Diritto e Fisco | Editoriale

Bonus Renzi come funziona


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 maggio 2018



Bonus di ottanta euro: a chi spetta? Come si calcola? Qual è il limite di reddito che un lavoratore dipendente non deve superare? Quando va restituito?

Sicuramente avrai sentito parlare dei famosi ottanta euro che il governo Renzi ha introdotto a sostegno delle famiglie a basso reddito. Televisioni e giornali ne hanno a lungo discusso, spesso però con poca chiarezza e non facendo capire realmente a chi spetti questo sussidio.

Ecco, se ti stai chiedendo se hai diritto al bonus Renzi e come fare per ottenerlo, questo è l’articolo che fa per te. In parole semplici e comprensibili a tutti spiegheremo cos’è il bonus Renzi e come funziona.

Bonus Renzi: cos’è?

Il bonus Renzi è una misura di sostegno destinata ai lavoratori dipendenti il cui reddito non supera una certa soglia. Introdotto nel 2014 [1], il bonus è stato rinnovato anche per gli anni successivi e, quindi, anche per il 2018. Il bonus Renzi ammonta alla cifra di ottanta euro mensili (960 annui) e viene ricevuto dai lavoratori che non superino una determinata soglia di reddito.

Nello specifico, il bonus Renzi è un credito irpef: ciò significa che esso è riconosciuto ai dipendenti direttamente dal datore di lavoro, senza che sia inoltrata una specifica domanda.

Bonus Renzi: qual è la soglia di reddito?

Abbiamo detto che il bonus Renzi spetta ai lavoratori dipendenti il cui reddito annuale lordo non superi uno specifico importo. Scendiamo nel dettaglio e vediamo qual è il limite reddituale. Esistono due soglie rilevanti:

  1. reddito fino a 26.600 euro: spetta il bonus Renzi, ma in misura ridotta (cioè, meno di ottanta euro);
  2. reddito fino a 24.600 euro: spetta l’intero bonus Renzi, cioè ottanta euro mensili (960 annui).

Bonus Renzi: a chi spetta?

Per beneficiare del bonus introdotto dal governo Renzi non è sufficiente possedere un reddito che non superi le soglie viste nel paragrafo precedente; è necessario anche rientrare in una delle categorie di lavoratori stabilite dalla normativa.

Secondo la legge, il bonus Renzi (integrale o ridotto, a seconda del livello di reddito) spetta a:

  • lavoratori titolari di reddito da lavoro dipendente o assimilati del settore pubblico e privato;
  • lavoratori che percepiscono indennità di disoccupazione;
  • lavoratori soci di cooperative;
  • lavoratori che ricevono assegni di mobilità o cassa integrazione;
  • lavoratori che hanno stipulato contratti a progetto a tempo determinato;
  • lavoratori socialmente utili;
  • titolari di assegni legati a formazione professionale o borse di studio;
  • appartenenti alle forze dell’ordine;
  • titolari di remunerazioni sacerdotali.

Bonus Renzi: a chi non tocca?

Da quanto appena detto si evince facilmente che gli ottanta euro non spettano ai lavoratori autonomi, ai liberi professionisti o ai pensionati, a prescindere dal loro reddito. Alla stessa maniera, però, il bonus Renzi non tocca nemmeno ai lavoratori dipendenti con un reddito inferiore agli 8.174 euro. Perché? È molto semplice: poiché il bonus consiste in un credito irpef, non può essere erogato a coloro che posseggono un reddito imponibile lordo al di sotto della no tax area e con irpef azzerata per effetto delle detrazioni. Si tratta dei cosiddetti incapienti d’imposta, cioè dei lavoratori ai quali l’irpef non viene applicata.

Pertanto, paradossalmente, il bonus Renzi non viene concesso, nemmeno in forma ridotta, a coloro che sono “sotto-soglia”, cioè ai lavoratori che davvero posseggono un reddito basso. Dunque, sia coloro che posseggono un reddito altro (superiore ai 26.600 euro) sia quelli che hanno un reddito minimo (inferiore agli 8.174 euro) non hanno diritto al bonus, seppur per ragioni diverse. Strano, vero?

Bonus Renzi: come si calcola?

