevata con tutor o autovelox

Quando la multa viene elevata con tutor o autovelox, è necessario che la stessa indichi l’ultima volta che la macchina è stata sottoposta a revisione periodica. Inoltre, se si tratta di una strada ad alto scorrimento con forma rettilinea, purché non sia autostrada, deve indicare le ragioni per cui non si è proceduto alla contestazione immediata del verbale [1].

Di recente la Cassazione ha detto che se ti viene inviata la multa a casa con l’invito a fornire i dati dell’effettivo conducente, può evitare la decurtazione dei punti e anche la seconda multa (che scatta per chi non fa tale comunicazione) se motivi adeguatamente l’impossibilità di ricordare chi aveva in uso il tuo veicolo. Si pensi al caso del titolare dell’auto condivisa con il resto della famiglia. Sul punto leggi Multa: se presti l’auto non rischi più di pagarla.

Per le predette contestazioni, il ricorso da depositare al giudice di pace potrà presentare le seguenti censure:

«Si contesta la multa perché:

  • la contravvenzione non indica la data di ultima taratura avvenuta;
  • non è avvenuta la taratura periodica;
  • il verbale non indica le ragioni della omessa contestazione immediata pur essendo ciò consentito dalla natura del tratto di strada».

Multa sulle strisce blu

Sulle strisce blu non si deve pagare la multa solo quando, nelle adiacenze, sono assenti spazi adibiti a parcheggio gratuito. Questo non significa una perfetta coincidenza tra strisce bianche e spazi a pagamento, ma una alternanza ragionevole. Tuttavia il Comune può difendersi depositando una delibera consiliare con cui la zona viene dichiarata a traffico limitato, zona pedonale, centro storico di particolare importanza o rilievo urbanistico. In tal caso il cittadino, per contestare la multa, dovrebbe impugnare al Tar la delibera municipale, cosa che rende il tutto molto più oneroso.

Altro motivo di ricorso è se le strisce blu non sono visibili, ma se all’inizio del marciapiede vi è il cartello stradale (cosiddetta segnaletica verticale), questo è più che sufficiente.

La multa sulle strisce blu può essere elevata dall’ausiliare del traffico, ma si può chiedere al Comune di esibire la delibera che ha nominato o assunto l’ausiliare e che detta delibera ne delimiti i poteri.

Alcune sentenze hanno riconosciuto la nullità della multa se il parchimetro non consente di pagare la sosta con la carta di credito o se è completamente rotto e nelle vicinanze non ve ne è un altro funzionante. Sul punto ti consiglio di leggere la nostra guida: Come contestare le multe sulle strisce blu.

Multa al semaforo rosso

Di solito un motivo ricorrente per impugnare le multe al passaggio del semaforo rosso è la durata del giallo. Anche se la giurisprudenza della Cassazione ha chiarito che non vi sono durate prestabilite per legge, si ritiene che il giallo non possa durare meno di 3 secondi. Con la conseguenza che, se lo spazio per superare l’incrocio è inferiore, è verosimile che il conducente, passato regolarmente dinanzi al semaforo, sia stato ugualmente multato per non aver avuto il tempo di passare al di là della strada. Molti Comuni hanno subito il sequestro dei semafori per via di tale contestazione, anche se poi molte inchieste si sono chiuse con un nulla di fatto.

Leggi la guida: Multa al semaforo rosso: come contestarla.

Le altre contestazioni sono pressoché inutili: inutile dire che la telecamera deve essere presegnalata (non è vero) o che la contestazione deve essere immediata (non è vero neanche questo). Vero è che il photored deve essere sottoposto a taratura almeno una volta all’anno e, come per l’autovelox, anche in questo caso il verbale deve indicare l’ultima volta in cui è stato eseguito il controllo. Diversamente il verbale è nullo. Altrettanto la targa dell’auto deve essere chiaramente visibile in entrambe le foto scattate dalla polizia.

Il verbale deve indicare se l’apparecchio è predisposto per entrare in funzione dopo un tempo prefissato dall’inizio del segnale rosso, dovendo peraltro indicare quale sia tale eventuale tempo.

Anche l’errata indicazione della data e dell’ora dell’infrazione costituisce un motivo di nullità se l’automobilista riesce a dimostrare che in quel determinato frangente non si trovava nel luogo della contestazione.

Per le predette contestazioni, il ricorso da depositare al giudice di pace potrà presentare le seguenti censure:

«Si contesta la multa perché:

  • dalle foto non è chiara la targa dell’auto oggetto di contravvenzione;
  • la durata della luce semaforica gialla è inferiore a 3 secondi;
  • il ricorrente non si è mai trovato nel luogo e nell’ora indicata nel verbale; ciò può essere dimostrato con apposite prove nel corso del presente procedimento».

Se la multa arriva tardi

La multa deve essere spedita dalla polizia entro il novantesimo giorno dall’infrazione: non ci sono eccezioni se non per chi ha un’auto con targa estera, la cui identificazione non è immediata e richiede più tempo. Anche questo è un facile motivo di ricorso che riguarda la generalità degli automobilisti.

Multe elevate dagli ausiliari del traffico

Gli ausiliari del traffico sono legittimati a contestare le multe solo per le auto che non pagano la sosta sulle strisce blu o che l’hanno posizionata in seconda fila impedendo l’uscita o l’entrata dalle suddette strisce blu; allo stesso modo possono fare la contravvenzione a chi sosta sulle strisce gialle destinate ai mezzi pubblici. Tutte le altre multe elevate dagli ausiliari del traffico sono illegittime e possono essere contestate.

Leggi sul punto Ricorso contro multe ausiliari traffico: come vincere.

Multe incomplete

La multa non si paga se non viene indicata la violazione commessa. Il verbale deve indicare il comportamento commesso dall’automobilista e la norma da questi violata. La non corretta indicazione di uno dei due elementi consente di fare ricorso. Il codice della strada stabilisce uno specifico contenuto formale della multa. Essa deve contenere:

  • l’indicazione del giorno, dell’ora e della località nei quali la violazione è avvenuta;
  • l’indicazione, del giorno, dell’ora e della località nei quali è avvenuta la redazione del verbale;
  • le generalità e la residenza del trasgressore;
  • gli estremi della patente di guida;
  • il tipo di veicolo contravvenzionato;
  • gli estremi della targa;
  • una sommaria esposizione del fatto;
  • l’indicazione della norma violata;
  • eventuali dichiarazioni del trasgressore;
  • l’autorità competente a decidere di un eventuale ricorso.

L’eventuale imprecisione di uno degli elementi indicati e, a maggior ragione, la sua mancanza può far scattare l’annullamento della multa, ma non sempre: l’errore determina l’illegittimità del verbale solo quando causa incertezza sugli elementi costitutivi dell’illecito, impedendo all’automobilista di difendersi davanti al giudice.

Quando la multa arriva con ingiunzione del Comune

Quando non paghi la multa nei 60 giorni ti arriva, di norma, la cartella di pagamento dell’agente della riscossione. Tuttavia il Comune potrebbe provvedere in autonomia al recupero delle somme con la cosiddetta ingiunzione fiscale. Affinché questa sia valida, però, almeno 120 giorni prima l’amministrazione deve spedire all’automobilista un dettaglio delle iscrizioni a ruolo. Inoltre l’ingiunzione fiscale va notificata «entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo». Se il Comune non rispetta questo termine scatta una decadenza: in pratica non è più possibile la riscossione dell’importo.

Infine, per essere valida, l’ingiunzione fiscale deve contenere allegato il verbale della polizia.

Sul punto leggi Multa del Comune: come vincere il ricorso.

note

[1] Cass. sent. n. 25030/17 del 23.10.2017.

[2] Cass. ord. n. 9555/18 del 18.04.2018.


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