Abbiamo detto che il bonus degli ottanta euro non deve essere richiesto in quanto il lavoratore dipendente se lo troverà già all’interno della busta paga. Il bonus Renzi, però, è pari a ottanta euro solamente per coloro il cui reddito non sia inferiore agli 8.174 e superiore ai 24.600 euro.

Se il reddito supera i 24.600 ma non i 26.600 euro, si avrà ugualmente diritto al bonus, ma in misura ridotta. Come si calcola il bonus Renzi? Ecco la risposta.

Se percepite un reddito compreso tra le due soglie di rilevanza, cioè tra i 24.600 euro, al di sotto dei quali spetta il bonus per intero (fatto salvo sempre il limite degli 8.174 euro) e i 26.600 euro, al di sopra dei quali non si ha diritto a nulla, per capire il datore di lavoro quanto dovrà darvi in busta paga dovete fare questo semplice calcolo: dovete sottrarre al tetto massimo di 26.600 il vostro reddito effettivo; il risultato deve essere diviso per duemila e poi moltiplicato per il bonus massimo ottenibile in un anno, cioè 960. La formula può essere così espressa:

  • 600 – Reddito percepito = X;
  • X diviso 2.000 = Y
  • Y moltiplicato per 960 = bonus annuo che otterrete per un reddito superiore ai 24.600 ma inferiore ai 26.600 euro.

Facciamo un esempio. Supponiamo un reddito di 25mila euro. Il calcolo sarà il seguente:

  1. 600 – 25.000 = 1.600;
  2. 600/2000 = 0,8;
  3. 0,8 x 960 = 768.

768 euro sarà il bonus Renzi annuo per chi possiede un reddito di 25mila euro.

Bonus ottanta euro: perché calcolarlo?

In effetti, perché calcolare il bonus Renzi se questo viene accreditato direttamente in busta paga? Ebbene, ci sono casi in cui i lavoratori dipendenti devono restituire il bonus perché erroneamente attribuito. Si pensi, ad esempio, al dipendente che abbia ricevuto per intero il bonus Renzi pur avendo lavorato solamente per dieci mesi anziché dodici (cioè l’intero anno). In questa circostanza, al lavoratore spetta un’agevolazione pari ai mesi di lavoro effettivamente svolti e, quindi, se ha ricevuto integralmente il bonus, dovrà restituirlo.

Il problema della restituzione del bonus, poi, si pone per tutti coloro che, a seguito della dichiarazione dei redditi, hanno scoperto di percepire un reddito lordo maggiore di quello stabilito dalla legge per godere del credito irpef (26.600 euro) oppure, al contrario, inferiore al limite minimo (8.174 euro). In entrambi i casi, il lavoratore che ha percepito gli ottanta euro (o parte di essi) dal datore è tenuto a restituirli.

Il bonus, infatti, viene elargito sulla scorta della dichiarazione dell’anno precedente: se nel frattempo il reddito dovesse variare, l’agevolazione andrebbe restituita in tutto o in parte a seconda del reddito effettivamente percepito nell’anno di imposta.

Bonus ottanta euro: se il datore non è sostituto d’imposta?

Giunti a questo punto, è oramai chiaro che il bonus Renzi è una particolare agevolazione che non consiste in un “regalo” di ottanta euro, ma in uno sconto sull’irpef. Pertanto, non può essere elargito a chi l’irpef non lo paga, cioè a coloro che posseggono un reddito inferiore agli 8.174 euro.

C’è una categoria di lavoratori, però, che potrebbe trovarsi in difficoltà nel ricevere il bonus Renzi: si tratta di quanti lavorano alle dipendenze di datori che non sono sostituti d’imposta, cioè che non riscuotono le tasse (le famose ritenute) per poi darle allo Stato.

Si trovano in questa situazioni lavoratori come badanti, colf e, in genere, tutti i lavoratori domestici. Per costoro, però, è comunque possibile ottenere il bonus Renzi. Come? Presentando regolarmente la dichiarazione dei redditi. Così facendo, si avrà diritto alla liquidazione dell’agevolazione in un’unica soluzione, fermo restando il rispetto dei limiti di reddito più volte citati nei paragrafi precedenti.

note

[1] Art. 1, D.L. n. 66/2014.

Autore immagine: Unsplash.com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI